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Conte scatenato: accusa Renzi di essere ‘amico’ dei Benetton, ma è lui ad avergli “regalato” 9,3 miliardi

Un ex premier insolitamente aggressivo quello intervenuto ieri alla trasmissione di Lilli Gruber, ‘Otto e mezzo’ su La7, dove ha battibeccato puntiglioso con i giornalisti presenti e la stessa conduttrice. Nel mirino il leader di Italia Viva

di Peppe Papa

Un Giuseppe Conte insolitamente aggressivo quello intervenuto ieri alla trasmissione di Lilli Gruber, ‘Otto e mezzo’ su La7, dove ha battibeccato puntiglioso con i giornalisti presenti e la stessa conduttrice. Risposte piccate alle domande, intransigenza a qualsiasi interruzione, accuse di smemoratezza rivolte ai suoi interlocutori. Un cambio di registro comunicativo tanto brusco e inaspettato, evidentemente studiato e impostogli dal suo staff, necessario per provare a venire fuori dal pantano grigio della sua spenta leadership del Movimento.

Con tono spesso stentoreo ha sciorinato le solite banalità sulla compattezza del partito, il sostegno al governo Draghi, i suoi rapporti con Grillo, Di Maio e il Pd, la centralità dei Cinque stelle per l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Infine, è approdato al bersaglio preferito che condivide con i suoi sgherri del ‘Fatto quotidiano’, Matteo Renzi, la sua ossessione. Un attacco, come sempre, non di segno politico, ma strettamente improntato sul personale. E’ l’uomo, nella sua integrità etico-morale, che gli interessa colpire e quale occasione migliore delle polemiche degli ultimi giorni, scatenate dalla pubblicazione sul suo giornale fiancheggiatore, di alcune voci dell’estratto conto del senatore di Rignano in relazione all’indagine della magistratura fiorentina sulla nota vicenda della fondazione Open.

Ha ricordato di quando Renzi mostrava orgoglioso, in favore di telecamere, la propria dichiarazione dei redditi con il semplice importo dello stipendio da parlamentare, invitandolo a non lamentarsi se adesso la stessa trasparenza viene usata da altri per mostrare quanto sono lievitati nel frattempo i suoi guadagni. Niente di strano, insomma, se finisce sui giornali il conto bancario di un privato cittadino che tra l’altro, proprio a seguito del ruolo pubblico ricoperto, è obbligato ogni anno a rendere nota la sua attività fiscale. No, è giusto così e il M5S ha già presentato un disegno di legge sul conflitto di interessi che ‘sicuramente’ è tra i primi pensieri di Draghi.

La proposta, ha spiegato, inserisce il divieto per parlamentari e esponenti del governo di ottenere compensi oltre un certo limite da Stati o società estere. “Mi colpisce molto che un senatore prenda soldi da enti pubblici o governi stranieri – ha detto – ma lo risolveremo con la legge”. Poi, per strafare, ha lanciato lo scoop: “Mi ha molto colpito poi che un pagamento arrivi da parte di uno dei Benetton proprio mentre noi ci battevamo contro la concessione di autostrade. Mi chiedo con che tato d’animo Italia Viva possa avere approcciato alla cosa”. Be’, se non è un atto d’accusa d’immoralità per Renzi e compagnia, poco ci manca. E la reazione del leader di Iv, come vedremo, è stata feroce. Intanto resta il fatto che l’ex premier ha compiuto alcune omissioni.

Ricordiamo che Conte e il suo governo dell’epoca, quello giallo-verde, promisero di farla pagare cara ai Benetton, ritenuti responsabili del crollo del Ponte Morandi con il tragico bilancio di 43 vittime, revocando la concessione e imponendo alla famiglia degli imprenditori veneti un salatissimo risarcimento danni. Ma, dopo due anni, la storia si concluse, questa volta sotto l’esecutivo giallo-rosso, con l’acquisto da parte dello Stato di Aspi, la società autostradale controllata dai Benetton, pagando la modica cifra, si fa per dire, di 9,3 miliardi. Altro che “i morti non possono aspettare”. Senza contare, poi che durante le trattative per far fuori gli stessi Benetton dalla concessione, il governo ipotizzò un ingresso di Atlantia (sempre Benetton) nella compagine che doveva acquisire la praticamente fallita Alitalia.

Memoria corta, o ingenua dissimulazione dei fatti a proprio tornaconto? Probabilmente la seconda, d’altronde Grillo lo aveva detto che era un “incapace senza visione politica”, una preda ideale per un ‘lupo ferito’ e famelico come l’altro ex presidente. Infatti Renzi si è avventato senza pietà sul povero Conte con un lungo post su Facebook dove ha ricordato la “strumentalità degli attacchi” e, riferito al Pd di Letta, “i silenzi di chi sa che cosa sta succedendo e per viltà o rancore tace”. Ha rivendicato il diritto di poter svolgere a piacimento la sua attività politica e professionale extraparlamentare, “so di non aver commesso nulla di illegale, nulla, spero che chi mi accusa o mi attacca sui media possa dire lo stesso”, e a Conte saranno fischiate le orecchie. Infine, a proposito della vicenda Benetton ha rivendicato senza ripensamenti tutto quanto fatto.

Italia Viva si è schierata contro, praticamente da sola, e sono grato a Teresa Bellanova e Elena Bonetti per avere avuto il coraggio di smarcarsi dal voto in Cdm – ha ricordato – Conte stava facendo un regalo al concessionario mascherato con il populismo di chi non pensa alla realtà, ma solo ai like sui social”. Pronto a dimostrarlo numeri alla mano “in qualsiasi dibattito pubblico Conte accetti di fare da qui alle elezioni”. Un match che sa benissimo non ci sarà mai per evidente inferiorità tecnica, ma che ne accrescerà il rancore nei suoi confronti. Urgono amuleti.

1 Comment

  1. filippo Santorelli ha detto:

    Le vostre argomentazione a favore di RENZI sono ridicole come il vostro attacco a GIUSEPPE CONTE che è un vero galantuomo. Il senatore di RIGNANO è spregiudicato, affarista ed estraneo a qualsiasi ideale politico di sinistra a favore dei poveri e degli indigenti. Pensa solo al suo portafoglio e ad imbastire relazioni con i potentati che lo finanziano. Proviene dal PD? Ridicolo, da un partito erede del glorioso PCI. BERLINGUER si rivolterebbe nella tomba. Ha ricattato l’ITALIA col suo scarso 2% di voti facendo cadere il governo CONTE e consegnando l’ITALIA in mano a un banchiere che tende piu’ a togliere che a dare ai piu’ bisognosi. Non parliamo poi di quanto accaduto a MPS. Fatti non propaganda.

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