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Conte e lo “stai serena” a Schlein di renziana memoria: neanche Berlinguer sulla tessera mette pace nel Pd

Siamo all’aperto sfottò del capo del M5S nei riguardi dei dem e della loro segretaria: “Se supereremo il Pd alle elezioni europee non lo farò valere come motivo di leadership”. Nel frattempo la foto del segretario Pci provoca l’irritazione dei cattolici del partito

di Peppe Papa

Siamo all’aperto sfottò, Giuseppe Conte ha perso ogni riguardo nei confronti del Pd e della sua segretaria, facendo professione di magnanimità nel tirarsi fuori dalla competizione per la leadership del centrosinistra. “Se supereremo il Pd alle elezioni europee – ha dichiarato ai microfoni di Radio Onda Verde da Vibo Valentianon lo farò valere come motivo di leadership, lo annuncio da qui: il mondo del Pd si rilassi”.

Una sorta di “Enrico stai sereno” di renziana memoria, in salsa grillina. Insomma, la leadership “per me – ha chiosato – passa dai valori che tu persegui”, inutile quindi farsi illusioni, il ruolo non può essere che suo, Schlein e compagnia se ne facciano una ragione. Gli fa gioco, naturalmente, l’atteggiamento dei dem fin troppo remissivo alle bordate che, il tanto agognato alleato, non perde occasione di lanciare.

Elly Schlein continua imperterrita a perseguire la sua personale visione di “campo largo” in stile Cln contro il governo di destra, il vero avversario che dovrebbe far sentire a tutte le forze di opposizione la necessità di mettersi insieme.

Intervista alla Stampa estera sui rapporti con il capo del M5S ha riconosciuto che “c’è sicuramente un problema”, ma ha subito aggiunto, “guardando a regionali e amministrative è evidente che la costruzione dell’alternativa non è morta”.

Continua a crederci, nonostante tutto e tutti, nel suo partito non mancano i mal di pancia, qualcuno dei capibastone che voleva combattere e che invece le hanno spianato la strada per la vittoria alle primarie, complice la bagarre sulle liste per le europee su cui la segretaria intende avere l’ultima parola, mugugnano rumorosamente.

Cominciano ad averne le tasche piene di una linea politica che sembra uscita da un’assemblea studentesca improntata alla difesa dell’ambiente, dei diritti, del welfare e del ‘volemose bene’. Non è certo un momento facile per Schlein, anche la ‘trovata’ di mettere Berlinguer sulla nuova tessera, richiamo alle radici e alla questione morale, argomento sensibile per il partito in questo frangente, ha sollevato l’immancabile malumore interno.

I cattolici, ad esempio, che da sempre si sentono discriminati hanno chiesto se, a fronte della straordinaria personalità del segretario del Pci, “ci rappresenti tutti”. Pierluigi Castagnetti, l’ultimo segretario del Partito Popolare non ha esitato a far sapere di augurarsi “che nel 2025 ci sia De Gasperi”, o “Tina Anselmi” come ha suggerito l’europarlamentare uscente, Patrizia Toja.

In questo quadro non c’è da sorprendersi che un parvenu della politica come Giuseppe Conte trovi normale sentirsi uno statista e aspirare legittimamente ad essere il capo di tutto il fronte del centrosinistra. Questi sono i tempi che corrono. Brutti tempi.

1 Comment

  1. Serena Cirillo ha detto:

    Mala tempora currunt

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