

Non si sa nemmeno più di cosa parlare, da dove cominciare, a chi dare la colpa, quando finirà e quantunque dovesse finire al 3 aprile, quali saranno gli effetti negativi , ma poi siamo sicuri che il 3 aprile sarà finito tutto? Ma ammesso che finirà, come si affronterà la vita post Covid-19? Sarà più possibile starnutire, tossire, prendersi l’influenza senza dover andare ancora in quarantena? Ci saranno ancora zone rosse in futuro quando dovessero apparire altre influenze virali? E l’economia, il lavoro, come evolverà o involverà? Quali saranno gli effetti sulle persone per aver vegetato un mese a casa a mangiare e vedere la televisione o a fare poco più di nulla? Potremmo chiederci mille altre cose e di risposte serie e sicure non se ne avrebbero. E allora come si fa a non chiedersi se fosse stato veramente necessario chiudere progressivamente agli aumenti di contagio, milioni se non miliardi di persone sane a casa? Intanto i numeri dicono che nonostante questi giorni di chiusura totale nelle zone rosse i contagi paradossalmente aumentano più di prima quando si circolava liberamente. Ma in ogni caso forse che qualcuno possa garantire che fra un mese sarà tutto finito o vivremo solo nella speranza che finirà? E se non finirà, si proseguirà a obbligare la gente di restare a casa? Come si farà a tornare dietro rimangiandosi tutto? Si dice che il problema principale non è la malattia ma la quantità degli ammalati che non si possono accogliere perché gli ospedali e il personale ospedaliero sono insufficienti. Per contro però si preferiscono bruciare milioni o miliardi al giorno e nessuno fa niente per riaprire gli ospedali chiusi e renderli attrezzati, o attrezzare le tantissime caserme inutilizzate, inoltre si preferisce richiamare medici pensionati a rischio per l’età invece di assumere i medici precari giovani a lavorare per l’emergenza. Vi sono infermieri disoccupati da anni che non aspettano altro di lavorare per dare il cambio agli attuali infermieri estenuati dai turni e dal rischio contagio. Nonostante tutto ciò si preferisce bruciare soldi con l’economia bloccata per non accollarsene molti di meno per attrezzarsi, risolvere e far ripartire tutto. No, a nostro modestissimo parere, questa storia puzza, e puzza tantissimo, perché nel mondo si sono affrontate tragedie ed eventi ben più gravi, qualcuna come la fame nel mondo quasi nell’indifferenza generale dell’opulento mondo occidentale e adesso si fa una mega tragedia per un virus che ha colpito lo 0,001 della popolazione mondiale con una percentuale del 70% di guarigione e con una percentuale a dir poco irrisoria, (scusate il termine), di mortalità, anche se, il diritto alla vita e il rispetto per la morte vale per tutti, ma non è che valga solo per chi si ammala di Coronavirus. Chissà se dietro a tutto questo non ci siano strategie di politica economica, di destabilizzazione del sistema economico globale, di nuove guerre fra i popoli. Di certo c’è che si è fermato il mondo, bloccando milioni e milioni di persone sane alla passività assoluta. È veramente la soluzione migliore al problema o è l’impazzimento generale nell’era della comunicazione globalizzata? Lo capiremo a breve e a medio termine, perché al di là delle chiacchiere le conseguenze come in un effetto domino saranno il prossimo scenario che noi tutti vivremo in questo esoterico anno 20 venti, 20 venti.
di Pippo Trio