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Italia Viva, prime defezioni: Renzi corre ai ripari

MATTEO RENZI ALLA LEOPOLDA 10

Prime defezioni in Italia Viva, lascia il deputato Nicola Carè che ritorna nel Pd, mentre si preparano altri addii. Renzi corre ai ripari e convoca per metà ottobre l’assemblea nazionale del partito

di Peppe Papa

Il risultato non esaltante alle ultime regionali, la prospettiva di una legge elettorale con lo sbarramento al 5% problematico da superare con i sondaggi che continuano a inchiodare il partito intorno al 3%, lo smacco subito in Toscana dove il neo eletto governatore, Eugenio Giani pare non aver fatto una piega alla decisione di Matteo Renzi di tenere fuori i suoi dalla nuova giunta per la “scarsa considerazione” da questi dimostrata nei suoi confronti, mettono in apprensione e alimentano i malumori che serpeggiano  in Italia Viva.

E c’è chi, come il deputato calabrese Nicola Carè che, pur non rinnegando nulla della scelta compiuta in precedenza, ha rotto gli indugi e si è deciso a fare marcia indietro ritornando nel Pd, la sua vecchia casa madre.

La strada intrapresa da Iv – ha spiegato annunciando la decisione – non era quella che io avevo immaginato”. Per lui come per altri, insomma è stato il risultato elettorale a svelargli la dura realtà di una battaglia lunga e complicata che la carica vitale del leader aveva evidentemente mascherato.

L’ambizione di costruire un’altra forza politica capace di dare rappresentanza a un mondo moderato – ha ammesso infatti con candore – è chiaro che non è stata condivisa da un elettorato che, come racconta anche il voto nelle regioni, è refrattario a frammentazioni”.

Un modo un po’ ipocrita per dire in fondo che è meglio un porto sicuro che navigare su una nave in tempesta. Nel Pd potrà giocarsi le sue carte per conservare un posto al sole in parlamento, cosa decisamente più difficile restando in Iv, soprattutto se la legge elettorale dovesse essere quella di cui si parla.

Renzi potrebbe garantire solo la ristretta cerchia dei fedelissimi se le percentuali di voto restassero quelle attuali, ci sono pochi dubbi, pertanto non ci vuole molto a intuire che lo stesso ragionamento di Carè lo stiano facendo altri.

Chi frequenta il Transatlantico alla Camera, assicura che non si parla d’altro segnalando, nel contempo, la poca propensione dei Dem a dare seguito al contro esodo. E, anche se è stato il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini ad essere il primo ad aprire le porte a Renzi e i suoi, il partito per ora non ne vuol sapere. L’ex segretario se ne stia per i fatti suoi, rimettersi in casa uno come lui sarebbe una pessima idea.

Nonostante tutto, però il pressing dei transfughi di ritorno, pare non si arresti, le cronache da Montecitorio parlano di pontieri e di file di onorevoli fuori l’ufficio del capogruppo Pd, Graziano Delrio per poterci parlare e confidare il proprio disagio e l’insofferenza.

Probabilmente Renzi, pur non aspettandosi chissà quali meraviglie dall’impatto con le urne, non aveva messo in conto una così rapida disaffezione di una parte dei suoi seguaci per un risultato elettorale certo non esaltante. Il tentativo di rianimare le truppe definendolo invece “stupefacente” non ha fatto presa e forse qualcosa va rivisto nella comunicazione e nella strategia.

Il tatticismo esasperato sfoderato finora in parlamento e nell’esecutivo, oltre l’ottimismo dispensato a piene mani sulle sorti future del partito, hanno contribuito ha disorientare quanti hanno creduto nel suo carisma e nelle sue idee di modernizzazione del Paese.

L’aver mantenuto, ad esempio, un atteggiamento distaccato sul referendum costituzionale, evitando in ogni modo di prendere una posizione chiara e inequivocabile sul No, che ha comunque raccolto il consenso di un terzo degli italiani, è stato un errore di supponenza, puntualmente pagato.

