

A Napoli quando si fa il nome di Maradona si aprono tutte le porte, soprattutto si ricevono facili consensi e pubblicità gratuita, ed è così che ancora una volta in nome del più grande calciatore di tutti i tempi viene fuori tutto il populismo, l’inconsistenza di chi non sapendo più come fare, si gioca l’ultimo jolly e attraverso Maradona cerca il consenso, per accreditarsi sempre più verso il pubblico napoletano. Sono tanti quelli che hanno usato Maradona per veicolare carriere ferme al palo o che non decollano del tutto e all’occorrenza usa il mito Maradona per rilanciarsi nella propria professione, nella carriera politica di un sindaco o anche di un presidente del club di calcio in un momento di scarsa popolarità e gradimento. E’ incredibile il fatto che sono passati circa 25 anni da quando Maradona è scappato via da Napoli e ancora oggi non siamo in grado di restituirgli una celebrazione degna del suo nome per le uniche gioie che ha regalato alla gente di Napoli, in particolar modo ai milioni di tifosi della squadra azzurra, ma anche a tutta la città che soprattutto grazie a lui ha potuto vivere giorni di gloria di cui tutto il mondo ha parlato. Non stiamo certamente parlando di un eroe, del resto l’uomo Maradona come tutti noi ha avuto le sue debolezze e le sue complicazioni di vita, ma sicuramente stiamo parlando di un artista sublime dello sport più popolare al mondo ed averlo visto protagonista a Napoli deve solo riempire di orgoglio tutti e soprattutto ci obbliga a tutelare il suo nome e quanto abbia fatto. Anonimi avvocati che ne acquiscono la clientela perorando una causa ancora irrisolta, attori che lo esibiscono per i propri tornaconti in spettacoli tanto kitsch quanto insignificanti in santuari della musica classica, spettacoli televisivi strappalacrime come quelli della Carrà o della De Filippi o alle feste di ballo della Carlucci, ma tutto questo ci sta e si può anche capire, dato il fenomeno mediatico del personaggio. Non si capisce però quando un sindaco si inventa dopo 30 anni l’anniversario dello scudetto, come ammettere masochisticamente che sono trent’anni che perdiamo, poi non contento, offrire la cittadinanza onoraria a Maradona, quando nessuno glielo abbia chiesto, di certo non lo ha richiesto Maradona che non ha mai preteso riconoscimenti particolari fin gia all’indomani del suo addio al calcio, figuriamoci se lo avesse richiesto oggi. Tra l’altro è alquanto bizzarro che un membro delle istituzioni possa offrire la cittadinanza onoraria ad uno straniero che ha problemi di natura fiscale nel nostro Paese ancora irrisolti, come è ancor più bizzarro che De Magistris, per sua stessa ammissione, ai tempi in cui giocava Maradona a Napoli fosse tifoso dell’Inter ed oggi da tifoso pentito, si ricorda di festeggiare uno scudetto con trent’anni di ritardo. Vabbè, le persone intelligenti cambiano idea e possiamo capirlo, ma perchè inscenare senza che nessuno glielo avesse chiesto, questo teatrino insieme a quell’altro personaggino vulcanico che risponde al nome di Aurelio De Laurentiis per celebrare qualcosa che non ha mai riguardato loro? Il risultato di tutto questo bluff populistico che prevedeva una grande festa al San Paolo con un grande evento che avrebbe dovuto vedere anche l’esibizione di una partita mista fra calciatori di oggi con i campioni d’Italia, giorno dopo giorno diventa sempre più evidente che trattasi dell’ennesima boutade populistica di chi governa questa città a suon di pizze, feste, canti balli e putipù e tanta propaganda prosopoeica, in coppia con l’altro populista presidente del Napoli, che a sua volta ha sempre fatto capire che del passato azzurro non gliene poteva fregar di meno. Tutto questo teatrino squallido si evidenzia sempre più con l’avvicinarsi della data promessa di questa ormai inutile festa, che ha già visto un mese fa il fallimento quasi totale della celebrazione dell’anniversario dello storico scudetto con la cacciata dei campioni d’Italia dell’87’ dai cancelli dello stadio. Già, lo stadio, l’eterno pomo della finta discordia fra De Magistris e De Laurentiis che si rimpallano a vicenda responsabilità sulle modalità di gestione, legittima proprietà o locazione, ristrutturazioni varie. Una cosa però è certa, i vecchi campioni sono stati mortificati per non aver potuto accedere a casa propria, quella dove hanno regalato lacrime di gioia a tutta la città, ed oggi quello stesso stadio molto inelegantemente e con scusanti puerili, in qualche modo viene negato per la celebrazione del secondo evento in calendario, quello legato a Maradona. Adesso, al di là di tutto, bisogna intanto capire chi è che nega lo stadio, se il Sindaco di Napoli in quanto proprietario della struttura o del suo locatario che ha sempre negato di possedere potere decisionale sull’uso della struttura, ma che però di fatto si mette di traverso ogni qualvolta si paventa una manifestazione in quello stadio, una volta per scongiurare danni al manto erboso, e poi che nell’occasione della partita celebrativa è preoccupato che i suoi calciatori possano giocare una partita contro ultra cinquantenni, senza allenamento nelle gambe e con un ritiro incombente. Stendiamo un velo pietoso, perchè non c’è nemmeno da discutere di queste scuse, ma accendiamo però le luci della ribalta su un sindaco ormai ritenuto da tanti come persona inattendibile, che però pur di non rimangiarsi la parola data a Maradona ancora insiste su questa patetica festa in ornore a Diego, ipotizzando con il fratello esperto di eventi, altre location prestigiose come Piazza Plebiscito che se si chiama in questo modo dovrà pur esserci una ragione, e che invece guarda caso qualcuno ha già messo in discussione per motivi di sicurezza della Piazza che da sempre e anche oggi continua a ospitare eventi di qualsiasi natura e moltitudini senza che fosse mai accaduto nulla , ma chissà perchè adesso la si scopre non adatta a celebrare Maradona, neanche avesse vinto oggi lo scudetto. Insomma potremmo continuare all’infinito a discutere sulla serietà, sulle responsabilità, sulle continue prese per i fondelli a cittadini, sportivi, campioni di calcio e quant’altro, una cosa però troviamo intollerabile ed è quella di svilire e svalutare anche quel poco di buono che questa città ha prodotto, nel caso gli unici due scudetti in 90 anni di storia del calcio napoletano e del suo più grande artefice. De Magistris e de Laurentiis come sempre hanno fatto è disfatto da soli, perchè loro hanno preso questa iniziativa e loro stessi la stanno bocciando, nessuno a Napoli nè tantomeno Maradona glielo avevano chiesto. Piuttosto il sindaco, si occupi della buona amministrazione della città invece di organizzare eventi festaioli, e il presidente del Napoli se proprio ci tiene a festeggiare scudetti, cominci a farlo di suo visto che non riconosce i successi del passato.
Pit*