Piccoli Comuni, via libera alla legge per la loro valorizzazione
Settembre 28, 2017
“Viva le preferenze”, ma quando c’era Craxi erano il male
Ottobre 11, 2017

De Magistris ‘faccia di bronzo’: “Napoletani vittime dello sciopero Anm” e corre a Roma da Gentiloni

di Peppe Papa

De Magistris ha una faccia di bronzo esagerata. Una capacità di rigirare la frittata che neanche i più  grandi chef stellati sanno fare. I trasporti pubblici sono al collasso? Lui si schiera dalla parte dei cittadini vessati, esprimendo solidarietà, scaricando le responsabilità su vari fronti, dal governo ai sindacati, alle amministrazione cittadine passate, come se la cosa non lo riguardasse, salvo promettere, impunemente, che risolverà il problema. Intanto fa sapere, attraverso Fb, diventata la piattaforma privilegiata per la sua comunicazione con i cittadini (soprattutto i propri seguaci), di essere diretto nella Capitale per andare a prendere per la collottola Gentiloni e ‘dirgliene quattro’ a brutto muso. “Oggi ci rechiamo dal presidente Gentiloni  – ha scritto – affinché nella prossima manovra economica il Governo sostenga le battaglie degli enti locali per i beni comuni, per l’attuazione della Costituzione. Basta strangolamenti finanziari e normativi. Siamo ad un punto decisivo: il Governo decida se stare dalla parte dei bisogni concreti degli abitanti del nostro Paese o sempre dalla parte dei poteri forti, come il sistema finanziario ed i signori delle armi”. Dimenticando, ma forse è stata solo ingenua distrazione, che il governo di Matteo Renzi prima e quello di Gentiloni poi, gli hanno consentito di tenere in piedi un’amministrazione, la sua, sommersa di debiti (non tutti riconducibili al passato, come va dicendo da sempre) con problemi strutturali mai risolti (vedi la questione partecipate), caratterizzata da servizi inefficienti a tutti i livelli e in preda a un degrado che appare inarrestabile. Intanto, nel suo post, non ha potuto fare a meno di affrontare il tema del giorno, vale a dire lo sciopero di 24 ore dei mezzi pubblici proclamato dalle organizzazioni di categoria (tutte), che sicuramente avrebbe fatto infuriare i cittadini. L’occasione gli ha dato modo di mettere in mostra le sue qualità ‘ai fornelli’ rigirando abilmente il filosh nella padella, diventando lui stesso vittima tra le vittime, non mancando però di garantire il suo impegno a rifondare la mobilità metropolitana portandola a livello delle grandi capitali europee. “Mentre mi reco a Roma a lottare per la mia città”,  sì, proprio così ha giurato , “i napoletani sono vittime di uno sciopero di 24 ore del trasporto pubblico”. Fin qui niente di nuovo, finché non è arrivato il colpo da maestro che gli ha dato modo di costruire una narrazione, diversa e parallela, alla realtà dei fatti, evidentemente più consona alla sua immagine di rivoluzionario uomo delle istituzioni. “ Mentre troppi si giocano partite che non sono nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori – ha affermato – noi stiamo lottando per salvare il trasporto pubblico, renderlo efficiente in linea con le capitali europee e salvaguardare i diritti dei lavoratori. Nel frattempo c’è chi si gioca partite meschine, contro la città. Se non si resta uniti è difficile vincere ed i primi che pagheranno, presto, saranno i lavoratori, con licenziamenti pesanti”. Una dichiarazione che, nella parte finale, contiene una minaccia subliminale alle maestranze che hanno incrociato le braccia: “non c’è trippa per gatti”, o da Roma arriva un ennesimo aiuto, oppure tutti a casa, scioperare (a proposito del richiamo all’essere uniti) non è la migliore soluzione. Da un sindaco zapatista fa una certa impressione leggere queste parole, ma tant’è. “Siccome siamo l’unica amministrazione italiana tra le città metropolitane che ha difeso i servizi pubblici – ha proseguito con incredibile faccia tosta –  senza privatizzare e licenziare, e che ha messo in campo una imponente strategia di rilancio immediato del trasporto pubblico in area metropolitana (sic!), oggi esprimo solidarietà totale ai miei concittadini per gli ingiusti disagi che devono subire e che si sommano ad un trasporto locale ancora lontano dagli standard a cui puntiamo, non certo per colpe di questa amministrazione”. Insomma, ‘sono con voi cari napoletani, anche io subisco la stessa sorte’, d’altronde  “senza soldi e sommersi da debiti ereditati da stagioni politiche fallimentari, se non c’è coesione sociale questa partita rischia di perdersi”.  E su questo non c’è dubbio, ma “noi non molliamo e faremo di tutto per raggiungere il risultato, vedremo chi vuole la vittoria e chi invece è contro i cittadini e i lavoratori. Ai napoletani dico: vinceremo!”. E per concludere, una chiosa che dovrebbe far riflettere a chi ci tiene ricorrendo a tutte le tecniche conosciute di scongiuri, il post-scriptum in coda al lungo ‘comunicato’ social:  “7 vittorie su 7. Forza Napoli sempre!!”. Il pranzo è servito.

1 Comment

  1. VENIERO CARLO MARIA MORONI ha detto:

    De Magistris è la dimostrazione che un magistrato non sa fare niente di niente, tranne che giudicare tutto e tutti “gli altri” e la sua intemerata accusa tutti per i pessimi risultati della sua amministrazione che dopo la sua cura ha peggiorato di anno in anno arrivando a un passo dal fallimento. Il capitano accusa la truppa di non saper rispondere ai bisogni dei cittadini dimenticandosi a fagiolo che è lui che comanda e dovrebbe dirigere l’amministrazione nello svolgimento dei suoi compiti. L’inetto incapace si autoassolve lui non c’era, probabilmente ..dormiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *