L’Archivio storico del Banco di Napoli celebra Masaniello con musica, teatro e multimedialità
Luglio 4, 2017
Scrittori sconosciuti. “Diario di un reazionario” di Giuseppe Grillo: seconda puntata
Luglio 4, 2017

LA LETTERA. Ambrosino: “Un paio di palestre e due campetti di calcio, tutta qui la cittadella dello sport a Miano. Un delitto!”

Caro direttore,

Nella nostra città, il quartiere di Miano, come altre zone di Napoli balza alle cronache da troppi anni, decenni, forse da sempre, per fatti e avvenimenti negativi, in primis per delitti efferati di camorra. Ed è stato tanto il sangue versato finora su strade e marciapiedi, anche in pieno giorno, tra persone più che terrorizzate e tristemente rassegnate a questa violenza urbana. Rassegnate anche al degrado ambientale e al costante abbandono cui il quartiere è stato relegato da questa e dalle precedenti amministrazioni.

Ed è in questo quadro che si è innescata una sorta di lotta, di contrapposizione tra tanti residenti, la popolazione Rom, le municipalità, i presidenti, i consiglieri municipali, comunali e regionali, le forze politiche, il sindaco, l’assessore alle politiche sociali. Insomma una “guerra” di posizione tra chi ha proposto la collocazione temporanea dei Rom all’interno della Caserma Boscariello e tra chi la ritiene inopportuna perché non accetta di veder aggiungere degrado al degrado, perché non crede alla parola del sindaco sull’uso della caserma al massimo per tre mesi e perché si comprometterebbe la realizzazione della cosiddetta “cittadella dello sport”, un progetto realizzato e finanziato grazie ad un protocollo d’intesa tra il Coni, il ministero dell’interno, della difesa e dell’Agenzia del demanio. Un’iniziativa comunque lodevole che risponde in modo positivo alle intenzioni del sindaco de Magistris, che nel 2013 propose di realizzare, proprio in quella caserma, un altro carcere, una casa circondariale che si sarebbe aggiunta a quella già esistente di Secondigliano, distante appena 500 metri. Eventualità che fu scongiurata dalle proteste dei cittadini e della politica.

Quindi, per Miano, un progetto finalmente diverso, in positivo,da realizzare in quegli spazi grandi, rari e preziosi che il piano regolatore della città ha individuato proprio nell’area delle caserme in dismissione, prevedendo degli ambiti urbanistici specifici nei quali è possibile realizzare strutture e attrezzature per lo sport e il tempo libero.

Quindi fatta salva la provvisorietà dell’insediamo Rom nella caserma Boscariello, subito dopo dovrebbero partire i lavori per la realizzazione della “cittadella”. Ed è proprio sulla qualità e la consistenza del progetto, che solo da qualche giorno ho avuto occasione di vedere e capire, che le scrivo per esprimere le mie perplessità sulla modestia di questo progetto rispetto alle potenzialità dell’area e al “credito” che vanta questa parte della città che ha diritto e deve “pretendere” un risarcimento in termini di strutture per la riqualificazione sociale e ambientale che non sia poca cosa come quella prospettata.

Il progetto di questa “cittadella” consiste, infatti, in due palestre da appena 150 posti, una per le arti marziali e una polivalente e da due campetti di calcetto esterni.

E ovvio che vadano comunque ringraziati gli attori che hanno consentito tale progetto ma è innegabile che questa previsione è troppo, talmente minimale, che rischia di sprecare la splendida opportunità che avrebbe Miano e tutta l’area nord di vedere realizzato qualcosa che possa “veramente” rivoluzionare un territorio e conferirgli una dignità urbanistica mai avuta.

Si può mai passare dalla proposta dell’amministrazione Iervolino e di tutto il consiglio comunale dell’epoca, compreso il sottoscritto, di voler realizzare in quelle aree il nuovo stadio della città da settanta milioni di euro a quello di due campetti di calcetto e un paio di palestre, con qualche posticino a sedere, per appena un milione e duecentomila euro (fonte agenzia del demanio)?

Se è vero che si dovette rinunciare alla realizzazione della nuova casa del Napoli calcio per lo sprezzante diniego del presidente De Laurentiis: “non verrò mai a giocare a Miano”, perché non si è pensato in questi anni di realizzare un vero e proprio Palazzetto dello sport e della musica che la città di Napoli non ha? Un palazzetto da almeno 10mila posti a sedere, tipo il forum di Assago, avveniristico, dove sarebbe possibile far crescere tanti giovani atleti, dove poter assistere ai campionati dei professionisti e, soprattutto, ospitare eventi e concerti musicali di una certa  importanza tali da far diventare Miano il quartiere della musica? E’ così che si renderebbe finalmente “centrale” una periferia! Sarebbe questo sì, un progetto che porterebbe effettivo sviluppo e occupazione con le tante attività che sorgerebbero nei paraggi a supporto di una struttura così importante, un progetto realizzato  in una zona collegata perfettamente con il centro città e con l’hinterland, con una linea Metropolitana e viaria già esistente e funzionante.

Non è di una cosa del genere, importante e significativa, che i cittadini di Napoli nord hanno diritto di rivendicare con ragione? Che bello sarebbe osservare posillipini, vomeresi,  persone di Chiaia, del centro cittadino, di altre città e Paesi che si recano a Miano per assistere al concerto di quel gruppo o di quel cantante famoso. Solo un’utopia?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *