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La lingua napoletana tra culto e cultura: l’Accademia nel cuore del centro storico.

Nessuno aveva mai pensato seriamente a mettere su un corso di lingua napoletana. Lo ha fatto Davide Brandi, che nel 2015 ha fondato la scuola annessa all’AssociazioneI Lazzari

di Serena Cirillo

Della lingua napoletana, da secoli, è piena la letteratura: dalle prime “villanelle” ballate rustiche risalenti all’inizio del 1600, ai testi teatrali di autori celebri come Viviani, Scarpetta, De Filippo (per citare solo i più noti). Dalle poesie ottocentesche che spesso sono state messe in musica, ai comici di fama internazionale, fino alle canzoni attuali e agli slogan da stadio.

In passato sono stati pubblicati dei dizionari e manuali di grammatica della lingua napoletana, come quelli del filologo Renato de Falco, che conduceva una trasmissione televisiva intitolata “Alfabeto napoletano”. Ma, forse con la presunzione da parte dei napoletani di conoscere bene l’idioma locale, nessuno aveva mai pensato seriamente a mettere su una scuola di lingua napoletana.

Ci ha pensato Davide Brandi, che nel 2015 ha fondato la scuola annessa all’AssociazioneI Lazzari” per conferire maggiore dignità alla più famosa varietà regionale d’Italia, codificandola col sistema di regole proprio di ogni lingua e dando dei riferimenti precisi a chiunque voglia parlarla, scriverla o cantarla.

La scuola, i cui corsi sono stati approvati dal Consiglio Europeo di Strasburgo, si pone come obiettivo l’insegnamento della lingua napoletana dal livello basico a quello avanzato, secondo il quadro comune europeo per le lingue. E’ possibile quindi, previo test di verifica, iscriversi a corsi di livello A1, A2, B1, B2, C1, C2, che si tengono o a Palazzo Venezia, in centro storico, oppure all’Istituto Francese di Napoli “Grenoble”, a titolo gratuito. Ma non è tutto.

Brandi si dedica incessantemente alla diffusione della cultura napoletana tramite una serie di iniziative interessanti, divertenti e originali che nel tempo sono diventate una grande attrattiva non solo per i turisti, ma anche per la popolazione locale. Nella splendida sede di Palazzo Venezia, in via Benedetto Croce, una delle strade del centro storico più belle e frequentate dai turisti, è possibile, oltre a frequentare i corsi di lingua napoletana, assistere a concerti, rappresentazioni teatrali, rassegne cinematografiche, seminari e convegni, presentazioni di libri, o anche partecipare al gioco della tombola storica o al concorso di poesia, tutto rigorosamente relativo alla cultura napoletana.

Il programma è fitto di eventi di grande qualità e professionalità, apprezzati da un pubblico sempre più vasto, di tutte le nazionalità e di ogni età, accomunato dalla passione per le tradizioni partenopee. Hanno avuto grande successo il café chantant, spettacolo di rivista molto in voga verso le fine del 1800, riproposto nella versione più tradizionale con canzoni e abiti d’epoca. La tombola del 1700, frutto di un’accurata ricerca storico-filologica sulle tradizioni popolari.

Altrettanto interesse ha suscitato la rassegna di cinema muto napoletano, iniziativa culturale di nicchia che però ha permesso di riscoprire registi autoctoni all’avanguardia per l’epoca, come per esempio Elvira Notari, femminista ante litteram, la prima donna in Italia a fare cinema dall’altra parte della cinepresa. Come se non bastasse, “I Lazzari”, instancabili nella loro missione, portano la cultura napoletana anche fuori di Palazzo Venezia, organizzando seminari nelle scuole, ludici nel caso di scuole elementari e medie, oppure online per il pubblico lontano da Napoli.

Ci sostituiamo ai nonni nel tramandare antiche tradizioni – sostiene Brandi – e portiamo un po’ di napoletanità in tutto il mondo”. Dopo numerose richieste, il ‘professore’ ha tenuto dei seminari di lingua napoletana presso comunità di italiani all’estero, dai quali è stato seguito con molto entusiasmo sin dall’inizio della sua attività, e sottolinea che non vi partecipano solo napoletani o campani, ma italiani originari di ogni parte della penisola.

Insomma, è un vulcano di iniziative il nostro insegnante di napoletano, che, pur senza alcun sostegno da parte delle Istituzioni, continuerà imperterrito nella sua missione. Per il futuro spera di dare vita ad un comitato popolare in cui possano confluire anche persone di cultura, artisti e personaggi famosi per dare maggiore rilievo a tutte le iniziative per la conservazione e la diffusione della cultura partenopea. Per essere informati sui programmi dell’Associazione “I Lazzari” basta visitare le pagine dei social media della stessa.

4 Comments

  1. Loredana La Porta ha detto:

    Cara Serena hai scritto un articolo interessante su una tematica che ignoravo..
    Molto bello, semplice, scorrevole ed esaustivo..
    Bravissima..
    AVANTI così

  2. Massimo De Lima Souza ha detto:

    Il mio plauso al Prof. Davide Brandi per il suo impegno nella diffusione della lingua napoletana è nel suo insegnamento.
    Mi auguro che la sua iniziativa per la costituzione di un comitato popolare abbia lo stesso successo di quelle intraprese fino ad ora.

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