

Premesso che nessuno vuol sminuire la pericolosità del virus corona, tutti i virus che attaccano il corpo umano, ovviamente lo sono, ma ci chiediamo se fermare la vita di intere città, nazioni per arrestare il contagio da virus che finora ha dimostrato che dove si è stati più colpiti ha contagiato lo 0,012% di una popolazione, e che per combatterlo si obbliga in casa 60milioni di persone sane meno 12mila contagiati, dei quali il 70% con possibilità di guarigione completa, un 25% sulla via di guarire e un 5% di persone che muoiono non direttamente di Corona ma a causa di questo virus che ne debilita ulteriormente e mortalmente la salute già compromessa o dalla vecchiaia o da malattie precedenti molto gravi, tutto questo significa che si è scatenati una tempesta in un bicchier d’acqua, anche se il bicchiere è fortemente avvelenato, non è giustificato tutto ciò! Il nostro non vuole essere il solito discorso cinicamente snob perchè ancora non colpiti dal contagio, ma siamo ben consapevoli che questo virus causa la morte ad alcune persone, come del resto la morte delle persone viene causata da altre malattie, incidenti e quant’altro, che possono colpire tutti indistintamente, ma non per questo si ferma la vita. Forse che in altri casi anche più pericolosi si è mai chiusa la gente in casa per non farla rischiare di morire? È un contorto gioco di parole ma purtroppo così è, dobbiamo accettare definitivamente il concetto della morte, altrimenti se qualcuno può dimostrare che fosse lo stare a casa l’antidoto della mortalità e allora stiamocene a casa per sempre e diventeremo tutti immortali, perché uscire ci esporrà sempre e inevitabilmente a qualche tipo di rischio personale o collettivo. Perché possiamo contrarre malattie da contagio, l’inquinamento radioattivo causa tumori o altro, perché di incidenti stradali, domestici o sul luogo di lavoro sono sempre in agguato, o anche perché per le strade ci sono assassini, stupratori, untori, ma persino perché ci sono i tabaccai che vendono sigarette che causano malattie gravissime, perché di spacciatori di colesterolo, zuccheri, carboidrati fra pizzerie, gelaterie, pasticcerie e friggitorie sono lì che ci tentano ad ogni angolo della strada, senza contare i veri spacciatori illegali, di droga, di farmaci, di vestiti, profumi, e qualsiasi altro prodotto contraffatto, come migliaia di altre cose o comportamenti che attentano alla vita umana. Persino la tecnologia produce virus nei nostri computer che pur non attentando alla vita qualche problema connesso molto serio lo causano di sicuro, come ad esempio quello dell’attacco alla nostra privacy, al cyberbullismo, alla tracciabilità di qualsiasi cosa che ci riguardi. Insomma è il vecchio e solenne discorso sulla vita e la morte, questo rapporto così naturale che fino a prova contraria nessuno potrà mai dissolvere, anche perché nessuno ha mai dimostrato l’immortalità nè degli esseri umani, nè degli animali, ma nemmeno delle piante, e persino delle cose. Certo, la medicina, annessa al progresso, alla tecnologia in qualche caso e anche più di qualche caso aumenta l’età media di vita, però bisogna pure vedere a che condizioni, perché se le condizioni sono quelle di tenere in vita le persone inchiodandole ai letti, alle poltrone o a far niente facendoli vegetare obbligando quelli che gli stanno accanto ad una vita limitata per poi ammalarsi di vecchiaia a loro volta e allora va bene, ma comunque si finirà tutti per morire, quindi perché non cogliere l’occasione ed ogni momento per vivere la vita appieno? Perché chiudersi in casa a non fare niente pur potendo fare mille cose come pure produrre strutture, ospedali, medicine, farmaci e vaccini a cui servono risorse economiche ed umane affinchè poterle produrre? Forse che la guerra, che sia quella fisica da combattimento o quelle più metaforiche come la guerra economica, quella contro le malattie, la delinquenza e il malaffare e tante altre guerre si possono combattere con la passività? Non è possibile farlo e allora si deve accettare che la vita è un’unica grande guerra che comprende mille combattimenti su fronti diversi e bisogna combatterla affrontandola, non standosene a casa aspettando che finisca di suo dopo aver causato più danni ancora per questo tipo di passività. E allora bisognerà sempre accettare i morti e i feriti che la guerra della vita di tutti i giorni si porta dietro, perché tanto sono inevitabili. Nel caso specifico non saranno pochi contagi evitati con le restrizioni. a fermare il virus, perché questo tipo di virus si ferma quando smetterà di avere vita E se i essere nell’aria altrimenti non sarebbe possibile fermarlo, se non con un vaccino finché non sarà individuato. Si presuppone che il virus morirà con i primi caldi, ma se così non fosse mica potremmo stare chiusi in casa a vita? No perchè invece di morirne fisiologicamente un minimo di persone, si rischierà di aumentare la mortalità per percentuali ben maggiori per cause del tutto conseguenti alle decisioni passive prese per combattere una banale malattia virale. Diversamente dovranno spiegarci, quando sarà finita questa epidemia, e come sempre nei prossimi anni altre ne compariranno con le stesse caratteristiche, cosa si farà? Si combatterà il virus influenzale di turno solo con il panico e l’isteria generale, barricandosi ognuno nelle proprie ricche e confortevoli abitazioni come in quelle meno confortevoli, finoa quelli che vivono in stamberghe fetide quando non addirittura all’addiaccio? Ma il mondo si è mai fermato per i milioni che da sempre in Africa muoiono di fame? Ci hanno mai pensato quando addentano la sanguinolenta Fiorentina con tanto di selfie o qualche altra pietanza gourmet e pizza fumante? Se un giorno ce lo farete sapere chiaramente dopo aver dato la possibilità a qualche personaggio in vista che si mette ancor più in vista per fare beneficenza per meglio pubblicizzarsi, sarà veramente illuminante. Ma intanto sorbiamoci il moralistico, bacchettone e non di meno modaiolo ordine di “restareacasa” poi magari un giorno ce lo spiegherete, ma molto probabilmente no, però resterà pur sempre il fatto che in questa valle di lacrime del mondo si vivrà e si morirà. Fatevene una ragione, e forse quella porzione di vita che tocchera a tutti noi sarà valsa la pena di viverla, invece di starsene a cuccia a casa comandati dai nostri padroni!
di Pippo Trio