Tocca, dunque, riprendere l’iniziativa, ritrovare lo smalto di un tempo e rilanciare i temi che ne hanno fatto la fortuna, recuperandone la visione anche a costo di dover riconsiderare la permanenza nell’esecutivo giallo-rosso. Nel frattempo ha annunciato che a metà ottobre sarà convocata l’assemblea nazionale di Italia Viva. Nella speranza che non sia il solito “one man show”.

5 Comments

  1. Francesco Berti ha detto:

    Siamo contenti per il 5,1% ottenuto complessivamente da Italia Viva.
    Alla vigilia del voto la media dei sondaggi farlocchi riportata dalla maggioranza dei media dava I.V. al 2,4% e che non avrebbe raggiunto in nessuna regione il 3% necessario x entrare nei consigli regionale.
    Invece IV (seppur in Puglia e Liguria e Veneto ne è restata fuori) vi è entrata alla grande in Campania 7,4%, Val d’Aosta 8,9%, Toscana 4,5% e nelle Marche col 3,3%.
    La media nazionale raggiunta fra tutte e 7 le regioni è del 5,1% ed è una percentuale di tutto rispetto per un patito che è nato un anno fa.
    Se poi diamo un’ occhiata ai comuni dove si è votato vediamo risultati ancora più positivi e clamorosi di Italia Viva sia al nord che al sud. Tanto è vero che sommando alle regionali anche i voti dove il 20-21/9/2020 si è votato solo per i comuni la percentuale media arriva al 6,8%.
    Del resto x accertarsi basta andare sul sito del ministero degli interni alla sezione dei risultati regionali e comunali del 20/9/2020.
    Come alle suppletive che si sono svolte in Sardegna in cui il candidato di IV ha raggiunto il 24%.
    Nell’ insieme il risultato di Italia Viva è altamente positivo e sancisce un suo radicamento consistente e diffuso nella stragrande maggioranza delle regioni e città d’ Italia.
    Questo né garantisce un futuro politico ancora più forte e significativo politicamente.
    E non era affatto scontato.
    Possiamo esserne felici.

  2. GIUSEPPE ha detto:

    Le persone danno via libera ai propri pensieri reconditi in un giorno da pecora ,o d’autostrada fra zanzare e zcwua corrente.

  3. Morrone Giovanni Battista ha detto:

    Renzi aspetta la morte di Silvio Berlusconi, ma si sbaglia, chi ha votato per Silvio non voterà mai Renzi.

  4. Lorenzo Tremini ha detto:

    Le defezioni ci sono e ci saranno sempre. Però la sostanza politica è un’altra e si fonda sui cambiamenti indotti dalle innovazioni tecnologiche e dalle configurazioni geopolitiche. Piaccia o non piaccia il mondo cambia e per non soccombere saremo costretti ad adeguarci. I risultati elettorali recenti hanno aperto una serie di scenari che richiedono valutazioni e tempi di eleborazione che non possono essere immediati. Gli appuntamenti che conteranno saranno l’elezione del presidente della repubblica e le politiche del 2023. Trarre le conclusioni adesso mi sembra da stupidi, anche perchè definire i risultati a favore del PD non ha conferme dagli effettivi voti conseguiti e chiaramente hanno inciso molto sia la crisi del M5S, sia della Lega di Salvini nel Centrodestra. Poi, chiaramente i media devono scrivere e parlare per guadagnarsi lo stipendio. Fateci caso, nessun media ha messo in luce che i sondaggi preelettorali sono stati un fallimento.

  5. Micca Marie Carmen ha detto:

    Mi dispiace veramente che ci siano persone cosi labili e senza personalita ,in una parola voltagabbana ,io mi vergognerei perche ovunque vai sarai sempre voltagabbana e secondo me non ti daranno mai fiducia in niente per la tua vita.

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