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Renzi dà l’assalto al Pd: ‘correntone’ riformista in vista del voto in Campania, Puglia e Marche

Lettera aperta sulla sua e-news ai liberal del partito di Schlein. E a Milano apre il Circolo Matteotti, con la benedizione di Quartapelle, Gori, Picierno, Maran e Malpezzi che chiude l’era della leadership Bonaccini

di Peppe Papa

Renzi va all’assalto del Pd, approfittando della strategia suicida della sua segretaria, Elly Schlein giunta forse all’epilogo con l’indicazione di votare sì a tutti e cinque i quesiti referendari, compresa, dunque, l’abrogazione del Job acts, la legge di un loro imbarazzante passato con cui chiudere definitivamente. Anche se comporterà, quasi certamente, una pesante sconfitta politica (diffilmente verrà raggiunto il quorum), una sorta di sofferto tributo alla purificazione.

Il punto di attacco dell’ex premier, ai cui tempi venne approvato il provvedimento sul lavoro, è stato cogliere il momento di imbarazzo che cresce tra i riformisti del partito, ancora maggioranza nonostante l’esito delle sciagurate primarie, giunto al culmine con la concessione della segretaria a derogare, solo per loro, all’aut aut dato per il voto ai referendum, senza comprendere di aprire, con questo, una questione politica di non poco conto.

Insomma, i Pd sembrano due, e non più in grado di stare insieme. Gli ex Pds hanno preso il sopravvento costringendo, liberali e riformisti, a subire un radicalismo a sinistra sempre più spinto e, l’adesione ai quesiti della consultazione sul lavoro proposti dalla Cgil, diventata il soviet di Maurizio Landini, ne sono l’ultimo capitolo. Pertanto, sembrano arrivati al limite e potrebbero dare seguito a qualche clamorosa iniziativa.

A Milano, tanto per dire, il 15 maggio aprirà il circolo Matteotti, che si prefigge di diventare un punto di riferimento di tutto il mondo non bipopulista del Paese. A dare la benedizione ci saranno Lia Quartapelle, Pina Picierno, Giorgio Gori, Pier Maran e Simona Malpezzi. Finirà, in pratica, anche formalmente, l’era della leadership di Stefano Bonaccini che ha finto di occupare la presidenza del partito, diventando presto il vice compiacente di Schlein. E non è un caso che tutto avvenga nel capoluogo meneghino, dove il fu Terzo Polo fece il pieno alle ultime politiche.

Un segnale che, lesto, il leader di Italia Viva ha colto, dando un senso compiuto al suo posizionamento nel centrosinistra, nonostante gli odiati Cinquestelle e il movimentismo parolaio dei Fratoianni e Bonelli, pronto ad approfittare di tutte le eventuali debolezze e contraddizioni di una alleanza tanto eterogenea, ma soprattutto, dei mugugni dentro il Pd. Da parte, tra l’altro, di gente che numerosa gli deve molto della propria carriera politica. E alle quali, per il momento, ha inviato una lettera, attraverso la sua e-news quotidiana.

Il senatore è andato subito al punto, mettendo il dito nella piaga e svelando un fatto che appare ormai evidente circa la mutata natura del partito che ha tradito le prerogative originarie. “Mi colpiscono i miei amici riformisti del Pd – ha scritto – cui la segreteria ha detto: o votate sì o non avete spazio nelle liste alle prossime elezioni. Il fatto che il Pd abbia detto di votare sì è la prova certificata che non è più quello di prima. E a me va benissimo che sia così: siamo venuti via dal Pd perché non sentivamo più quella come casa nostra”.

Il Pd è cambiato, è chiaro. “Bene – ha proseguito – ma ha bisogno anche dei riformisti di centrosinistra, altrimenti le prossime elezioni le vincerà Meloni”. Ma questo al Nazareno non sembrano capirlo e allora “la cosa è semplice: noi siamo diversi dal Pd”. Esattamente, un’altra cosa, cioè quelli che non rinnegano il passato e che “difendono le politiche economiche di dieci anni fa, la scelta di Mario Draghi, le unioni civili come le battaglie per il Terzo settore, gli investimenti in valori, cultura e scuola, la battaglia per la flessibilità”.

Nessuna abiura. “Io – ha rivendicato con orgoglio – non ho nessun motivo per cambiare idea sul passato”. E i riformisti del Pd neppure, se non altro per coerenza e perché pensavano di poter resistere al virus del movimentismo di matrice populista, radicale e di sinistra, che si sta impadronendo del partito e che, invece, se li sta mangiando Per loro, è pronta una chance, o almeno la possibilità di una via d’uscita evitando un’altra dolorosa e inconcludente scissione.

Ai riformisti dico: le porte di Italia Viva sono aperte”, non necessariamente per fare un nuovo partito, ma dare vita a una sorte di correntone all’interno dello schieramento che, per forza di cose, interesserebbe principalmente il mondo dem. “Noi vogliamo costruire una coalizione in cui il peso delle nostre idee conti – ha avvertito – senza di noi si perde. Lo abbiamo visto, e non perché siamo chissà che, ma perché la coalizione eccessivamente spostata a sinistra è la migliore alleata possibile di Meloni”.

L’amo è lanciato, dunque, e l’operazione lascia aperte diverse prospettive, non ultima quella di rientrare nel Pd dalla finestra dopo esserne uscito dalla porta principale. Anche se al momento non sembra questo lo scopo nel medio periodo, sarebbe complicatissimo e controproducente, ma si vota alle regionali (Campania, Puglia, Marche) forse in autunno, o addirittura la prossima primavera se passa la deroga ventilata dal governo.

E ci sono delle situazioni, come quella in Campania, per esempio, che propongono scenari dove il peso di una forte componente liberal nel centrosinistra potrebbe ribaltare scelte già fatte a livello nazionale tra Pd e 5Stelle suoi principali, si fa per dire, alleati di coalizione. Con il governatore uscente, Vincenzo De Luca, inviso al partito, ma deciso a imporre il suo peso specifico nella scelta del proprio erede, il ragionamento è aperto. Un problema grosso per Schlein e i suoi. E potrebbe essere solo l’inizio.

2 Comments

  1. Antonio Tramontana ha detto:

    Sarebbe ora che ci destino una sterzata netta in direzione favorevole alla costruzione di questo ” NATURALE POLO RIFORMISTA”
    Picierno Gori & C. datevi una mossa RENZI ha aperto le porte…io dico le porte sono spalancate 👏👏💪🇮🇹🇪🇺

  2. Antonio CARLUCCIO ha detto:

    Cos’è che non è chiaro? Riprendiamo a dialogare come centrosinistra evoluto! ( NON ESISTONO ALTRE ALTERNATIVE ALLA DESTRA!)

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