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“Minori e gioco d’azzardo”, convegno a Napoli del Dipartimento di Scienze Sociali della “Federico II”

Alla tavola rotonda, che ha avuto luogo il 16 aprile presso il chiostro dei Santi Marcellino e Festo, presentata la ricerca del sociologo federiciano Luigi Caramiello e del suo team, alla presenza del rettore, Matteo Lorito e della direttrice del Dipartimento, Dora Gambardella

di Serena Cirillo

Preoccupante la diffusione del gioco d’azzardo tra i minori, problema che sta raggiungendo proporzioni allarmanti negli ultimi anni a livello globale, e che può provocare conseguenze devastanti da tanti punti di vista. L’iniziativa di analizzare il fenomeno sul nostro territorio è stata presa dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli “Federico II”, che, dopo uno studio condotto dal prof. Luigi Caramiello insieme al suo team, ne ha presentato i risultati nel convegno del 16 aprile 2026 dal titolo: “Valutazione del fenomeno del gioco minorile con vincita in denaro a Napoli”.

Alla tavola rotonda che ha avuto luogo presso il chiostro dei Santi Marcellino e Festo, prestigiosa e storica sede universitaria, era presente il gruppo di ricerca composto dai professori Luca Bifulco, Monica Calia, Linda De Feo, Roberto Flauto e Gianfranco Pecchinenda, coordinato dalla dott.ssa Laura D’Angeli e diretto dal prof. Caramiello, moderatore per l’occasione. Il rettore Matteo Lorito ha aperto i lavori col suo saluto istituzionale, seguito dalla prof. Dora Gambardella, Direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali; entrambi hanno sottolineato l’importanza della tematica e la necessità di interventi congiunti delle istituzioni, offrendo piena disponibilità da parte dell’Università che rappresentano.

Al fine di condurre un’indagine scrupolosa e approfondita, analizzando il problema in tutte le sue sfaccettature, il dipartimento di Sociologia si è avvalso della collaborazione dell’Istituto Demoscopico “Noto Sondaggi”, in rappresentanza del quale è intervenuto il dott. Antonio Noto con una interessante relazione sulle metodologie messe in atto per la ricerca, avvalendosi delle più moderne tecnologie.

Ad illustrare nello specifico gli studi condotti, è stato il prof. Pecchinenda, che ha parlato in modo ampio del fenomeno esaminando le dimensioni in termini numerici degli utenti coinvolti e le dinamiche sociologiche, culturali e comportamentali. Ne è emerso che un minore su quattro pratica il gioco d’azzardo, e accedervi oggi è estremamente facile data possibilità di giocare online, comodamente da casa, con un semplice cellulare o pc. L’unico deterrente è rappresentato dalla necessità di possedere una carta di credito, ma per chi non ce l’ha esistono altre opzioni: il gratta e vinci, le macchinette slot, il video poker, le scommesse sportive…c’è solo l’imbarazzo della scelta, e l’ampia offerta contribuisce a normalizzare il gioco d’azzardo.

Fatto sta che questa nuova tendenza tra i giovani sta diventando un’abitudine piuttosto diffusa e pericolosissima, considerato che molti di essi non riconoscono né il rischio che sfoci nella ludopatia, né la rilevanza patologica della stessa. I motivi per cui i ragazzi si accostano a tale pratica sono molteplici: dalla ricerca del divertimento e dell’adrenalina che ne consegue, alla necessità di approvazione e accettazione da parte del branco, non trascurando il fattore aggregante; infatti, la maggior parte degli intervistati dichiara che preferisce dedicarsi al gioco in compagnia. L’illusione del guadagno facile e l’ebbrezza di sentirsi “grandi” completano il quadro dei comportamenti a rischio.

Interessanti i contributi del dott. Mario Lollobrigida, Direttore Giochi ADM, del dott. Antonio Baselice dell’Osservatorio Regionale, e della dott.ssa Chiara Marciani, Assessora politiche giovanili Comune di Napoli, che hanno analizzato il contesto locale considerando le fragilità socioeconomiche e la forte componente culturale del fenomeno. Coordinati dal prof. Caramiello, che ha apportato il suo contributo di sociologo e ricercatore con pluriennale esperienza a contatto con i giovani, i relatori hanno esaminato la questione e le eventuali soluzioni.

In conclusione, la ricerca ha proposto un intervento sinergico tra scuola, con programmi continuativi di prevenzione e sviluppo delle competenze critiche; famiglie, attraverso iniziative di formazione e informazione sulla gestione dei comportamenti a rischio; punti di gioco legale, con standard omogenei di riconoscibilità e regole ferree sui divieti; istituzioni, col potenziamento della comunicazione sul pericolo. Tanti gli spunti di riflessione da cui sono scaturite osservazioni, domande e proposte da parte del pubblico in sala. Un’iniziativa encomiabile di grande spessore socioculturale che, dopo il riscontro positivo di questa prima giornata, sicuramente avrà un seguito negli interventi che verranno posti in atto per arginare il problema del gioco d’azzardo minorile.

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