Il pos nei Rave, lo psicologo per tutti e la mini-naja: la faccia ridicola del centrodestra di governo
Dicembre 13, 2022
Sinistra Pd, Cuperlo (quasi) in campo per far perdere la Schlein e provare a sopravvivere
Dicembre 16, 2022

Renew Europe, Renzi ipoteca la leadership del partito transnazionale: obiettivo Bruxelles

Guarda lontano l’ex premier, gli è chiaro che il futuro si gioca nella capitale politica europea e che è quella la piazza da presidiare se si vuole veramente contare

di Peppe Papa

Uno così non può stare in panchina, impensabile che faccia il secondo di qualcuno e quindi non sorprende che giochi un’altra partita che vede solo lui, prima che gli altri se ne rendano conto.

Matteo Renzi, uno che non prova alcuna vergogna a definirsi un professionista della politica, senza fare troppe storie ha ceduto a Carlo Calenda il ruolo di capo della federazione Azione-Italia Viva che ha preso il via la settima scorsa e si è messo a perseguire quello che è il suo principale obiettivo: conquistare la leadership di Renew Europe.

L’orizzonte è il 2024 quando ci sarà il rinnovo del parlamento Ue, nel frattempo l’impegno è quello di creare un grande movimento politico che “abbia liste transnazionali” con un capo riconosciuto e credibile a guidarlo. Guarda lontano l’ex premier, gli è chiaro che il futuro si gioca a Bruxelles e che è quella la piazza da presidiare se si vuole veramente contare.

La politica è globale – ha spiegato a fine novembre a Linkiesta Festival al Teatro Parenti di Milano – la nostra sfida è con Renew Europe e Emmanuel Macron, noi dobbiamo stare in questo scenario globale e poi giocare la nostra partita in Italia, con i temi che sono quelli della politica internazionale”.

Prima però, bisogna creare le condizioni affinché l’operazione abbia le carte in regola per il successo, e non si può non partire dalla crescita del Terzo Polo che passa dalla creazione della federazione fino alla completa fusione dei due partiti, auspicando nel frattempo di conquistare al progetto altre realtà civiche e politiche di ispirazione riformista.

Intanto, sono stati nominati i componenti dell’organo di governo della nuova formazione politica. Ne fanno parte Ettore Rosato, Teresa Bellanova, Maria Elena Boschi, Davide Faraone, Luigi Marattin, Andrea Mazziotti, Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna, Mario Raffaelli, Enrico Costa, oltre allo stesso Calenda.

La prima riunione si terrà al suo rientro dall’Ucraina, mentre nei prossimi giorni Iv sarà chiamata a esprimersi su alcune modifiche statutarie. Tutti passi fondamentali per mettere le basi all’organismo federativo. Nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo che sarebbe successo. “Renzi e Calenda troppo narcisi per stare insieme”, era il refrain.

Invece, come è apparso evidente, l’uno aveva bisogno dell’altro e i rispettivi ego obbligati a trovare la sintesi, centrata grazie all’esercizio della Politica che, infatti, ha indicato la strada.

Calenda, dopo avere abbandonato il tavolo imbandito in tutta fretta con il Pd, si è reso conto che sarebbe rimasto schiacciato in una coalizione marmellata votata al martirio, un disastro per uno come lui ‘destinato’ allo scettro del comando.

Trovatosi in mezzo al guado con la prospettiva, nonostante l’alta considerazione di sé, di rimanere isolato e fuori dal parlamento, ha dovuto gioco forza riconsiderare l’idea lanciata da Renzi, in tempi non sospetti, di fare squadra insieme.

Una disponibilità che il leader di Iv ha colto al balzo, anche lui alle prese con una preoccupante ipotesi di débàcle elettorale, e che ha trasformato in un disegno più ampio.

La quadratura del cerchio è stata l’aver rassicurato il suo ex Ministro sul fatto che lui avrebbe fatto un passo di lato lasciandogli il proscenio, impengnandosi a fargli da spalla, e che spalla, nel frattempo si sarebbe preoccupato di dare al suo progetto europeista la spinta necessaria a prendere corpo.

In sostanza, creare valore aggiunto alla somma dei due elettorati di Azione Italia Viva, aprendosi a tutte quelle forze e comunità che si riconoscono in una politica riformista, liberale, popolare, europeista. Esattamente come accade con Renew Europe a livello europeo.

Che è stato il filo conduttore del ragionamento del senatore toscano al Festival de Linkiesta sudddetto. “Oggi – ha spiegato – inizia un percorso straordinariamente difficile e affascinante. Una sfida, quella di rendere l’Europa la casa della democrazia. Vogliamo sfidare la sovranista Meloni all’elezione diretta del presidente della Commissione europea”. Capito l’antifona?

1 Comment

  1. Leonardo Buselli ha detto:

    Sono con Renzi dopo 30 anni di militanza nel PSI dove ho avuto ruoli di prestigio ma il futuro per il nostro paese passa dal potenziamento del terzo polo invito tutti i Socialisti e simpatizzanti a prendere posizione in questa nuova realtà politica dove noi porteremo la nostra forza Riformista per Italia e Europa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *