

di Peppe Papa
E’ sempre la stessa storia, anche se si ripresenta sotto forma di “farsa”, ma non per questo meno pericolosa. Salvini, come era ampiamente annunciato e a dispetto del passato, ha calato la maschera certificando il suo programma di governo dell’Italia, dell’Europa, del mondo. Non più una semplice presa del potere, ma un’antropologia dell’esistenza che, in quanto tale, riguarda ognuno, prefigurando una idea di futuro che piace alle anime perse (il popolo tout court) e promette la felicità per tutti.
Mentre i poveri Cinquestelle, nel tentativo di scimmiottarlo, provano a difendersi sparando a palle incatenate slogan, parole d’ordine senza costrutto, che il loro popolo ha imparato a conoscere e comincia ad abiurare , il “comunista padano”, che ha fatto della politica il suo lavoro e intravede la possibilità di vivere il suo personale ‘orgasmo’ del potere. “Condividiamo la stessa idea dell’Ue, dell’agricoltura, del lavoro, della lotta all’immigrazione. E Siamo contro i nemici dell’Europa che sono Juncker e Moscovici, chiusi nel bunker di Bruxelles”, ha detto in apertura del suo intervento al convegno sindacale riferendosi alla ‘camerata’ francese, per poi dare il via libera al ‘”Fronte della libertà”, organismo politico transnazionale, contro la “belva” della globalizzazione. Una alleanza elettorale in vista delle prossime elezioni europee che avrà “se possibile, candidati comuni per lavorare al progetto Europa per i prossimo 30 anni”, ha spiegato il vice premier italiano, e che rappresenteranno la “fine di un percorso della rivoluzione del buonsenso che inevitabilmente sta coinvolgendo tutta l’Europa”.
La sinistra? Be’ l’incursione in un ‘ambito’ a lui precluso sulla carta è la precisa dimostrazione del cedimento degli argini che divide mondi contrapposti che si lasciano contaminare costruendo il consenso. L’attacco alla debole democrazia che ancora è faro dell’occidente è mortale.
“L’Ue ha calpestato i valori della solidarietà, ora siamo in un momento storico. A maggio riusciremo ad arrivare ad un’Unione che parta da nuovi valori contro la mondializzazione”, ha chiarito la Le Pen.
Nonostante tutto lasci pensare al contrario, questa è la narrazione che va per la maggiore, serve qualcuno che dica altro. Ma ciò presuppone che una unicità di pensiero, rispetto al pericolo di deriva illiberale, si manifesti.
I nostri ‘eroi’, purtroppo, sono in altre faccende affanccendati.