

di Vito Nocera
Ma cosa intende dire Manfredi quando afferma, come ha fatto nella conferenza stampa di ieri: “Rispetto Bassolino, ma non faccio appelli né trattative“.
Si tratta di una affermazione un po’ oscura, quasi come a voler gettare sul suo autorevole competitor il sospetto che questi desideri una trattativa con lui. Una frase scorretta che richiede di essere dunque ritirata o chiarita.
Il candidato sindaco di Napoli di una parte del centro sinistra e dei 5Stelle può parlare per sé, e dunque dire “non faccio appelli“, e qui fa benissimo.
Perché quegli appelli a Bassolino per indurlo a ritirarsi dalla competizione per il Comune, sono apparsi piuttosto goffi e inopportuni. Come se alcuni fossero tutto il centro sinistra e Bassolino e gli altri degli alieni che devono farsi da parte.
Quando però Manfredi continua la frase e aggiunge “né trattative” è come se volesse gettare l’ombra di un sospetto che qualcuno possa avergli chiesto trattative.
Può piacere o no, ma Bassolino sta facendo una campagna elettorale di grande intensità e qualità dalla quale tutti, Manfredi compreso, dovrebbero prendere insegnamento.
La pandemia con i suoi problemi ha messo in luce i guasti di un modello economico e posto il tema di un cambio di paradigma, basato su una più equa redistribuzione della ricchezza e su servizi pubblici più solidi.
Cioè si delinea un quadro oggettivo meno centrato sull’ottimismo delle virtù magiche del mercato, dovunque in occidente.
Se malgrado questa spinta oggettiva in Italia le destre sono così avanti chi partecipa di una coalizione opposta dovrebbe interrogarsi a fondo.
E guardare con attenzione chi, come Bassolino a Napoli, prova a ricostruire fiducia nella politica e nel cambiamento con uno sforzo generosissimo di parlare alle periferie, agli astenuti, a chi è stato più colpito dalle conseguenze economiche della pandemia e alle tante figure del nuovo lavoro contemporaneo precarizzato e sfruttato.
E invece Manfredi, con parole come quella, inavvertitamente spero, finisce per gettare discredito su chi, al di là di quello che sarà il risultato del voto, sta riqualificando il rapporto tra la politica e la città.
Dunque rettifichi subito quella frase maldestra e chieda scusa a Bassolino, Rettore.