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Leopardi, il premio “La Ginestra” guarda a Recanati

Per la prima volta il riconoscimento non va a una personalità ma a un’istituzione: premiato il Centro Nazionale di Studi Leopardiani. A Villa delle Ginestre la cultura leopardiana unisce Napoli e Recanati

di Serena Cirillo

La Villa delle Ginestre di Torre Del Greco, luogo simbolo della memoria leopardiana alle pendici del Vesuvio, ha ospitato lunedì 14 settembre 2026 la cerimonia della diciannovesima edizione del Premio “La Ginestra. Il riconoscimento, nato dalla collaborazione tra il Rotary Club Torre del Greco e Comuni Vesuviani, la Fondazione Ente Ville Vesuviane e l’Università degli Studi di Napoli Federico II, si è ormai imposto come un punto di riferimento nel panorama culturale nazionale.

Quest’anno la giuria ha deciso all’unanimità di assegnare il premio al Centro Nazionale di Studi Leopardiani (CNSL) di Recanati: per la prima volta nella storia del riconoscimento, a essere premiata non è stata una singola personalità ma un’intera istituzione. A ritirare il premio è stato Fabio Corvatta, presidente del Centro.

La serata è iniziata con l’introduzione della giornalista e critica letteraria Donatella Trotta, storica conduttrice dell’evento, che ha ripercorso la storia della Villa, oggi di proprietà dell’Università Federico II e gestita dalla Fondazione Ville Vesuviane. È intervenuto poi l’attore Fabio Cocifoglia, che ha proposto un’intensa lettura da un brano dello Zibaldone dedicato al tema delle “ricordanze“, elemento che la Trotta ha definito parte dello spirito stesso del Premio. Dopo aver ricordato gli illustri vincitori delle edizioni passate — poeti, critici, filosofi, artisti e persino cantautori — la conduttrice ha chiamato sul palco l’assessore Virginia Palomba, in rappresentanza del sindaco di Torre del Greco, che ha ringraziato gli organizzatori per aver arricchito il territorio con un evento di così alto profilo culturale.

Ha preso la parola anche il Governatore del Rotary Club Campania, Giuseppe Nardini, che ha lodato l’iniziativa, seguito da Giuseppe Ascione, presidente del Rotary Club Torre del Greco e storico promotore del premio, il quale ha ricordato quanto la presenza di Leopardi abbia lasciato un segno duraturo in termini di cultura e bellezza, sottolineando il dovere di celebrarla.

È stato quindi presentato il premiato dell’edizione 2026 attraverso le parole del suo presidente, Fabio Corvatta. Costituito nel 1937, in occasione del primo centenario della morte del poeta, il CNSL è nato con un mandato ambizioso: promuovere gli studi e le ricerche sulla vita e sulle opere di Giacomo Leopardi, oltre che sui movimenti culturali e sul contesto storico a esso legati. A quasi novant’anni di distanza, l’istituzione ha saputo farsi custode e propulsore di un’indagine globale sull’universo leopardiano, unendo cultura e società, passato e futuro, l’Italia e il mondo.

Guidato dal 2008 da Corvatta, il Centro ha promosso innumerevoli convegni internazionali, ha favorito la diffusione di traduzioni delle opere leopardiane in tutto il mondo e ha visto nascere cattedre dedicate al poeta nei principali atenei italiani ed europei. Tra i risultati più recenti e innovativi si segnala la realizzazione della Biblioteca Digitale Leopardiana, avviata in collaborazione con l’ICCU, la Biblioteca Nazionale di Napoli e l’Università di Macerata: una piattaforma che ha reso accessibile l’intera autografia del poeta, i postillati, gli studi critici e l’iconografia. Sul piano territoriale, il CNSL ha inoltre promosso interventi di restauro conservativo che hanno restituito l’antica fisionomia anche al celebre colle dell’Infinito.

La serata è proseguita con altre letture di poesie e lettere leopardiane, accompagnate dalle musiche di Gioachino Rossini, eseguite da un quartetto d’archi e contrabbasso composto dai violini di Riccardo Zamuner e Alberto Marano, dal violoncello di Raffaele Rigliari e dal contrabbasso di Gianluigi Pennino. Il maestro Giovanni Oliva, curatore della consulenza artistica dell’evento, ha introdotto l’ascolto con preziosi aneddoti sul legame tra Leopardi e Rossini, entrambi profondamente connessi a Napoli e al suo territorio.

Il momento più solenne è arrivato con la lettura della motivazione del premio da parte di Matteo Palumbo e con la consegna ufficiale del riconoscimento, avvenuta per mano del Rettore dell’Università Federico II, Andrea Mazzucchi. In conclusione, Giuseppe Ascione ha dato appuntamento alla prossima edizione a un pubblico entusiasta, composto in gran parte da appassionati di letteratura che lo seguono da circa vent’anni.

 

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