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“Around blue”, una mostra al Museo Minimo per celebrare il più iconico dei colori

Nello spazio espositivo di Fuorigrotta fino al 7 dicembre le opere di 19 artisti contemporanei che hanno raccolto la sfida lanciata dal curatore, Maurizio Vitiello, di celebrare con il loro lavoro il blu

di Serena Cirillo

Il Blu, colore tanto affascinante, tanto simbolico, tanto usato e forse abusato. A chi non viene in mente nell’immediato, pensando al blu del cielo e del mare? Quante sigle e titoli sfruttano la valenza simbolica di questo colore (bandiera blu, linea blu, etc.)? E quante divise di ordinanza usano questo colore? E’ stato celebrato nella musica, nel teatro, nella danza, nel cinema e nelle arti visive.

Per questo diciannove artisti hanno raccolto la sfida lanciata dal curatore, Maurizio Vitiello, di rappresentare questo colore creando sul blu. Il progetto vuole essere una sorta di narrazione che partendo da uno dei colori più suggestivi dell’arcobaleno ne esplora tutte le declinazioni e i significati. L’idea concepita da Vitiello, da sempre affascinato da questo colore, è quella di “raccontarne” tutte le sfumature, non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello psicologico, indagando sui diversi stati d’animo associati alla sua vastissima gamma.

Con questo input ha chiesto agli artisti di presentare lavori che già avevano, o di crearne per l’occasione. Ognuno di loro lo ha utilizzato secondo un’interpretazione del tutto personale, conciliando le più varie espressioni artistiche e materiali, uniti da un unico filo conduttore: il senso del blu. La prima sensazione che colpisce il visitatore entrando nel Museo Minimo, un gioiellino nel cuore del quartiere Fuorigrotta, a Napoli, dedicato all’arte contemporanea, è l’omogeneità.

Opere di pittura ad olio o acrilico, di digital art, di fotografia rielaborata e ritoccata a mano e tele che uniscono composizioni assemblate con  materiali vari, coesistono in un’armonia molto gradevole all’occhio, grazie all’attenta supervisione del curatore che le ha volute tutte della stessa dimensione (60 cm. X 60) e perfettamente allineate.

In un percorso fluido e ordinato si possono ammirare l’olio su tela di Emanuela Loscanna, dal titolo “E questo cuor non sente ragione” in stile fumettistico dal messaggio evocativo e molto chiaro; il digital painting di Franca Lanni, che trasmette un’immagine inquietante come il suo titolo “Papillofobia”; l’immagine astratta di Lars Howler, intitolata “Remin iscenza indigo”, opera in tecnica digitale di forte impatto, affascinante e misteriosa.

Poi, il figurativo realizzato con tecnica mista di Natallia Gillo Piatrova Parmeggiani, “Rune subconsced incantata dalla Balene” che rappresenta delle balene nel mare profondo, contrasta con l’astratto “Blue sunset” di Maurizio Bonolis, immagine elaborata al computer che offre una splendida dimensione cromatica su figure geometriche. La scultura di Maia Pia Daidone, intitolata “Il tempo” (tecnica mista con ferro, acciaio e smalti) che con la sua forma di orologio tridimensionale rimanda all’albero della vita e ad una molteplicità di significati, come se cambiasse forma ad ogni sguardo.

Della foto di Luciano BasagniI nuovi mostri” colpisce la nitidezza armonica dei colori della natura su cui si staglia prepotente la contaminazione dell’opera dell’uomo, il messaggio è chiaro e diretto. Trasmette relax la fluidità delle “Onde gravitazionali” di Carmela Infante, olio su tela di blu intenso. Mentre evoca immediatamente il Messico la scultura in legno di Beatriz Cardenas, “Blue desert”, dipinta coi colori vivaci tipici del suo paese di origine.

Il quadro “Linee blu” di Rosa Lia Ferreri, tecnica mista con collage e acrilici su tela, suggerisce un bosco incantato che attrae e seduce. Molto particolare, invece, è la scultura di Roberto FranchittiVento verso est”, tecnica mista con legno, metallo e pelle, che scatena una miriade di sensazioni e ricordi. Il quadro di Iolanda MoranteNel blu del caos”, è unico nel suo genere di assemblaggio molto interessante eseguito con tecnica mista di acrilico, cartapesta e fili di nylon ed estremamente affascinante nel suo monocromatismo.

Le figure geometriche di Viviana Pallotta, “Blue lace, Blue Cave” e “Blue radial structure” prodotti di digital art, sono in sé stesse esperienze emozionali, frutto di un’attenta selezione e rielaborazione di flussi di immagini. E la scultura di Roberto Sanchez, tecnica mista su cotto intitolata “Piazza Medaglie d’oro” dimostra il suo eclettismo e potere evocativo. “La ventana azul” di Daniel Osuna, tecnica digitale su tela, nonostante il suo codice astratto geometrico lascia spazio al figurativo con l’immagine poetica di un chiaro di luna che si staglia sul blu del cielo e del mare e si vede attraverso una finestra semi aperta.

A segguire l’elaborazione digitale della foto di Rino Vellecco, dal titolo “Vortice” trasmette tutta la forza vitale della natura, mentre il quadro “Pervasi di blu” di Anna Seccia, tecnica mista su tavola, riesce ad armonizzare colori contrastanti suggerendo un’altra immagine della natura, più calma e fluida.

Può essere poi descritto, come linguaggio metafisico ludico, la modalità comunicativa di Mauro Molinari in “Paesaggio”, tecnica mista, che rappresenta figure umane intere o dettagli. In fine, Alessandro Maio con “Metaverse landscape”, smalti su tela di juta, attraverso sperimentazioni cromatiche su figure geometriche, rimanda all’universo onirico e al subconscio di ogni osservatore.

Tanti sono gli spunti suggeriti dalle 19 opere, diverse eppure omogenee tra loro, descriverle è arduo, guardarle è intrigante. La mostra resterà aperta fino al 7 dicembre 2024 nei seguenti orari: lunedì e mercoledì dalle 9 alle 12, martedì-giovedì-venerdì dalle 15 alle 19 presso il Museo Minimo in via San Vincenzo 3 – Napoli. E’ possibile contattare il direttore del Museo, Roberto Sanchez, per eventuali appuntamenti al n° 340 2558990.

2 Comments

  1. Fabrizio ha detto:

    Una mostra molto interessante, da visitare sicuramente…e poi il blu… è il colore di Napoli!

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