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Di Maio pronto a infrangere l’ultimo tabù: con Berlusconi? Si può fare

Con Berlusconi si può parlare, perché no? Dopo il governo con la Lega e quello con il Pd, Luigi Di Maio con i suoi Cinquestelle è pronto a infrangere l’ultimo tabù.

di Peppe Papa

Con il Cavaliere si può parlare, perché no? Luigi Di Maio è pronto a infrangere l’ultimo tabù dei Cinquestelle, prendere in considerazione la possibilità di allargare il perimetro della maggioranza al dialogo con Forza Italia e aprire così una nuova fase di crescita del Movimento.

Attende che si concluda il percorso degli stati generali, che ne certifichi la personale leadership, per dare l’assalto alle ultime resistenze e rendere manifesta la propria disponibilità a trattare con Berlusconi. Quello che un tempo era definito il “male assoluto”.

Non ci sarebbe nulla di male, in fondo non sarebbe la prima volta contravvenire a uno dei principi fondativi dell’identità grillina. Anche della Lega si diceva che era “pura fantascienza” un alleanza per poi farci un governo insieme, caduto solo per gli eccessi di ‘mojito’ di Matteo Salvini.

E che dire dell’attuale esecutivo in società con quelli del “partito di Bibbiano, quel Pd con il quale “non voglio avere nulla a che fare”, dichiarava indignato Di Maio. Era il 18 luglio del 2019, solo poche settimane prima di sedersi al tavolo con Zingaretti&Co. e dare vita al governo giallorosso.

Prima ancora c’era la stata la marcia indietro sulla Tav, poi sul Tap in Puglia e così via di sconfessione in sconfessione, fino in ultimo il benservito a Casaleggio e la sua piattaforma Rousseau, sperando che si porti dietro anche Alessandro Di Battista e la sua banda di “rivoluzionari della domenica”.

Dunque, si può fare, con il satrapo tycoon ci si deve confrontare. Intanto in parlamento, il M5S ha dato il suo sì all’emendamento che difende Mediaset dalle incursioni dei francesi di Vivendì, mentre dal proprio canto gli Azzurri hanno assicurato ampia disponibilità a dare una mano sulla legge di Bilancio, il Recovery fund/Plan e sullo scostamento.

Tra l’altro, un coinvolgimento diretto di Fi nell’esecutivo, è cosa che piace molto al segretario Pd e a Matteo Renzi. Di Maio, che è un tipo sveglio, ha capito allora di avere a portata di mano l’occasione per vincere la partita anche con Giuseppe Conte, l’ultimo ostacolo alla sua ascesa. Il quale, pure ha aperto a Berlusconi, ma escludendo qualsiasi possibilità di un impegno diretto nel governo.

Il premier sa che una eventualità del genere presupporrebbe un addio prematuro alla poltrona di presidente del Consiglio. Una figura di sintesi come la sua non sarebbe più utile alla causa. Soprattutto se a decidere il da farsi, dovessero essere in prima persona i capi dei principali partiti di maggioranza, com’è sicuro.

Beppe Grillo, il suo principale sponsor, per ora tace, nessun commento neanche sul congresso. Nel frattempo Di Maio lo tiene inquadrato nel mirino: la prossima ‘pallottola’ è per lui.

1 Comment

  1. Alma ha detto:

    buAHAHAHAAaaa!!!
    Mi ha piaciuto il tuo commento!
    HA MOOLTA CLASSE! 💪 😘

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