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La ‘metamorfosi’ di Renzi: da rottamatore a costruttore e lancia la “Tenda riformista”

Un contenitore capace di ospitare moderati, liberali, riformisti, pezzi della società civile, mondo delle imprese e del lavoro, in grado di “raccogliere il 6-7% dei voti e provare a essere decisivi alle prossime elezioni

di Alfio Mancini

È quasi tutte le sere presente in televisione, da conferenziere si è trasformato in impareggiabile volto dei talk show d’informazione, incontra le principali teste d’uovo del Partito democratico da Elly Schlein a Dario Franceschini, da Gianni Cuperlo a Goffredo Bettini e lo danno già invitato ad almeno dieci Feste dell’Unità in tutta Italia. Matteo Renzi, si prende la scena e scuote l’opposizione, i suoi interventi in Senato contro il governo, lasciano il segno più di cento sceneggiate in parlamento orchestrate dai suoi colleghi della sinistra, perciò costretti a riconoscergli la primazia.

E non ha difficoltà a prendersi la responsabilità della leadership, senza però esagerare, con discrezione, evitando di irritare i riottosi compagni di viaggio. Intanto, ha cominciato a tirare le fila della tela, tessuta faticosamente, mettendo da parte veleni e incomprensioni per provare a costruire quella che ha chiamato, nella sua newsletter, la “Tenda riformista”. Un contenitore in grado di ospitare moderati, liberali, riformisti, pezzi della società civile, mondo delle imprese e del lavoro, che vada oltre, l’ampiamente abusato, concetto di Centro, in grado di “raccogliere il 6-7% dei voti e provare a essere decisivi alle prossime elezioni”. Una terza gamba, in pratica, ma al di fuori della dinamica del rapporto Pd-M5S.

Significativo che, tra i primi ad apprezzare l’iniziativa, sia stato Pier Luigi Bersani, non certo un suo simpatizzante. “Un ravvedimento operoso, dove va Matteo è insondabile, ma da me nessuna preclusione”, ha commentato appena informato dei movimenti del suo ex segretario. Nessun veto, dunque, come non ha intenzione di imporne alcuno lui, ha chiarito, quando gli è stato chiesto di Carlo Calenda, con il quale è ritornato a parlare dopo essersi scambiato colpi bassi per oltre un anno e mezzo. Nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo che si verificasse una eventualità del genere, segno che si fa sul serio questa volta.

Il centrosinistra deve smettere di litigare sul niente” ha, infatti, ammonito, la partita è troppo importante, “Giorgia Meloni si è presa pieni poteri e perderà le prossime elezioni. Ma per riuscirci dobbiamo parlare con tutti” ha insistitoE ha sgombrato il campo anche sulla competizione accesa tra Schlein e Conte, a chi dovrà essere il candidato premier della coalizione. “Il nome arriverà alla fine”, dopo aver messo in piedi l’armata per vincere alle urne. All’insegna del pragmatismo, dunque, il nuovo Renzi, da rottamatore a costruttore, un’evoluzione utile a fargli recuperare l’affidabilità perduta agli occhi dei suoi pari.

Sondaggi e previsioni alla mano, tutti i leader, dalla segretaria Pd a quello del M5S, passando per Fratoianni e Bonelli, sanno bene che per sperare di battere il centrodestra saranno vitali anche i consensi moderati, cioè quelli che i loro partiti non riescono a intercettare. “Ora basta strappi — ha avvertito Renzi —. Perché non possiamo permettere altri cinque anni di Meloni a Palazzo Chigi. Ma soprattutto: non possiamo consentirle di eleggere il primo Presidente della Repubblica sovranista”. Insomma, nessuno può chiamarsi fuori.

2 Comments

  1. Maurizio Martorelli ha detto:

    Matteo Renzi il miglior politico che l’Italia può vantare, ben venga la figura del costruttore

  2. Carmelo ha detto:

    Buongiorno, sono un moderato.liberale progressista, da sempre, cioè da quando ho votato la prima volta.
    Il progetto proposto da Renzi lo condivido, ma per farlo Renzi e Calenda dovrebbero fare un passo indietro o di lato, anche se entrambi bravi.
    Prima da segretario del PD e, adesso di IV, sostenitotore di Renzi.
    Come federatore vedrei bene la Salis sindaco di Genova, in alternativa il Dott. Ruffini.
    Cordiali saluti
    Carmelo

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