

Giada Filippetti, capolista di Italia Viva al consiglio regionale della Campania
Intervista a cura di Alfio Mancini
Emigrata da Nord a Sud e subito inserita in una realtà difficile come quella napoletana con tanto entusiasmo e voglia di fare. La creazione di una start-up di successo e il desiderio di impegnarsi in politica per dare voce a una generazione di giovani che per tanti motivi compie il viaggio inverso al suo. Una storia singolare, ci racconti come è andata.
Si. Sono nata a Bologna, ho studiato in diverse città italiane e a Londra, successivamente sono approdata, giovanissima, a Milano dove ho cominciato a lavorare per una importante azienda internazionale del turismo. Poi…
Cosa è successo poi, come è capitata dalle nostre parti?
Sono venuta i vacanza a Napoli, qualche anno fa, e mi sono innamorata di questa terra. Di più, da professionista del settore turistico, ho visto potenzialità infinite in questa regione non sfruttate, o sfruttate male. Una cosa mi mette una grande rabbia, se penso a tutti i miei coetanei che devono partire da qui per cercare opportunità di futuro. Ma so anche che denunciare non basta, bisogna agire.
Insomma, non se n’è più andata…
Mi sono detta: perché no? A 25 anni ho preso il mio portatile e le mie poche cose e sono venuta qui a fondare una start-up che si occupa di turismo nel golfo. Oggi contiamo 9 dipendenti e un piccolo ma significativo indotto. Con un po’ di coraggio, qualche idea e modelli di impresa moderni si può fare.
Perché ha deciso di candidarsi?
Come sempre, mi sono trovata messa di fronte ad una sfida e ho accettato. Per due motivi: primo, da imprenditrice mi sono resa conto che ancora non è possibile esprimere tutto il potenziale di questa regione se non introduciamo strumenti e criteri nella pubblica amministrazione più moderni e trasparenti. Secondo, perché voglio dare voce ad una generazione, la mia, quella costretta a partire per bisogno e non per scelta, che dalla politica è esclusa, non rappresentata, quasi respinta. Nell’attuale Consiglio regionale della Campania solo 11 consiglieri su 50 sono donne e nessuna è al di sotto dei 40 anni. Io vorrei che la mia storia, quella di una migrazione al contrario, diventasse la normalità, non più una curiosa eccezione. Giovani napoletani, italiani, europei che si spostano nel mondo in tutte le direzioni per seminare futuro , speranza, conoscenza, esperienza. Non disillusione”
La sua storia non piacerebbe molto a Salvini..
No e ne sono felice. Salvini è il peggio. Non so nemmeno se razzismo e pregiudizio siano sinceri, o soltanto il collante ideologico del suo movimento. Il problema è che lui, come altri, mette in conflitto diversità che potrebbero rappresentare ricchezza se messe insieme. E lo fa per trarne vantaggio personale ai danni del Paese, a Nord come al Sud”
De Luca non è esattamente un ragazzino, né è sempre esempio di un fulgido fairplay istituzionale. È un amministratore navigato, un politico di lungo corso..
De Luca si è dimostrato un ottimo amministratore e non mi riferisco soltanto alla gestione dell’emergenza COVID, pure esemplare, perché farei torto al suo lavoro. Proviamo ad essere pragmatici: in questi anni De Luca ha rimesso in equilibrio i conti della Regione, traghettato la Sanità fuori dal commissariamento, salvato il TPL dal debito e avviato importanti investimenti, speso i fondi europei. Quale altro impegno dovremmo chiedere ad un presidente di Regione?
Appunto, quali?
Adesso serve un ulteriore salto di qualità. Giovani e lavoro devono diventare l’ossessione della nostra azione amministrativa. Non basta più scriverlo nei programmi, c’è bisogno di rendere trasparente e accogliente la pubblica amministrazione, immaginare portali fisici e “virtuali” dove impresa e idee per il lavoro possano incontrare una burocrazia non ostile. Sburocratizzare, implementare il digitale, introdurre nei percorsi formativi, anche in quelli scolastici, le conoscenze necessarie per fare impresa e per ottenere il massimo dalla pubblica amministrazione, anche in termini di finanziamenti. Penso soprattutto a quelli europei, nel passato sciupati malamente. Credo di avere le competenze e l’energia per affrontare questa battaglia.
Perché i napoletani dovrebbero preferire una napoletana “per scelta” ad una di nascita?
Semplice: perché l’amore di questa città bisogna meritarlo, non capita per caso. E perché Napoli è da sempre una Capitale del mondo.
In bocca al lupo.
Crepi. Anzi, facciamo corna.