

di Roberto Ziba Martucci
In un certo modo e con la timidezza degli scolari al primo giorno di scuola, ci apprestiamo a vivere questo maggio con un’emozione unica che ha il sapore della libertà finalmente riconquistata.
Sarà sicuramente un processo lento, frastagliato che ci ridarà quelle abitudini ormai perse e soprattutto ci farà prendere coscienza del danno economico causato dalla pandemia.
Con il disgusto di chi ha mangiato troppo, e in parte è vero, il “virus”, che ci accompagna ancora alla grande, rimbomba nelle nostre coscienze turbate e affaticate e ci impone riflessioni importanti, ci mette di fronte a certezze acquisite e dubbi esistenziali.
In un’Italia sempre più divisa tra buoni e cattivi, tra nordisti e sudisti, europeisti e non, facciamo le nostre più oscure riflessioni su quella che è stata e quella che sarà la nostra nuova vita, accompagnata dal bavaglio della mascherina che non impone a molti di dire cazzate senza precedenti solo per il sensazionalismo becero dell’informazione, o per la vanità della telecamera e dell’apparire a tutti i costi.
Facciamo i conti con un’informazione che è stata certamente protagonista, che ci ha lasciato sicuramente il gusto amaro di non aver risposto alle numerose domande degli italiani, ma che ha pensato solo a ingrassare le casse di giornali e testate manovrate e di parte, solo per il gusto di fare della politica poco responsabile e decisamente squallida.
Mentre rimbomba lo spot televisivo degli editori responsabili, quasi come la propaganda degna dei migliori paesi totalitaristi, ci rendiamo conto che sicuramente non esistono imprenditori dell’informazione puri ma tanti piccoli mercenari che sembrano giustificare il tutto con il detto: senza denari non si cantano “Mes”-se.
A colpi di slogan degni di una curva calcistica, le “grandi firme” della carta stampata ci sputano in faccia il dibattito del giorno che vede quasi sempre il virus conteso come in una partita di tennis tra nord e sud in una platea televisiva desolata e sconcertante.
La cosa non cambia nella rete, dove lo sciacallaggio mediatico avviene a colpi di false notizie, strillate dal guru e leader dell’ultimo minuto che durano il tempo di un “click”.
Non voglio incitare sicuramente alla rivolta e tanto meno fare la parte di chi ha la soluzione del mondo in una frase, alla fine come tanti, chi qui scrive si siede a tavola o si mette ai fornelli e mantiene alta la bandiera italiana a colpi di succulenti piatti che rivendicano, più di tante altre cose, l’appartenenza a un Paese colpito da due virus: quello ormai tristemente noto che porta la corona e crea vittime reali, e quello silente ma non meno grave della stupidità.
1 Comment
Mi verrebbe da pensare in ambito complottista che proprio la stupiditá sia la madre di tutti i peggiori virus che solo sono una manipolazione genetica della stessa.
Cmq sia, bel punto di vista.
Bravo Ziba.