

di Peppe Papa
Salvini va per la sua strada e conquista la scena politica internazionale proponendosi come unico interlocutore dell’Italia nel mondo, l’alleato 5Stelle arranca cercando di stargli dietro e nei sondaggi segna il passo, l’opposizione “si cerca” senza riuscire ad articolare una reazione se non quella di trincerarsi dietro le vecchie retoriche del solidarismo, del pericolo di una deriva fascista del Paese, la demonizzazione dell’untore e la promessa di “una risposta democratica” contro l’offensiva “autoritaria”. Intanto il ministro dell’Economia Tria riporta tutti sulla terra nella sua relazione alle Camere per la discussione sul Def: calma ragazzi “il Pil stenta e il debito pubblico deve scendere”. Dunque, niente spese pazze, quanto promesso in campagna elettorale molto difficilmente potrà essere confermato, nonostante la ‘buona fede’ dei proponenti, per non “compromettere l’equilibrio della finanza pubblica”.
Il leader leghista, però non sembra dedicare molta attenzione alle raccomandazioni dell’esperto economista titolare del Mef e si preoccupa invece di occupare tutto lo spazio politico che gli è concesso martellando sul tema della sicurezza, molto sentito dai cittadini, facendo tra l’altro le cose che aveva promesso in campagna elettorale. Stop a i clandestini e l’invocazione della “ruspa” per i Rom. E, a quanto pare, gli italiani apprezzano in gran numero. Dopo l’inibizione dei porti italiani alle Ong a cominciare dalla Aquarius che è stata costretta ad un viaggio di quattro giorni per arrivare nel porto spagnolo di Valencia per gentile concessione del neo primo ministro socialista Pedro Sanchez, la proposta di schedatura (l’ha chiamata censimento) degli “zingari”. Che ha indignato mezza Europa a partire dai vertici della Commissione a Bruxelles, ma che al momento è il sentimento di gran parte dell’opinione pubblica non solo italiana e con cui bisogna fare i conti se si vuole avere la speranza di uscirne in qualche modo. La barbarie non si ferma con le chiacchiere, ma con idee e risoluzioni forti, nel caso anche prove muscolari in piazza, la democrazia è un bene troppo prezioso, nonostante tutti i suoi difetti, per vederselo sfilare dal demagogo di turno senza che la storia abbia insegnato niente.
Luigi Di Maio, il premier Conte, Beppe Grillo e Casaleggio jr sconcertati. Dopo tanto affanno stanno accusando la maggiore preparazione politica di Salvini, ma soprattutto la mancanza di una idea di sviluppo in grado di rappresentare una alternativa alla ferocia politica del loro principale alleato. Il reddito di cittadinanza universale, così come congegnato dalle loro teste d’uovo, pare proprio che non si possa fare, flat-tax e tutto il resto meno che mai. Insomma, zero su tutti i fronti, anche se ancora una buona fetta di elettori è disposta ad aspettare e continuare a dargli credito. Ma certo non ha fatto piacere al premier Conte, in missione a Berlino per incontrare Angela Merkel, essere oscurato dal presenzialismo di Salvini che ha imposto in maniera totalizzante la sua agenda sia ai media che agli italiani. Il risultato è che al momento, secondo i sondaggi dei principali istituti demoscopici del Paese il M5S è sotto di dieci punti rispetto alla Lega.
L’opposizione vivacchia nell’indifferenza dei più. Eppure, da parte della maggioranza, lo schema esposto è semplice da interpretare: parlare alla pancia dei cittadini, questo quel che conta. Servirebbe, almeno, contrapporre una visione della realtà che punti, al contrario, al coinvolgendo del loro ‘cervello’. Impresa improba che Renzi, esercitando fino in fondo la propria leadership nel centrosinistra, sta provando a imporre anche se finora senza successo. Gli ‘amici’ lo detestano, gli avversari anche, così come i possibili sostenitori liberali che lo hanno incensato negli ultimi anni, Berlusconi compreso. E’ antipatico, questo il problema, ma non è colpa sua, il carattere si sa non è programmabile come un algoritmo. Dalla sua, però i risultati del governo da lui presieduto che incontestabilmente ha prodotto crescita economica, anche se modesta, e una sequela di riforme che, chissà perché, l’attuale opposizione non riesce a rendicontare.
Neri, immigrati, armi a tutti per difendersi, far west diffuso, l’Italia verso il nuovo mondo globalizzato. Per il popolo che non gradisce regole e per cui lo Stato è un impiccio ai propri desiderata, Salvini è il massimo, servono solo avere i soldi per dare un senso alla prospettiva sovranista. Ma non ci sono. E questo è il problema.
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e tutto questo per 4 negretti che se l’europa , e specialmente i suoi amici ungheresi e tutta la rimasuglia ex comunista ne prendesse un po Salvini non esisterebbe