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Un partito all’angolo, Bassolino: “Il Pd è come un pugile suonato”

di Peppe Papa

Invoca l’unità tra Stato, istituzioni e società civile per arginare il degrado sociale e culturale della città. Non si rassegna alla condizione di emarginazione cui sembra averlo condannato quello che ancora per ora è il suo partito, il Pd, individuando uno spazio di rappresentanza situato tra questo e i vari scissionisti dove è possibile far nascere un nuovo centrosinistra e manda a dire ai suoi nemici e ex amici, che non gli potranno mai impedire di parlare e far circolare idee. L’ex presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino è come un leone in gabbia, sul suo profilo Fb esterna quotidianamente il proprio disappunto, offre consigli, suggerimenti e non smette di ragionare di politica. Si dà da fare, qualche giorno fa ha incontrato in privato l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, con il quale si è intrattenuto a parlare di ‘Campo democratico’, il movimento fondato da questi e presentato a Napoli. Insomma, non è domo e c’è da giurare che è pronto per altre battaglie.

Presidente, avrà seguito i fatti di cronaca che hanno visto nuovamente coinvolto il quartiere Sanità. L’impressione che se ne ricava è che la città galleggi tra l’anarchia sociale e la morsa della criminalità che impone la sua legge, c’è un modo per uscirne?

Alla Sanità si spara e si minaccia per le strade, e lo stesso avviene in altri zone del centro e delle periferie. Ma in primo luogo proprio alla Sanità, e anche altrove, la società civile cerca di fare il proprio dovere: da don Antonio Loffredo a Mario Geraldo con il NuovoTeatro, da Ernesto Albanese con L’Altra Napoli ad altre esperienze. Sono lo Stato e le istituzioni tutte che devono fare di più, sul terreno della repressione e della prevenzione sociale e culturale. Ma questo è possibile soltanto se lavorano assieme, unite: e questa è purtroppo la cosa che appare più lontana e difficile”.

Nei giorni scorsi ha incontrato l’ex sindaco Pisapia, immagino abbiate parlato dell’iniziativa politica di cui si è fatto promotore. Lei è veramente convinto che ci sia spazio per un ulteriore rassemblement a sinistra del Pd?

Per me il punto di partenza per ogni valutazione è sempre il Paese, l’interesse generale. La mia preoccupazione per il futuro è grande. Mentre Francia e Germania, grazie al loro sistema politico-istituzionale, sono stabili noi andiamo invece, con le attuali norme elettorali, verso l’ingovernabilità. Come in Spagna, anzi peggio: il nostro debito pubblico è più grande e la nostra ripresa economica più debole. Da solo il Pd non ce la fa, e il 40% di cui parla Renzi è un sogno: il risultato delle europee è irripetibile, appartiene ad un’altra stagione politica ed è dovuto anche a quelle particolari elezioni che sono le europee. Allora Renzi e il Pd erano in ascesa. Ora si viene da due gravi sconfitte politiche: le comunali dell’anno scorso e il referendum. Fuori dal Pd, poi, Democratici e Progressisti stanno dentro una soglia limitata. Ma sono tanti quelli che non si ritrovano con il Pd e considerano DeP un movimento ancora troppo ristretto. A Napoli sono moltissimi, più che in altre parti: d’altronde alle ultime comunali il Pd è sceso all’11% ! Vi è dunque uno spazio potenzialmente serio e se viene almeno in parte riempito può favorire la prospettiva di un nuovo centrosinistra e dunque il bene del paese. Altrimenti il Pd sbatte con la testa contro il muro e DeP rimane rinchiuso in un suo spazio.

Perché tanta ostilità da parte del partito nei suoi confronti?

Dovrebbe chiederlo ai dirigenti locali e nazionali del Pd. Anche i bambini sanno che senza le schifezze fatte alle primarie io sarei andato al ballottaggio. Con De Magistris sarebbe stata una bella battaglia e nessuno sa come sarebbe finita. Purtroppo Napoli fu materia di scambio con Roma tra correnti del partito: renziani a Roma e “Turchi” a Napoli. Fu un errore drammatico. Ancora oggi il Pd è sotto quella botta, un pugile suonato, senza una politica, senza una bussola

Dicono che lei rappresenti il passato che non vuole passare. Nel vuoto di idee e mancanza di classe dirigente all’altezza (non solo locale) non pensa sia un giudizio ingeneroso?

L’anno scorso mi ero messo a disposizione della città e del Pd. Per il resto da sette anni non ho alcun ruolo e alcun incarico. Semplicemente cerco di pensare, di scrivere e di parlare e questo non me lo toglie nessuno.

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