

di Peppe Papa
Ci sarà, non ci sarà. Matteo Renzi tiene in ansia i dirigenti del Pd a proposito della sua partecipazione alla manifestazione del 30 settembre contro le politiche del governo in tema di sicurezza e immigrazione. Una sua adesione potrebbe significare la buona riuscita dell’appuntamento, almeno dal punto di vista mediatico. Le ultime notizie lo danno per sicuro presente, ma non è detto che all’ultimo momento si sfili per lanciare un proprio messaggio agli italiani via social o agenzie di stampa. Tanto per marcare le differenze.
Anche se l’esserci, stando a sentire i suoi, lo solletica non poco. Un bagno di folla in piazza, certo, sarebbe molto meglio di qualche decina di twett sapientemente diffusi in rete e certificherebbe, nonostante tutto, la sua ancora incontrastata leadership nel partito. I vertici dell’organizzazione, il segretario Martina in testa seguito a ruota dagli altri maggiorenti, vivono momenti d’ansia tra la preoccupazione che l’evento risulti un flop clamoroso e quella di vedersi scippata la scena dal solito “rompiscatole rottamatore”.
Il quale, senza mezzi termini, ha individuato nel M5S il vero pericolo per la democrazia in Italia e in Europa, il cancro che potrebbe mangiarci tutti e riportare indietro l’orologio della storia di qualche decennio.
Non fa paura, insomma, Salvini con le sue bislacche iniziative propagandistiche sui “negri che ci stanno invadendo mettendo in pericolo le nostre città”, buone a parlare alla pancia del Paese meno abbiente, ma l’irresponsabile deriva ideologica proposta dall’azione di un fantomatico “comitato d’affari” che fa della Rete il ‘dominus’ del governo del mondo.
Anche se per il momento questa banda di “honesti” balordi senza arte ne parte a cominciare dal suo “capo politico”, Luigi Di Maio sta provando ad impossessarsi dei gangli del potere e non promette di risolvere nessuno dei problemi che attanagliano il Paese e il destino della povera gente che li ha votati.
Ma dai piani alti del Nazareno cincischiano, vagheggiando “unità” un tanto al chilo, sdegno per le intemerate xenofobe del vice premier e ministro degli Interni leghista, gli appelli al Presidente a fare da argine all’onda populista.
Nel frattempo avranno modo di organizzare le primarie e il congresso (la loro principale preoccupazione finora), aspettare gli esiti della Leopolda 9 organizzata dal ‘nemico’ e che promette “fuochi di artificio”, poi si vedrà.
Intanto la campagna elettorale per le europee è già iniziata con i movimenti sovranisti in irresistibile ascesa. “C’è tempo”, pensano, per organizzare la controffensiva. Illusi!
2 Comments
se noi ci saremo, non sarà un flop
Caro Beppe,sono certo che non segui i periodici scritti di Renzi,il quale ha più volte detto,o meglio scritto, che la sua presenza alla manifestazione romana è garantita.Insieme a Renzi ci sarò anch’io.