Dignità autonome di prostituzione: “pillole d’arte e di piacere” in scena a Castel Sant’Elmo
Luglio 16, 2024
“Storie del passato, voci del presente”, donne e emancipazione: dieci scrittrici raccontano la propria ‘mentore’
Luglio 20, 2024

Partito popolare per un nuovo centro-sinistra, i Berlusconi ci credono e rottamano Fi: centristi in fermento

Serve una scossa che sblocchi il sistema politico da trent’anni alle prese con un bipolarismo pasticciato e una classe dirigente mediamente modesta. Il sussulto potrebbe arrivare dopo l’estate a firma dei due figli maggiori del Cavaliere, Marina e Pier Silvio

di Peppe Papa

Il Centro, quel luogo politico sintesi di moderazione e riformismo, mai come in questo momento vive una stagione di fermento, nonostante i controversi risultati elettorali sembrano dire il contrario. Luigi Marattin di Iv e Enrico Costa di Azione, proseguono nell’iniziativa di rilancio del Terzo Polo in un nuovo partito, i Libdem di Andrea Marcucci hanno dato incarico alla Fondazione Einaudi di redigere un programma per la costruzione di un grande fronte liberale.

Nel frattempo, Matteo Renzi sta cercando di imbastire una difficile trattativa con il Pd di Elly Schlein, con l’obiettivo di costruire insieme un nuovo centro-sinistra, provocando qualche malumore nel suo partito, alcuni inorriditi, dalla prospettiva di dovere avere a che fare con gli odiati Cinquestelle di Giuseppe Conte. E meno male che aveva dichiarato di volere fare un passo indietro e mettersi a disposizione di un eventuale nuovo corso.

Calenda, invece, continua senza costrutto a giocare una partita ostentatamente solitaria che per il momento non lo sta portando da nessuna parte, costringendolo a subire l’iniziativa di Renzi che lo ha anticipato, ancora una volta, nel rispondere presente, all’invito lanciato dalla segretaria Dem, all’unità, “senza veti”, del fronte dell’opposizione per la costruzione di un’alternativa al governo di destra-centro. Comunque, non si arrende e c’è chi ancora gli dà credito, il che gli permette di proseguire a dire la sua senza colpo ferire.

Qualcosa deve succedere, insomma, lo impone la fase storica che sta vivendo il Paese, si sente nell’aria. Serve una scossa che sblocchi il sistema politico da trent’anni alle prese con un bipolarismo pasticciato e una classe dirigente mediamente modesta. Il sussulto potrebbe arrivare dopo l’estate e anche questa volta, come nel ’94, a firma Berlusconi. Ovviamente si tratta della famiglia, la parte che più conta, quella dei primi due figli del Cavaliere, Marina e Pier Silvio che sembrano intenzionati a cambiar pelle a Forza Italia, il partito più che mai di loro proprietà.

Ai due rampolli, al di là delle dichiarazioni di elogio a Giorgia Meloni, non piace l’appiattimento sulla destra di governo. Sono poco gradite le intemerate securitarie e le restrizioni sui diritti, Matteo Salvini e la sua compagnia di giro li imbarazza, lo considerano un avversario e anche con la premier i rapporti non sono più come quelli di una volta. Avvertono che è tempo di cambiare schema, registro, riposizionare Fi, partendo da un profondo rinnovamento interno.

Le parole di Pier Silvio alla presentazione dei palinsesti Mediaset, “moderati che in Italia sono la maggioranza” ma risultano privi di “qualcuno in cui si possano riconoscere veramente, al punto da spostarsi su Meloni“, hanno provocato subbuglio dentro il partito. Stesso effetto, pochi giorni prima, in seguito all’intervista sul Corriere della sera di Marina che, a proposito di diritti, “aborto, fine vita e Lgbtq” aveva detto di sentirsi “più in sintonia con la sinistra”. Segnali inequivocabili che qualcosa è cambiato nell’universo “azzurro”.

La priorità è uscire dalla gabbia di un’alleanza che va stretta e ampliare il tanto invocato “centro”, circondandosi di volti nuovi, possibilmente giovani e trasformare, secondo l’espressione usato da Berlusconi jr, “la Forza Italia di resistenza, in Forza Italia di sfida”. A dirigere le danze sono ancora una volta i due grandi vecchi della famiglia, Fedele Confalonieri e Gianni Letta, che non lesinano consigli e sono in prima linea per l’operazione Partito Popolare che ha come primo obiettivo quello di divincolarsi “dall’abbraccio mortale dei sovranisti” Salvini e Meloni.

Confalonieri va e viene da Roma, vede parlamentari, incontra politici che ruotano intorno al mondo moderato non solo di Forza Italia e ex forzisti che negli anni del declino hanno lasciato il partito per accasarsi da altre parti. Tutta gente che rientrerebbe avendo la conferma vera di un rinnovato impegno diretto della famiglia. A loro ha raccomandato di non avere fretta e di attendere mutamenti che ci saranno nei prossimi mesi. Appunto, dopo l’estate.

Se così fosse, l’iniziativa assumerebbe un potere attrattivo tale da rappresentare la saldatura finale di tutto quanto si muove nell’aria centrista liberale. Si potrebbero riconsiderare le posizioni di ognuno in vista di un progetto più grande e strutturato, in grado di dialogare alla pari, per esempio, con il Pd in funzione di un centro-sinistra finalmente competitivo. Un vero ribaltone, ammesso che riesca. Mai, dire mai.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *