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Sondaggi impietosi, Salvini si ‘mangia’ Di Maio: sugli inceneritori in Campania l’ultimo scontro

M5S a picco nei rilevamenti dei principali istituti demoscopici nazionali. Salvini a Napoli, al termine del comitato per la sicurezza tenutosi in Prefettura, ‘rompe’ il “contratto di governo” sui temi ambientali tanto cari al Movimento: “Inceneritori in ogni provincia della Campania per risolvere il problema dei rifiuti”. Di Maio, sulla difensiva, ha replicato: “La terra dei fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali provenienti da tutta Italia, non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di governo”. Il leader leghista di rimando a stretto giro a risposto: “Io sono per costruire e non per i ‘no’ perché, con i no non si va da nessuna parte”. E ha aggiunto: “In Lombardia ci sono 13 termovalorizzatori e in Campania uno soltanto. Ma noi non stiamo morendo, il rischio sanitario è in Campania. Qua c’è da dare risposte a mamme, papà e bambini che non meritano di pagare tasse sui rifiuti e vivere fra roghi tossici e discariche abusive”.

di Peppe Papa

Sondaggi impietosi per i Cinque stelle nonostante la loro manifesta contiguità con il popolo sovrano di cui dicono di esprimere le esigenze. Vanno a picco inesorabilmente, mentre il loro socio di maggioranza, Matteo Salvini scala posizioni fino a imporre la Lega come primo partito italiano.

La maggioranza gialloverde, comunque, resta solida anche se è ormai chiaro a tutti su chi sia il suo padrone. Diversi istituti demoscopici negli ultimi giorni hanno dato tutti lo stesso risultato, con forbici di distacco tra Lega e M5S che, senza sostanziali novità politiche, si avvia a diventare un baratro. Insomma, chi dà le carte in questo momento è Salvini il quale non perde occasione per sottolineare la distanza che separa il Carroccio dal Movimento. Capacità amministrativa, cultura di governo, pragmatismo e, soprattutto, un linguaggio mediatico che arriva diritto al cuore dei cittadini comuni, fanno del frontman padano il vero leader di questa fase politica italiana.

C’è poco da sbattersi è con lui che bisogna fare i conti e Luigi Di Maio, capo politico dei grillini, non sembra essere all’altezza del compito. Prova a reagire, ma senza costrutto, costretto sempre sulla difensiva con continui richiami al famoso “contratto” salvo poi acconciarsi ai desiderata del suo socio di maggioranza cercando di non perdere troppo la faccia. Per intendersi, basta fare riferimento a quanto successo negli ultimi giorni su temi come prescrizione, grandi opere, conflitto di interessi, caso Roma.

Ieri a Napoli è andata in scena un’altra puntata sul fronte del conflitto, questa volta sulla questione ambientale, cara a M5S, degli inceneritori. Per loro non si devono fare, non sono necessari. Sono tanto determinati sull’argomento da aver sacrificato un loro sindaco – Pizzarotti quello di Parma che una volta eletto si è reso conto che l’impianto in corso d’opera e contro cui il Movimento si era battuto andava ultimato – pur di mantenere il punto.

Invece, il ministro degli Interni sbarcato nel capoluogo partenopeo per presiedere il comitato per l’ordine e la sicurezza in Prefettura, al termine della riunione ha senza mezzi termini liquidato la questione affermando che “servono nuovi impianti e un termovalorizzatore per ogni provincia”. Esattamente il contrario.

A questa dichiarazione è seguito un botta e risposta con Di Maio che, colto sul vivo, ha replicato subito via social: “La terra dei fuochi è un disastro legato ai rifiuti industriali provenienti da tutta Italia, non a quelli domestici. Quindi gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono (ma guarda un po’, ndr) nel contratto di governo”.

A stretto giro ha risposto Salvini, precisando che nell’intesa si parla di soluzione al problema dei rifiuti i quali, ha aggiunto “o spariscono, o evaporano, o li mangiamo, o li valorizziamo, o li inceneriamo, oppure li mettiamo in discarica”.

Poi ha posto il sigillo dell’uomo del fare, tanto caro ai populisti di prima e seconda generazione, mettendoci la faccia affermando che quando ad Acerra a gennaio si fermerà il termovalorizzatore per la manutenzione ordinaria “voglio che ci sia una soluzione per i napoletani e per i campani. Io sono per costruire e non per i ‘no’ perché, con i no non si va da nessuna parte”. E ha aggiunto, tanto per essere chiari:

“In Lombardia ci sono 13 termovalorizzatori e in Campania uno soltanto. Ma noi non stiamo morendo, il rischio sanitario è in Campania. Qua – ha aggiunto – c’è da dare risposte a mamme, papà e bambini che non meritano di pagare tasse sui rifiuti e vivere fra roghi tossici e discariche abusive”.

A Di Maio saranno venute le convulsioni. Il ‘poveretto’ (si fa per dire considerando da dove viene) è sempre più solo, la sua squadra sta dando una pessima performance, è sempre più difficile coniugare i propositi rivoluzionari sfoderati negli anni dell’opposizione con la realtà di dover governare i meccanismi complessi di uno Stato e le sue relazioni internazionali in un mondo globalizzato. Compito improbo per chi ha masticato politica a livello ‘parrocchiale’.

Luigino teme, tra l’altro e non a caso, di aver bruciato la propria chance, sa che secondo le regole stabilite dal Movimento, dovrà lasciare (tranne nuove ‘disposizioni’) al prossimo giro elettorale perché al termine del suo secondo mandato. Pronto ad essere sostituito da chi saggiamente si è fatto da parte. Sì, proprio lui, Alessandro Di Battista che dal Guatemala, pagato da Mondadori, si è preso un anno sabbatico per terminare il suo libro reportage sull’America Latina, che non ha mancato di far sentire la sua presenza annunciando di essere pronto al rientro. C’è da dire che, se continua così, rischia di trovare solo macerie anche se tutto sommato, un posto al parlamento europeo probabilmente lo riuscirà a strappare comunque.  Sempre meglio di niente.

1 Comment

  1. Angelo Frascino ha detto:

    Le fanfaronate non cambiano la realtà delle cose!
    La verità è che Salvini, impotente, di fronte alla camorra, che dà fuoco ai siti di raccolta dell’immontizia in Campania, chieede che venga costruito un inceneritore in ogni provincia della regione.

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