

di Vito Nocera
La confusione tra questa fase nella gestione della pandemia e quella per eleggere il nuovo capo dello Stato vanno a braccetto.
Si è, per fortuna, già esaurito il suono di trombe contro la candidatura di Berlusconi.
I controberluscones nostrani, quelli che di questa cosa ne avevano fatto un mestiere, stanno riponendo lo strumento. Forse hanno sperato. Ma infine hanno capito anche loro che non torneranno i “bei tempi“.
Intanto tre quasi fantasmi – si fa per dire – a sinistra si incontrano per partorire un malinconico testo copia e incolla che non dice nulla. E infatti i tre non sono concordi su nulla.
Chi lavora di buzzo buono per definire il patto Colle-governo è l’attuale inquilino di palazzo Chigi. Si sa che la borghesia forte, quella che controlla i gangli vitali del Paese e dell’Europa, lo desidera al Colle. E tra questi desideranti ci sono anche probabilmente i due Letta.
Pezzi di partiti politici- anche qui si fa per dire – in ordine sparso cercano di fare contrasto. Potrebbero avere un peso se avessero un rapporto vero col Paese, e un qualche disegno politico serio. E invece vanno a istinto, chi nel timore dello scioglimento delle camere, chi per beghe interne, chi proprio perché non comprende.
Intanto Grillo si becca, nella più classica legge del contrappasso dantesco, l’indagine per traffico di influenze. Farebbero perfino pena i grillini, con il loro parlare di inchieste a orologeria e simili. E senza cogliere invece l’occasione per rivedere pubblicamente tutte le loro sciocchezze di questi anni in materia di giustizia.
Ma il loro problema non sta nell’inchiesta su Grillo. Il loro problema è che politicamente ormai hanno già perso. Con tanti saluti per chi – troppi anche a sinistra – avevano preso un abbaglio. E’ il Paese reale che sta da un’altra parte. Preoccupato dal virus e dalla confusione che genera. Si vedano i pochissimi che ormai vanno al voto.
O si pensi alla scuola. Dove presidi spiegano le difficoltà. Ma che tipo è questo ministro del ramo? Davvero qualche giorno di ritardo nelle riaperture, per scollinare il picco della epidemia di questo freddo gennaio, avrebbe distrutto la scuola? Visto che peraltro nulla è stato fatto intanto per mettere davvero in sicurezza le scuole.
E intanto nessuna vertenza operaia è risolta. Non c’è ancora nulla per intervenire sulle delocalizzazioni. Gli operai della Whirlpool restano licenziati e con loro tanti altri. A Leonardo, pur se un po’ ridotta, parte la cassa integrazione per lavoratori di stabilimenti campani e pugliesi. E a Stellantis cresce la preoccupazione e l’attesa del primo piano industriale dopo la fusione Fc-Peugeot. Che ne sarà di Pomigliano dopo la Panda?
Dovunque tira brutta aria ma dai palazzi sembrano non vederla. Sarà un caso, ma in queste ore sono stati due grandi vecchi, Ciriaco De Mita e Fausto Bertinotti, a dire la cosa più saggia. Ai cronisti che gli chiedevano chi preferirebbero al Colle hanno risposto più o meno allo stesso modo. Nessuno, perché la politica è morta.
Lucidissimi loro e preoccupatissimi noi. Perché senza politica a trionfare saranno ancora più i poteri e gli interessi più forti. Per questo serve darsi da fare, con lotte e conflitti, soprattutto nel lavoro contemporaneo, perché solo da lì può ripartire qualcosa.