Manfredi vara la giunta ‘pezzotto’ in attesa di quella vera
Ottobre 22, 2021
‘Premier’ al Quirinale, Draghi ci sta pensando: partiti costretti a sostenerlo
Ottobre 25, 2021

I liberal ‘tifano’ Brunetta: Rosato tende la mano a Calenda che apre a Pd e 5Stelle

L’uscita anti-sovranista del Ministro di Fi molto apprezzata dai ‘centristi’ pro Draghi, pronti a rimuovere ostacoli e idiosincrasie per dare vita a un fronte liberaldemocratico e riformista di ispirazione europeista, in vista delle politiche del 2023

di Peppe Papa

Potrebbe essere Renato Brunetta la ‘chiave’ capace di aprire il cantiere per la costruzione di quel fronte liberal-democratico di cui si parla da tempo, ma che stenta a vedere la luce. Il ministro della PA negli ultimi giorni è diventato l’idolo degli anti sovranisti di casa nostra che sperano in una scomposizione del centrodestra a trazione nazionalista e anti europeista.

La sua intervista alla Stampa, nella quale ha lanciato il grido “liberiamoci dai sovranisti”, ha scaldato le chat dei parlamentari ‘centristi’ fino a spingere alcuni ad annoverarlo già come “uno dei nostri”. Parole di apprezzamento sono arrivate da Calenda, il Pd Marcucci e dal presidente di Italia Viva, Ettore Rosato.

Quest’ultimo, anzi, preso dall’entusiasmo, ha approfittato dell’occasione per tendere una mano al leader di Azione, nell’intento di bypassare la disputa dello stesso elettorato e la idiosincrasia tra i due capi partito, che sono stati i principali ostacoli all’avvio di una ormai improcrastinabile alleanza politica.

Insomma, se Brunetta tiene il punto e le altre due ministre ‘ribelli’ di Forza Italia, Carfagna e Gelmini confermano l’avversione alla deriva salviniana presa dal partito, il cosiddetto “terzo polo” può prendere forma. Miracolo.

Mi pare che in una parte di Fi – ha twittato soddisfatto, Carlo Calenda – stia maturando la consapevolezza che con i sovranisti non si governa”. Poi, pure lui evidentemente preso dall’eccitazione, ha lanciato il cuore oltre l’ostacolo con una sorprendente apertura ai dem e agli odiati grillini: “Spero che il Pd riesca a fare lo stesso, almeno nei confronti dell’ala più estrema dei 5Stelle. Buone notizie”.

Lo scenario evocato da Brunetta – gli ha fatto eco l’ex capogruppo al Senato dei democratici e filo renziano, Andrea Marcucci – è molto interessante. I tre grandi filoni (socialista, popolare e liberale) della tradizione politica italiana posso servire a superare definitivamente la stagione del populismo e del sovranismo, c’è bisogno che tutti i partiti siano all’altezza di Mario Draghi”.

Mi sembra che il Ministro dica cose sagge – ha affermato invece il vice di Renzi, Ettore Rosato – e mi aspetto che diventino le politiche di Berlusconi per impegnarsi in un fronte moderato, liberale e riformista”. Quello, per intenderci, che proprio non riescono a mettere insieme il capo del suo partito e di Azione. Anche se c’è, come dicevamo, una novità.

Renzi – ha affermato convinto Rosato – non ha niente contro Calenda. Lo ha nominato Rappresentante permanente dell’Italia in Ue, lo ha nominato Ministro, lo ha sostenuto con convinzione a Roma…perché dovremmo essere contrari ad occuparci insieme di politiche per l’Italia?”. E ha aggiunto: “In politica non ci si sceglie solo tra simpatici e un progetto di questo tipo nasce con la generosità e noi ce la metteremo tutta”.

Intanto, nella vasta area di quelli che auspicano uno sbocco politico in tal senso c’è chi scommette su un’accelerazione del piano a ridosso dell’elezione del presidente della Repubblica, ma anche sulla connessa esigenza di una nuova legge elettorale in senso proporzionale dopo la chiusura della partita Quirinale. Vedremo, se son rose fioriranno.

3 Comments

  1. Bruno Morgante ha detto:

    Non capisco l’affermazione categorica della incompatibilità tra Renzi e Calenda, ostacoli per la realizzazione di un contenitore liberaqle, popolare, socialista. Renzi non ha mai rifiutato sul territorio alleanze con Calenda, arrivando ad un appoggio nei suoi confronti di Italia Viva, senza contropartita, per sindaco di Roma.
    Forse bisognerebbe comprendere la perseveranza di Calenda nel pretendere di essere il federatore e il leader politico di questa area, sulla base solamente della sua presunta superiorità professionale e manageriale.

  2. Osita Vincenzi ha detto:

    non mi piacerebe una intesa con Berlusconi, mentre vedrei bene una intesa tra PD e le forze riformiste con Calenda e Italia Viva

  3. Osita Vincenzi ha detto:

    non mi piacerebbe una intesa con Berlusconi mentre vedrei bene un blocco rifortmists di centro sinistra con Calenda e Italia Viva

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *