

di Serena Cirillo
Nel complesso monumentale di Santa Maria la Nova, a Napoli, lo splendore barocco degli affreschi e delle decorazioni si intreccia con un’altra forma di bellezza: quella dei corpi dei ballerini, sospesi negli attimi perfetti delle loro esecuzioni. È qui che il 14 luglio si è inaugurata “Drops of Dance – La danza come ali dell’anima”, la mostra fotografica firmata da Roberto Ricci, fotografo ufficiale del Teatro Regio di Parma, realizzata in collaborazione con Pixelite.
Il progetto e l’allestimento portano la firma di Giuseppe Reale, instancabile direttore del complesso museale, che, fedele alle indicazioni dell’artista, ha costruito un percorso pensato per trasmettere la spiritualità profonda della danza. Centinaia di fotografie scorrono a getto continuo su schermi ad alta definizione, proiettate all’interno di una cappella che è essa stessa un trionfo dello stile barocco. Le immagini ritraggono alcune delle più grandi stelle internazionali della danza, immortalate nel vivo dei loro spettacoli. L’occhio di Ricci si rivela geniale nel cogliere l’attimo esatto in cui il danzatore sembra librarsi in volo, così come l’espressione di estasi che attraversa il volto durante l’esecuzione delle variazioni più impegnative. Non semplici scatti di scena, dunque, ma vere e proprie epifanie di un gesto che diventa spirituale.
Dopo il debutto romano, la mostra approda a Napoli grazie a un incontro fortunato: quello con Alessandro Macario e Anbeta Toromani, coppia iconica e star internazionali del balletto, unici artisti napoletani presenti negli scatti. È stato proprio questo legame con la città a rendere possibile la tappa partenopea, completata dall’impegno del direttore Giuseppe Reale, da sempre attivo nel promuovere iniziative culturali che aprano uno dei luoghi più suggestivi della città al pubblico e alla contaminazione tra le arti. A sostenere l’iniziativa come main sponsor, Pisterzi, eccellenza nella cura della pelle maschile.
Tra tutti gli spazi del complesso monumentale, a colpire Roberto Ricci è stato soprattutto il confessionale, eletto a fulcro simbolico dell’intero allestimento con una video installazione al suo interno. Un luogo che il fotografo ha voluto reinterpretare: non più spazio del peccato, ma soglia di perdono e di rinascita, in perfetta sintonia con l’idea della danza come cammino dello spirito. Un concetto che trova conferma nelle parole dello stesso Alessandro Macario che ha definito la danza “un percorso spirituale“. Ogni artista ritratto ha voluto accompagnare la propria immagine con un pensiero, spiegando le ragioni della scelta dello scatto. Anbeta e Alessandro, in particolare, non hanno voluto una foto di scena, ma un’immagine dei ringraziamenti al pubblico dopo lo spettacolo: volti felici e soddisfatti, in cui la stanchezza si dissolve nella gioia. Come racconta Anbeta:”La nostra arte, la nostra fatica, i nostri sacrifici, la nostra vita, hanno ragione di esistere per ciò che il pubblico ci restituisce. Il momento più viscerale è quello dell’applauso finale e dei ringraziamenti“. La mostra, resterà aperta fino al 17 agosto.
3 Comments
Grazie per la chiara e puntuale descrizione della mostra
Veramente incantevoli le foto, molto interessanti gli effetti speciali
Mostra interessantissima da vedere assolutamente, grazie Serena per l articolo splendido!