

di Peppe Papa
Il rettore dell’università Federico II, Matteo Lorito, oppure mister preferenze, Mario Casillo e, se proprio non va bene, si facciano le primarie. In caso contrario, è già pronta una lista personale, sicuramente in grado di far perdere il centrosinistra alle prossime regionali. Vincenzo De Luca, dopo avere incassato la bocciatura, da parte della Consulta, per un suo terzo mandato alla presidenza della Regione Campania, vende cara la pelle e detta condizioni, anche se per ora solo a mezzo di veline.
Una bella gatta da pelare per Elly Schlein e il suo Pd. Pensava di essersi definitivamente liberata dell’ostinato “cacicco”, con la sentenza della massima Corte, invece per lei i problemi iniziano proprio adesso. Il piano di candidare l’ex presidente della Camera 5Stelle, Roberto Fico, finalizzato al consolidamento di una mai nata coalizione con il partito di Giuseppe Conte, parte in salita. Ci saranno da vincere le resistenze del tenace governatore, le sue furbizie, la sua fitta rete di ‘relazioni’ politiche, la sua indubbia abilità di manovra.
Perdere la Campania, tradizionale roccaforte del centrosinistra, le potrebbe costare caro, l’agguerrita minoranza interna che non vede di buon occhio l’appiattimento della segretaria sul “testardamente unitari” e l’ambiguo atteggiamento assunto sul piano di riarmo europeo, l’aspetta al varco. Un ko sarebbe un disastro e darebbe la stura per la rivolta dell’area moderata, liberale e cattolica capeggiata da Lorenzo Guerini, Paolo Gentiloni, Pina Picierno e sostenuta da Romano Prodi.
Senza contare Dario Franceschini, ufficialmente schierato con lei, ma pronto a confluire sulla proposta a segretario del partito e candidato premier di Paolo Gentiloni. Il congresso sarebbe inevitabile, tra fine anno e inizio 2026, un vero terremoto per il principale partito di opposizione.
Dunque, l’affaire De Luca, va maneggiato con cautela, non può funzionare lo spirito garibaldino da collettivo studentesco della sua cerchia negli affari seri della politica, né tantomeno, l’intransigenza utopica di chi crede di possedere la verità in tasca. La Campania è un territorio complicato, servono quelli bravi per governarla.
C’è, ad esempio, l’area liberal locale, finora fedele al governatore e che conta una decina di consiglieri nell’assemblea regionale tra Italia Viva e Azione, che si è posta in attesa pur avendo cose da dire e qualche suo uomo all’altezza da mettere in campo. Qualcuno giura che non possa durare a lungo questa situazione, anche in considerazione di quello che si muove a destra, dove pure sono aperti i giochi, dopo l’uscita di scena di Fulvio Martusciello, il candidato più accreditato di Forza Italia, per i noti guai giudiziari a Bruxelles che lo hanno per ora solo sfiorato.
Qualche candidato civico di un certo spessore, nel centrodestra, sono in grado di tirarlo fuori; qualcuno tipo Antonio D’Amato, l’ex presidente di Confindustria ogni volta tirato in ballo per la poltrona di Palazzo Santa Lucia. Potrebbero aprirsi delle prospettive inaspettate per qualcuno che si guarda intorno in attesa di capire cosa succede. In fondo si tratta di fare Politica che, si sa, è l’arte del possibile e tutto può accadere, anche quello che non ti aspetti.
2 Comments
Penso il prossimo candidato alla regione Campania e jes romano per il centro sinistra e con la benedizione di Vincenzo de luca e ci auguriamo che fico non è il nostro candidato
Vi e’ Luca Cascone…fedelissimo di De Luca..