Falcone, il j’accuse di Martelli: “Adesso è facile celebrarlo”
Maggio 25, 2021
Io, iscritto al Pd voto Bassolino: ecco perché
Maggio 28, 2021

Il centrosinistra gli rifila il ‘pacco’, Manfredi ci ripensa e si candida a sindaco di Napoli

Per convincerlo gli hanno promesso un “Patto per Napoli” che liberi il Comune dai problemi del dissesto finanziario da imporre all’attenzione del governo nella prossima legge di bilancio. Un’impresa, ma il professore ci ha creduto e ha detto sì incrociando le dita

di Peppe Papa

Gli hanno promesso un commissario del debito, l’estensione all’intero triennio ’21-’23 con l’incremento fino a un 1 miliardo del Fondo per il sostegno all’equilibrio di bilancio dei Comuni e un piano straordinario per l’assunzione di personale qualificato da parte degli enti locali, alla fine Gaetano Manfredi ha ceduto. Sarà lui il candidato sindaco del centrosinistra a Napoli.

Il ripensamento dell’ex Ministro e Rettore è arrivato al termine di un incontro, nel tiepido pomeriggio romano, tra Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza dove i tre leader di Pd, M5S, LeU hanno sottoscritto il “Patto per Napoli”, vale a dire l’impegno solenne nel sollecitare il governo a varare “interventi legislativi” volti a “rendere sostenibile” la gestione del debito dei Comuni “in base ai principi di solidarietà, di coesione territoriale ed equità intergenerazionale”.

Vaste programmedirebbe il Generale, ma loro contano di riuscirci e a questo, evidentemente, Manfredi ha creduto. Qualcuno potrebbe dire che ha abboccato all’amo disperato, lanciatogli dalla coalizione che lo sostiene la quale, con fatica, era riuscita a trovare un’intesa sul suo nome e che non poteva riaprire la partita sulla candidatura. Può darsi, certo si sono presi una bella responsabilità, a partire proprio dal professore.

Che farà, infatti, una volta eletto – come gli auguriamo – se dopo qualche mese, forse un anno dall’insediamento si accorgerà che il “Patto” è rimasto lettera morta, impantanato tra le carte di Palazzo Chigi o del Parlamento. Getterà subito la spugna? E la città, la rinascita?

Difficile che Manfredi, persona seria, prenda una decisione simile, ma certo sarebbe un problema molto serio per lui, avendo già espresso apertamente di non sentirsela a governare un Municipio in dissesto come quello partenopeo.

E sarà un bel problema anche per i suoi principali sponsor che, dopo la sbornia del primato di unica grande città italiana al voto dove il “campo largo”, ovvero l’accrocchio tra Pd e 5Stelle è andato a buon fine, si potrebbero ritrovare a fare i conti con una situazione esplosiva, delicata da maneggiare. Il risentimento sociale non si è affatto spento, anzi, e un esecutivo debole non reggerebbe alla prova. Sarebbero guai.

Vengono i brividi a pensare che il destino della città sia affidato a un gioco politico tra la Capitale e Napoli che ha prodotto, dopo mesi di sceneggiate, un compromesso al ribasso basato su un’ipotetica forza contrattuale in grado di condizionare le scelte del governo nazionale. Un ‘pacco’ per il povero Manfredi. Una farsa cui i cittadini assistono allibiti e perlopiù disinteressati.

Comunque sia, con lui, si è completato il quadro degli sfidanti, ieri Catello Maresca ha ufficializzato la sua discesa in campo con il centrodestra, un altro magistrato dopo De Magistris aspirante sindaco. Già in partita Alessandra Clemente, assessore della giunta uscente, Sergio D’Angelo leader del terzo settore, l’ex governatore della Campania, Antonio Bassolino.

Vincerà chi riuscirà a essere più credibile portando a votare chi generalmente si astiene, pensare di conquistare consensi fidando sulla propria forza organizzativa, tra l’altro tutta da dimostrare, può essere un errore fatale, soprattutto per la coalizione di centrosinistra. Servirà per tutti consumare le suole delle scarpe, calarsi nel ventre della città e mostrare empatia. Che è una dote che non si inventa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *