

di Peppe Papa
Nonostante Schlein e i suoi ci provino in tutti i modi a tenere unito il fronte del centro sinistra, l’impresa appare sempre più ardua di fronte alle resistenze di Conte e dei Cinquestelle che, oltre alle questioni di politica estera, oppone il veto su Matteo Renzi visto come il diavolo. “Con lui è impossibile stare insieme“, dicono.
Riccardo Ricciardi, presidente del gruppo del M5s alla Camera, è stato chiaro qualche giorno fa escludendo qualsiasi ipotesi di apertura a una coalizione con Italia Viva. “Non la vorrei – ha affermato il grillino – non si condivide una linea politica e non ci si può fidare di Renzi, l’ha dimostrato in mille occasioni”.
Alleanza, dunque, solo con Pd e Avs, men che mai Calenda, “sarebbe un gioco a perdere”. Quel che porterebbero lui e il leader di Iv, sarebbe perso in termini di consenso in uscita è il ragionamento un po’ rozzo del capogruppo pentastellato. Gli ultimi sondaggi, infatti, confermano che una siffatta composizione dello schieramento non supererebbe il 41%, troppo poco per impensierire Meloni e il centrodestra.
Una verità ben chiara al Nazareno che non ha caso si è affrettato a replicare in maniera conciliante, per carità, al deputato contiano. “Nel 2022 il centrodestra ha vinto perché ci siamo presentati divisi. Serve unità” ha ricordato al Foglio, Marco Furfaro, uno dei pretoriani di Schlein. “Abbiamo il dovere di essere uniti – ha spiegato – per battere la destra al governo. In ogni angolo di paese ci chiedono di stare insieme, Meloni governa proprio perché ci siamo presentati divisi alle ultime elezioni. Dobbiamo cercare unità. Punto”.
Meno bene, ovviamente, l’hanno presa i renziani. Il vicepresidente e senatore di Iv, Enrico Borghi si è detto “dispiaciuto ma non sorpreso” e ha aggiunto caustico: “Ricciardi vorrebbe altri 5 anni di governo Meloni, perché questo succede se si mettono veti su Italia Viva”. Più polemica, poco dopo, è stata la capogruppo Raffaella Paita, “difficile fidarsi di chi ha fatto un governo con Salvini. Se Ricciardi vuole confrontarsi sul passato noi ci siamo“.
Questo è lo stato dell’arte a Sinistra, o come si chiama l’armata Brancaleone attualmente all’opposizione, dove rischia di rimanere se, soprattutto il Pd principale partito dello schieramento, non chiarisce una volta per sempre il rapporto con il populismo reazionario, finto pacifista del M5s. Andare a vedere il bluff e chiudere la partita.