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Universiadi, Ciarambino (M5S) da Marte: “una catastrofe”

 

di Peppe Papa

Niente Olimpiadi a Roma e niente Universiadi in Campania. Su questo fronte il M5S ha le idee chiare, così nella Capitale come a Napoli. Il mantra è sempre lo stesso: sprechi, poca trasparenza e fallimenti annunciati. Senza possibilità di remissione. Così la presidente grillina della Commissione speciale trasparenza del consiglio regionale, Valeria Ciarambino al termine dell’audizione di questa mattina nella quale sono state ascoltate Anna Romano e Maria Somma, rispettivamente responsabile di attuazione e responsabile unico della Parte per la Regione Campania dell’Accordo di Programma Quadro, e Monica Staibano, referente dell’ufficio di Programmazione Unitaria della Giunta regionale, ha emesso la sua sentenza inappellabile: le Universiadi si stanno rivelnado una “catastrofe”. “Speravamo – ha affermato – di avere finalmente un quadro chiaro, con l’audizione di oggi, sullo stato di avanzamento dei progetti e delle attività dell’Agenzia regionale per le Universiadi (Aru), l’ente di scopo istituito al fine di definire, realizzare e coordinare le attività necessarie a mettere in piedi un evento da circa 280 milioni di euro. Purtroppo, come alla luce della precedente audizione con presidente e direttore dell’Aru Raimondo Pasquino e Gianluca Basile, abbiamo avuto ancora una volta contezza del fatto che non c’è, da parte della Regione, nessuna attività sostanziale di monitoraggio e di controllo delle attività e delle spese in corso”. Insomma, secondo la ‘sanguigna’ Ciarambino, finora sarebbero state prodotte “solo scartoffie” e spese allegre. Tipo i quarantamila  mila euro per il servizio di catering per la conferenza stampa di presentazione dell’evento, il fitto di locali per la struttura organizzativa – soldi che si “sarebbero potuti risparmiare con l’individuazione di una sede del vasto patrimonio immobiliare della Regione” –  oppure i 150 milioni in origine destinati a riqualificare strutture sportive e creare una cittadella degli atleti nell’area ex Nato di Bagnoli, progetto quest’ultimo, secondo la consigliera pentastellata  “inattuabile e sostituito da navi da crociera dal costo di 27 milioni”. E giù il solito attacco a testa bassa al governatore che, siamo sicuri, risponderà da suo pari nella consueta trasmissione settimanale a Lira Tv. “Di fronte a questo quadro desolante – ha tuonato la Cirambino – De Luca non può sostenere, come ha fatto di recente, di lavarsene le mani su temi come sprechi e consulenze relativi all’attività dell’Aru, tenuto conto che la Regione ha una funzione di monitoraggio, controllo e verifica del rispetto del cronoprogramma. È evidente, in queste ore, la preoccupazione del governatore che, condividendo in pieno le nostre considerazioni sul fallimento dell’evento, spera nella figura di un commissario su cui poter scaricare parte delle responsabilità di un’organizzazione che al momento lo individua come unico artefice di questa (appunto) catastrofe”. A Palazzo Santa Lucia dove pare che di questi tempi la scaramanzia sia di casa, tutti si sono precipitati a toccare ferro e qualcos’altro, mentre  a rispondere per le rime alla cittadina 5Stelle, ci ha pensato Antonio Marciano.  “Ciarambino dovrebbe avere maggiore equilibrio nel condurre una Commissione di straordinaria importanza e rilevanza pubblica anche per la possibilità che ha di raggiungere tutti gli atti di natura amministrativa della Regione Campania” ha sottolineato il consigliere regionale del Pd e membro dello stesso organismo istituzionale. “Lei ha convocato una commissione, ha maturato, credo, una sua considerazione – ha precisato – ma non so se può parlare a nome e per conto di una intera Commissione. Penso che queste sue considerazioni sono di natura personale.  Io rimango al dato.  Avevamo conquistato alla Campania un evento di straordinaria importanza e rilevanza non tanto per il governo regionale ma per la Campania, per il sistema sportivo della nostra regione e per l’immagine del Paese. I ritardi che si registrano – ha proseguito – non sono più imputabili al governo regionale che ha posto in essere tutto ciò che era nelle proprie possibilità, a partire dalla costituzione dell’Agenzia regionale per le Universiadi. È subentrata nel corso delle attività amministrative che accompagnano questo straordinario evento, il secondo al mondo per importanza dopo le Olimpiadi – ha ricordato -, la necessità di avere una struttura commissariale. Questo nei fatti rallenta la funziona e l’attività del governo regionale in materia perché il commissario lo sceglie il governo in relazione al Coni e noi possiamo al massimo aspettare le sue decisioni”. Proprio per questi motivi De Luca ha fatto pressione nei giorni scorsi sul governo a darsi una mossa nell’indicarne il nome e procedere alla nomina da inserire nella legge di stabilità che di per sé vuol dire rimanere fermi fino a gennaio prossimo. Tempi strettissimi, dunque, e l’eventualità di un clamoroso flop che sarebbe, questo sì, una vera catastrofe. Ma questo la Ciarambino e i suoi ‘fratelli’ lo ignorano, qualcuno glielo spiegherà, se ne avrà voglia, quando saranno scesi da Marte.

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