

di Peppe Papa
Come previsto, Conte è “un incapace” e Beppe Grillo, pressato dai parlamentari, è pronto a intervenire. Fonti vicine al garante e fondatore del M5S, assicurano che a irritarlo fino a convincerlo a dire “basta” sia stato, in ultimo, il rifiuto dell’ex premier a presentarsi alle suppletive del Collegio di Roma 1, generosamente offertogli dal Pd.
“Troppo pavido, uno come lui non può guidare il partito”, pare abbia detto, per questo c’è bisogno di ritornare in campo, magari con incursioni mirate, a partire dai temi originali e storici del Movimento, come insistentemente gli chiedono da tempo, tempestandolo di telefonate e messaggi quotidiani, deputati e senatori.
Non a caso un primo ‘ceffone’ lo ha rifilato al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani che in teoria avrebbe dovuto essere il suo uomo all’interno del governo Draghi e al quale, invece, ha ricordato bruscamente, a proposito dei suoi ‘vaneggiamenti’ sul nucleare, chi comanda. “L’energia da fusione non sarà un fattore nella lotta contro il cambiamento climatico” ha affermato, meglio dunque che il Ministro si ravveda e corregga il tiro.
In quanto a Conte, si è riservato di spiegargli ‘vis à vis’ qual è la linea, forse nei prossimi giorni a Roma, o dalle sue parti si vedrà. Gli farà presente, tanto per cominciare, di non aver gradito la “freddezza” finora dimostrata nei confronti dell’intesa politica e elettorale con il Partito democratico, ribadendogli che la scelta di campo è ormai definitiva. Crede fermamente nell’asse con Letta e, nell’ottica del “campo largo”, anche con Renzi e Calenda.
Proprio i due con i quali il capo dei Cinquestelle non fa altro che litigare, rischiando in questo modo di compromettere, isolandosi in una posizione di marginalità, la partita del Quirinale.
E bene, insomma, che si ravveda in fretta e che si tolga dalla testa l’idea geniale di brigare per andare ad elezioni anticipate nella primavera prossima. Sarebbe un errore fatale.
Una tentazione che Conte accarezza per poter fare le liste e mandare in parlamento lui e i suoi fedelissimi, ma che deve accantonare per la determinata contrarietà del comico genovese, convinto che un voto a maggio sarebbe “un bagno di sangue” con una débàcle oltre le previsioni soprattutto nel nord Italia.
Insomma, il povero avvocato le sbaglia tutte, Grillo proverà a farglielo capire e probabilmente, come assicurano le stesse fonti cui facevamo riferimento sopra, gli concederà un’ultima chance, poi dovrà fare le valigie.