

di Pippo Trio
Ha ragione quell’altro fratacchione di De Magistris, De Luca sforna decreti come sfogliatelle ma nel suo caso più come fritturine. Ormai il Covid19 a De Luca gli è andato alla testa. Da quando è cominciata questa emergenza si è totalmente esaltato, il mellifluo successo social lo monta giorno dopo giorno come panna, facendolo sentire l’uomo forte di cui tutte le pecorelle smarrite hanno bisogno e cavalca questi giorni di gloria approfittando continuamente della drammatica situazione per ottenere sempre più facili consensi in vista delle imminenti elezioni. L’ultima ordinanza da Palazzo Santa Lucia riguarda il popolo della movida, e dal momento che si è reso conto che vi sono resistenze alla sua precedente ordinanza di chiudere i locali alle 23, per non darla vinta al suo rivale De Magistris, che rifiutava l’invasione delle competenze territoriali, il giorno dopo si inventa il proibizionismo alcolico a tempo, per cui vietare la vendita degli alcolici dopo le 22. Ora possiamo pure capire che in periodi di restrizioni dovuti all’emergenza bisogna rivedere i propri stili di vita, migliorare il senso civico di tutti, ma da qui a proibire qualsiasi cosa a comando di questo vecchio signore al tramonto, ci sembra un tantino esagerato. Siamo tutti d’accordo che la movida non può condizionare in peggio la vita di chi ne deve subire gli effetti collaterali, per la sventura di abitare nelle vicinanze di questi luoghi rumorosi, spesso resi sporchi in modo selvaggio dai frequentatori di baretti e locali tutti concentrati in alcuni quartieri del centro, ma non è con il proibizionismo che si risolvono i problemi. Vogliamo ricordare agli amanti della pratica proibizionista come il “superato” De Luca, che il proibizionismo, nel secolo scorso in America ha prodotto più danni che benefici, sia all’alcolismo, che di natura mafiosa, inoltre ha incentivato la prostituzione, il gioco d’azzardo e tutta un’altra serie di vizi compulsivi che le stesse proibizioni stimolano. Ugualmente in Inghilterra, dove si è sempre vietato di bere alcolici prima di una certa ora, non si è mai ottenuto l’effetto sperato, e infatti gli inglesi sono un popolo di gran consumatori di alcolici con grandi problemi di alcolismo. Inoltre, riguardo a De Luca, checchè si vanti di risultati eccellenti in questa gestione dell’emergenza, che poi i suoi strali, i suoi lanciafiamme al contrario non hanno prodotto i risultati che si poneva, perché malgrado eserciti, sputafuoco, controlli e quant’altro, durante l’emergenza più volte si sono verificate situazioni di assembramenti imbarazzanti in barba ai suoi appariscenti diktat urlati ai media, perché proprio in Campania, in pieno lockdown, come in nessuna regione italiana vi è stato persino un funerale in pompa magna per la morte di un sindaco con centinaia di persone al seguito, e sempre in Campania, come peraltro in altre regioni, vi sono stati assembramenti vistosi sul lungomare e per le vie dello shopping non appena riaperto, a dimostrazione che non sono i divieti la soluzione affinchè la gente si comporti civilmente, ma è far rispettare le regole civili, quindi di un maggior esercizio delle forze dell’ordine affinchè il senso civico venga rispettato. Chiudere uno stadio perché una minoranza di tifosi si comporta male con violenza non risolve il problema, perché non solo si punisce pure chi si comporta in maniera civile, ma trasferisce la violenza di genere in altri contesti attinenti allo stadio. Ciro Esposito fu ucciso fuori allo stadio non dentro, e non è che poi si chiudano pure le strade perché è successo fuori, come non si chiudono le banche o le poste perchè qualcuno commette reati all’interno dei locali, ma si punisce chi ha commesso quei reati e per fare questo non c’è bisogno di vietare, proibire, limitare, perché oltre a non risolvere il problema si fa danno anche all’economia oltre ad agevolare le azioni criminose delle mafie che in queste situazioni sguazzano alla grande, fortificandosi sempre più. Per cui basta con questi metodi arcaici del proibizionismo moralista, piuttosto si faccia in modo di salvaguardare la libertà e la sicurezza di tutti educando al rispetto civico, per cui nel caso di movida, impedire con controlli più serrati gli schiamazzi notturni, il rilascio di rifiuti e bottigliette al di fuori dei cassonetti appositi, di insozzare le strade e i muri di rifiuti organici e si permetta a chiunque voglia rilassarsi a bere qualcosa in quei locali che rispettano tutte le norme vigenti in materia di somministrazione, e se colpevoli di disturbare la quiete pubblica in orario tardo, paghino le conseguenze dei loro comportamenti, ma proibire la vita nel terzo millennio ci sembra abominevole. Diversamente fosse questa la giusta tragedia ci sarebbe da proibire tutto; i tabaccai perché il fumo uccide e la gente lascia le cicche per strada, il cibo spazzatura, perchè crea obesità, andare in auto perchè talvolta qualcuno ci lascia le penne. E allora cosa vogliamo farne della nostra vita, metterla in mano e nella testa di un irascibile anzianotto con rigurgiti dittatoriali come De Luca? Ebbene, le sue performance mediatiche saranno pure divertenti, ma ora hanno veramente stancato. Facciamo appello al Governo, fermarlo in qualche modo o anche anche interdirlo, l’Italia non è una repubblica federale regionalista e poi anche perchè veramente non se ne può più di questi personaggi!