

di Costantino de Blasi
Giuseppe Conte è deluso, credeva che la sobria eleganza della pochette e il capello perfettamente in ordine alla Big Jim avrebbe ammaliato i partner frugali e fatti cedere sul principio “dateci i soldi e state buoni”.
Facciamo un passo indietro.
L’Europa ha messo in campo finora circa 2000 miliardi fra interventi comunitari e monetari. Ha detto che i Paesi che più hanno subito gli effetti del Covid saranno aiutati in modo più che proporzionale agli impegni di bilancio.
Ma ci sono anche dei problemi.
Il primo, sottovalutato a mio parere, è il richiamo allo stato di diritto rivolto a Polonia e Ungheria che vogliono stare nel club per ottenere i trasferimenti ma hanno nei confronti di minoranze, opposizioni e stampa un atteggiamento da anni 20 del XX secolo.
Il secondo riguarda la mancanza di omogeneità delle politiche di bilancio e gli squilibri macroeconomici mai sanati. Non è un caso che uno dei punti su cui il premier Olandese, Mark Rutte insiste è la mancata applicazione nel passato delle procedure di infrazione, non soltanto nei confronti dell’Italia ma anche, ad esempio, nei confronti della Francia.
Non si può essere area comune efficiente se un socio tiene sotto controllo i conti e un altro brucia quattrini in prebende; non quando si devono trovare risorse da distribuire che devono essere alimentate dal bilancio comune.
I Paesi spendaccioni rispondono che vanno rimossi i meccanismi di rebate, quegli sconti accordati sulla scia di quanto fu fatto con UK perché contributore strutturalmente netto.
E veniamo a Conte.
Quando il giornalista gli ha chiesto cosa pensasse della proposta di mediazione del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel (monitoraggio nell’uso dei fondi ed eventualmente stop all’erogazione degli step successivi) si è risvegliato dal torpore istituzionale e ha risposto con un secco e nerboruto NO.
Quel no è rivelatore del mandato con cui si è presentato alle trattative: avere i soldi gratis e senza condizioni.
Ha risposto che anche l’Italia ha presentato una proposta, ma quando gli è stato chiesto qual è ha farfugliato: a differenza degli altri l’Italia non ha nessuna proposta se non il cestino delle offerte in mano.
Ha posto una questione di governance. E’ vero che i trattati assegnano alla Commissione il compito di avere in custodia il bilancio; ma è curioso che dopo che per anni il partito di cui è l’espressione ha denunciato la terzietà di un organo tecnico di euro-burocrati nelle questioni economiche, si rigetti con tanta nettezza la proposta di affidare quel compito ad un organo politico come il Consiglio europeo.
Sa che gli elettori a cui rispondere li hanno anche gli altri. Ieri burocrati erano il male, oggi sono la speranza.
Infine una nota psicologica. Per mesi ha propagandato ottimismo facendosi fotografare mentre era al telefono con gli altri leader europei con i quali stava portando avanti “proficue interlocuzioni“; quanto fa male la doccia gelata della realtà!
1 Comment
COSA VI ASPETTAVATE DA UN POVERO GRILLINO SOTTOPOSTO A CASALEGGIO????