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Polizia municipale, turni e comande stabiliti per ‘appartenenza’

 

di Paride Caso

Pare destinata a durare nel tempo il caso della vigilessa dimissionaria a causa della mancata programmazione dei turni nel Corpo di polizia municipale  partenopeo, soprattutto per chi ha problemi di assistenza o di minori. Negli anni scorsi sono stati al centro del mirino coloro i quali fruivano di tali benefici ( L.53/00 per minori, L.104/92 e permessi studio), senza però che sia mai stato riscontrato un abuso. Ben altre le anomalie scoperte in merito alle rilevazioni elettroniche della timbratura tra i normali operatori, ma questa è altra storia. Quindi perché un tale accanimento contro diritti dovuti per legge? Fonti interne alla pm evidenziano che l’attuale sistema di programmazione giornaliera consente di favorire ‘gli eletti’ in merito all’assegnazione di servizi straordinari, nei distaccamenti fuori sede aggravati da ulteriore disagio per i ‘non allineati’, e soprattutto con lo scudo di “emergenze” ( parola grossa a cui diamo un significato importante ), di penalizzare i nemici e far sparire gli amici nel turno scomodo. Attenzione a parte poi, merita la gestione dei servizi festivi o di pronta reperibilità (per le emergenze serie), dove ci sono in ballo anche maggiorazioni economiche. La reperibilità servizio a chiamata, dovrebbe essere gestita secondo un elenco depositato al Comando per turni, le chiamate invece sono a casaccio presunto, ovvero scegliendo uno rispetto all’altro…. Per i festivi rossi di calendario, per penalizzare il nemico basta assegnarlo alle 16.00 del pomeriggio mentre effettua un turno notturno di sabato, all’indomani domenica in territorio distante con orario 07.00, con la scusa di non avere alternative…..e la famiglia ed il riposo fisiologico va a farsi benedire. “Recentemente ho chiesto secondo la legge 53 – ha dichiarato Claudio Lamari della Cgil – di potere fruire di turnazione agevolata (significa potere chiedere il turno, ndr ) avendo figlio minore di 3 anni, sentendomi rispondere che non era possibile in quanto il Comune non attiva progetti finalizzati previsti dalla legge. Per sopraggiunta disabilità del minore chiesi quindi di rinunciare alla turnazione (con perdita economica mensile di circa 150 euro ) ricevendo l’ennesimo rifiuto. In tre anni ho cambiato quattroi assistenti per mio figlio, in quanto le stesse soffrivano nella loro vita privata nel non potersi organizzare il lavoro a casa!  Io a differenza di Paola ho scelto la via istituzionale, ho segnalato il fatto al Tribunale dei Minori e sono in attesa…..”.

1 Comment

  1. pasquale ha detto:

    Avendo un pò di tempo, ho letto l’articolo della vigilessa che ha lasciato “il posto” per motivi di turno e familiari 2 bambini, a parte che tante altre colleghe hanno 2 o 3 figli,quindi stesso problema e nel bene o nel male riescono a conciliare lavoro-casa, per la collega che ha lasciato, se non erro, lei proviene già da un impiego statale,senza turnazione, ovvero lavorava solo la mattina e sembra anche che stava in aspettativa, quindi non ha lasciato il precedente “posto” sembra inoltre che anche il marito lavora nella stessa Amministrazione.Ho detto “sembra” perchè un caso analogo si è verificato presso la U.O. Chiaia non ricordo il cognome della collega, ma ricordo che chiedeva a tutti come fare per evitare la turnazione e chiedendo anche ad un sindacalista, alla fine disse se non riusciva lasciava il “posto” per turnare al sul vecchio impiego.

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