

di Peppe Papa
Berlusconi jr scende in campo, come fece il suo papà nel 1994, ma formalmente posticipa la decisione a un prossimo futuro, chissà quanto lontano. Sta di fatto che ha trasformato la conferenza stampa, convocata per presentare i palinsesti Mediaset, in un’esposizione a tutto campo della sua visione politica e delle cose da fare per dare nuova linfa al partito di famiglia, Forza Italia.
Ha confermato entusiastico l’alleanza granitica con Giorgia Meloni, “penso che il nostro governo sia uno dei migliori in Europa”, e definito “cazzate” le voci di una strizzata d’occhi a sinistra, “Forza Italia deve essere una forza liberale e moderata”. Poi il partito, che certamente va resettato, certi personaggi hanno fatto il loro tempo, ma con giudizio.
“Se non ci fosse Antonio Tajani bisognerebbe inventarlo”, ha spiegato, “ma non è detto che non si possa fare meglio. Bisogna guardare avanti. Lui, Maurizio Gasparri, Rita Dalla Chiesa sono bravissimi ma ci vuole altro, è un fatto di apertura, di visione del futuro”. Più chiaro di così? Infine, il primo avversario da mettere nel mirino: Matteo Renzi.
“Provo simpatia – ha detto – è intelligente e bravo, ma ha perso credibilità elettorale e peso politico”. Un attacco, inaspettato (?), che ha provocato la replica sdegnata dell’ex premier che ha annunciato la chiusura di ogni rapporto con Mondadori editore dei suoi ultimi libri. “Posso rinunciare volentieri ai soldi di Berlusconi e della Mondadori – ha scritto in un posto su Fb – ma non rinuncerò mai alla libertà di difendere la mia dignità e il diritto di dire che questo Governo non è il migliore d’Europa”.
Ci è rimasto male Renzi, si è sentito ferito sul lato umano, personale, una cosa del genere Silvio, il padre, non l’avrebbe mai fatta: “Con lui ho litigato, ho avuto momenti di scontro durissimo, ho perso Palazzo Chigi. Ma con lui c’è sempre stato un rispetto umano di fondo che oggi manca più che mai”. Resta, però, l’interrogativo politico: perché questo attacco deliberato contro un avversario che in fondo conta appena il 2%?
Il senatore fiorentino, la sua spiegazione l’ha data, accusando Palazzo Chigi di essersi accanito con lui “da quando ho iniziato la mia battaglia in difesa delle istituzioni”. E ha elencato le vessazioni a partire “da una legge ad personam sui compensi, all’intervento sulla scorta e adesso perdo anche il mio editore”. Le battaglie ingaggiate “contro gli abusi del potere, da Almasri a Paragon” le considera un tributo alla libertà di combattere a viso aperto e “il meglio deve ancora venire”.
Infatti, c’è l’iniziativa della “tenda riformista”, che pure preoccupa Meloni e il rampollo Berlusconi il quale, ha le idee chiare circa l’inghippo che rappresenterebbe, nel progetto di Centro moderato che ha in mente. Renzi lo ha capito e non ha caso lo ha sottolineato, “a Berlusconi junior evidentemente l’idea fa paura e anziché continuare a ignorarmi come fa Mediaset da mesi, oggi assistiamo a un attacco alla persona”.
Insomma, è lui l’avversario più temibile nella contesa al Centro e certo non può essere affrontata con una leadership del partito inadeguata, perciò è indispensabile un impegno in prima persona. Siamo solo alle prime schermaglie, è sicuro, ma la sfida si presenta cruenta, a Piersilvio non manca, si è visto anche in precedenti occasioni legate alla sua attività di Ceo Mediaset, il cinismo del padre, ma Renzi non è da meno.