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Il sindaco cabarettista a Radio 1: “il sangue di San Gennaro da quando ci sono io si è sempre sciolto”, ma non è vero!

di Peppe Papa

Nella fattispecie degli innumerevoli ‘comandanti’ della città di Napoli del dopoguerra, tutti più o meno etichettabili come campioni di qualche eccentrica componente politica e caratteriale (da Nicola Amore a Antonio Bassolino, passando per Achille Lauro e Maurizio Valenzi), mancava il sindaco cabarettista. Luigi De Magistris ha colmato questo vuoto. “Da quando faccio il sindaco di Napoli, il sangue di San Gennaro si è sempre sciolto”.  Lo ha dichiarato a Radio Rai 1 alla trasmissione ‘Un giorno da pecora’, dove è assiduo frequentatore proprio per la sua propensione alle suggestione della politica-goliardica, rispondendo ad una domanda dei conduttori del programma, altrettanto ‘leggera’, sul suo rapporto con l’evento miracoloso, tra il sacro e il profano,  che si intreccia con gli eventi che condizionano la vita della terza metropoli d’Italia. Per carità, era uno scherzo, anche se il sito web del Comune ha lanciato in rete l’intervista appuntandosi al petto una medaglia al valore. Parole al vento, dette per dire, qualcuno anzi ha motivo per farsi una risata. Soprattutto se nel corso del colloquio altri temi – dall’essere precipitato al 34° posto nella classifica di gradimento dei sindaci del Paese molto indietro dal suo ‘nemico’ storico di Benevento, Clemente Mastella (XI posto nella graduatoria), i rapporti con il governo Gentiloni, con la sinistra in cerca di una bussola, Pisapia, Bersani e Berlusconi, trattati come paria pur senza averne alcun merito –  la sua narrazione in chiave ‘comica’ è stata perfetta. Ecco alcune perle: “sono contento dell’assoluzione di Mastella” (è stato il suo principale accusatore); “Pisapia è una brava persona, ma non mi affascina, la sinistra ha bisogno di una scossa” senza specificare (anzi , in assenza di qualsiasi idea al riguardo) una soluzione; “più facile che il Napoli vinca lo scudetto pittosto che Renzi diventi nuovamente premier”; gli auguri a Berlusconi e Bersani per il compleanno, sperando che si ritirino a vita privata (senza considerare di essere invitato, da lì a qualche giorno alla festa nazionale di Mdp a Napoli a Santa Chiara). Uno show a costo zero per lui, l’ennesima conferma per i napoletani di trovarsi al cospetto dell’ultima incarnazione, tutta partenopea, del venditore di “elisir di lunga vita”. Ah, per la precisione: San Gennaro il miracolo non l’ha fatto il 16 dicembre del 2016 (ricorrenza meno nota in ricordo della mano del santo che fermò la lava in quella data nel 1631) quando lui era nel pieno del mandato laico di ‘patrono’ della città. Una balla storica. Un’altra, qualcuno provvederà ad aggiornarne la statistica.

 

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