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Alleati cercasi, Pd e M5S provano a riprendersi dallo choc: Letta incontra Conte

Pd e M5S tentano di scuotersi dallo choc seguito alla caduta del governo giallo-rosso riprendendo il filo di un rapporto precipitato nell’inconcludenza per entrambi, costretti a rivedere strategie e identità in vista delle prossime scadenze elettorali

di Peppe Papa

Partito democratico e M5S provano a scuotersi dallo choc seguito alla caduta del governo giallo-rosso riprendendo il filo di un rapporto precipitato nell’inconcludenza per entrambi e bollinato dalle parole dell’ex segretario dem, Nicola Zingaretti: “Si è aperta una nuova fase, quel progetto non aveva più le gambe”. Riferendosi così al tentativo abortito di un’alleanza organica fra i due partiti, costi quel che costi.

L’incontro tra Enrico Letta e Giuseppe Conte si è svolto all’insegna di un contesto politico completamente sovvertito dall’avvento di Mario Draghi alla guida di Palazzo Chigi che impone una rivisitazione delle proprie strategie e identità. E’ stata comunque l’occasione per ritornare a parlarsi partendo dal dato di fatto di avere la stessa necessità di trovare alleati.

Su questo punto il neo segretario del Pd è stato finora il più lesto a muoversi, favorito dalla chiamata a furor di popolo al capezzale di un partito sfinito, ponendo come condizione quella di avere mano libera.

Che finora ha utilizzato con decisione: due nuovi vice segretari giovani e competenti, nuova segreteria e nuovi capigruppo parlamentari con l’imposizione di due donne.

Nel frattempo ha incontrato Carlo Calenda e Roberto Speranza, mentre in agenda ha cerchiato in rosso l’appuntamento a breve con Matteo Renzi con il quale c’è già stato uno scambio di battute a distanza ed è tutto da vedere come evolverà, visto i precedenti tra loro.

Per quanto riguarda gli avversari non ha risparmiato bacchettate a Matteo Salvini, sfidandolo sul piano dei valori e dei diritti, provocandone la indispettita reazione. Un modo per marcare il campo e contrastare le intemperanze del leader leghista sempre molto attivo e presenzialista.

Sembra che la cura stia funzionando, stando ai sondaggi che danno i dem in leggera ripresa, certo non basta per rimettere al centro della scena un partito dato per morto fino a un paio di settimane fa.

Pertanto i Cinquestelle restano un partner da conquistare alla causa del centrosinistra se si vuole guardare con un po’ più di ottimismo alle prossime elezioni. A partire dalle amministrative d’autunno. Operazione che, proprio l’appuntamento di oggi, ha inteso varare.

Il Movimento è sparito dai radar da tempo, risucchiato nella sua diaspora interna conclusasi con una dolorosa scissione e rancori mal sopiti che ancora ne agitano la vita. L’occasione di farsi rivedere è stata la chiamata di Letta, subito sfruttata, che è servita a tirali fuori da una sorta di isolamento cui loro stessi sembravano essersi condannati.

Non è stato siglato nessun patto, ma l’ex presidente del Consiglio è ritornato a parlare e farsi vedere. In attesa di essere proclamato leader del M5S sta nel frattempo proseguendo, in accordo con Beppe Grillo, al progetto di rifondazione del partito. Intanto la linea politica sembra tracciata: si resta a ‘sinistra’.

Il Pd sarà interlocutore privilegiato del nuovo M5S”, ha detto al termine del colloquio con l’ex professore di Sciences Po. “E’ stato un confronto proficuo, un scambio molto utile – ha sottolineato – si apre un cantiere”. Che a quanto pare è già stato avviato. “Sulle amministrative – ha infatti confermato – c’è la volontà di confrontarsi e trovare soluzioni. Chi va da solo è meno efficace”.

E rischia anche di scomparire. Ma questa è una cosa che proprio non si può dire.

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