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Renzi mattatore, liquida Conte e scommette sul ‘governo Draghi’

Altro che rimpasto per ottenere qualche poltrona, il leader di Italia Viva fa sul serio ed è disposto ad andare fino in fondo. Il governo giallo rosso ha esaurito la sua funzione e serve altro. Pd e M5S avvertiti, la minaccia del voto anticipato un’arma spuntata. Un nuovo governo senza Conte è possibile: Draghi c’è e decide il parlamento.

di Peppe Papa

Ci vuole una bella dose di disonestà nel provare a far credere alla gente che tutto il movimentismo di Renzi punti alla conquista di qualche poltrona in più nel governo.

Ebbene no, il leader di Italia Viva fa sul serio e gli alleati di maggioranza lo hanno capito anche se fingono di pensare che tutto si possa risolvere con uno strapuntino da concedere al rissoso alleato, sostenuti nella narrazione che si sforzano di accreditare, da giornali compiacenti e commentatori di talk show schierati pancia a terra con il premier e il suo governo.

Renzi non molla ed è deciso ad andare fino in fondo, disposto a terremotare nelle fondamenta la scena politica presente facendo ballare i suoi protagonisti.

No, non è un bluff e Giuseppe Conte ha i giorni contati a meno che non si ravvede dandosi “una mossa” insieme ai due principali partiti che lo sostengono, Pd e M5S. A partire dal Mes sanitario che bisogna prendere “senza perdere altro tempo”.

Il siluro è arrivato ieri in serata nel corso di un’intervista al Tg5 quando alla domanda se la sua intenzione fosse quella di far cadere il governo ha risposto perentorio: “Non ci penso neppure”. Aggiungendo, però che per evitare la crisi la prima cosa da fare, davanti alle centinaia di morti per Covid, è quella di intervenire sulla sanità utilizzando le risorse che l’Europa mette a disposizione senza alcuna condizionalità, il Mes appunto.

Ci sono 36 miliardi che potrebbero andare a irrobustire il servizio sanitario, inutile dire che i medici sono eroi e poi non dargli i soldi. Questi 36 miliardi sono bloccati con un no ideologico dei 5 stelle e di Conte: a me sembra una follia. Prendiamo i soldi, mettiamoli sulla sanità e basta chiacchiere”.

Un bel problema per il presidente del Consiglio, preoccupato a mantenere gli equilibri cercando di non scontentare nessuno, che comincia a capire di essere arrivato all’ultimo giro se non prende di petto la situazione e inizia a porsi il problema della navigazione non potendo più bearsi nel galleggiamento.

Ma la bordata, ovviamente, ha colpito al cuore anche i suoi due principali sostenitori mettendone a nudo le debolezze.

Il Pd immobile che, pur d’accordo sulla necessità di ricorrere al finanziamento europeo, non muove un dito per imporre al neghittoso alleato Cinquestelle di rinunciare al veto posto sul provvedimento, e l’incapacità di questi di infrangere un altro dei propri innumerevoli tabù identitari, con il rischio di perdersi per strada una ulteriore fetta di consenso e di una irrimediabile meritata irrilevanza.

Se aspirano ancora a durare, insomma, devono decidere a questo punto a che gioco vogliono giocare, anche per loro galleggiare non è più possibile, i nodi sono giunti al pettine con un Renzi scatenato disposto a giocarsi il piatto intero sicuro di vincere la partita.

E a nulla vale la minaccia paventata del voto, senza se e senza ma, se la crisi dovesse precipitare. Una eventualità del genere spaventa prima di tutto loro costretti a dover spiegare, con tutto ciò che ne consegue, il perché di una tale nefasta soluzione.

Tanto più che non è scritto da nessuna parte che l’evoluzione della vicenda porti diritto alle urne.

Neanche Mattarella lo pensa, nonostante abbia fatto sapere di non prevedere altra via d’uscita, soprattutto con l’opzione Mario Draghi che aleggia su Palazzo Chigi.

Competenza, autorevolezza e prestigio internazionale oltre un’idea chiara di come uscire dal pantano illustrata al G30 (Group of the Thirty, un think tank di consulenza su questioni di economia monetaria e internazionale), cui ha dato ampio risalto il Corriere della sera, sono il biglietto da visita dell’ex presidente della Bce cui nessuno può rimanere indifferente.

Stiamo entrando in una nuova era – ha avvertito – nella quale saranno necessarie scelte che potrebbero cambiare profondamente le economie e non è troppo presto per iniziare a pensare al periodo successivo alla pandemia e provare a evitare danni collaterali”.

Non c’è tempo, dunque, per inseguire vecchie liturgie politiche minacciando lo sfacelo del ricorso alle urne per dirimere la questione. Su questo Renzi è stato chiaro: C’è la Costituzione che prevede che si vada in Parlamento a vedere se ci sono i numeri per un’altra maggioranza”.

Non è un mistero che l’ex premier e Matteo Salvini si siano già confrontati sull’argomento e l’apertura di qualche giorno fa del segretario della Lega, incalzato dalla componente moderata del partito guidata da Giancarlo Giorgetti, nei confronti della possibilità di un nuovo governo lo sta a confermare.

I Dem, nonostante la riottosità di una parte del suo gruppo dirigente, c’è da giurare che sarebbero della partita, così come non si farebbero molti scrupoli quelli del M5S, aggrappati al carro di Luigi Di Maio, nella speranza di non veder svanita prima del tempo la comoda poltrona in parlamento.

Della partecipazione di Forza Italia all’operazione non c’è da dubitare, Berlusconi non ha mancato di lanciare da tempo segnali di disponibilità in tal senso “nell’interesse del Paese”. Senza dimenticare la gran parte di deputati e senatori del gruppo Misto, pronti a dare una mano “ché non si sa mai”.

Resterebbe fuori, salvo ravvedimenti, solo Giorgia Meloni e il suo FdI, l’unica che ostinatamente continua a rivendicare, inascoltata, il voto prima del semestre bianco, ricalcando così la dannazione di quel che fu il Msi fuori dal cosiddetto “arco costituzionale”.

Il Next generation Eu è un’occasione troppo importante per lasciarsela scappare rimanendo fuori da tutto e Draghi può essere il timoniere ideale della ricostruzione dell’Italia, come Azelio Ciampi ne fu il traghettatore verso la moneta unica europea fino alla sua elezione al Quirinale.

Intanto, domani, l’incontro della delegazione di Iv con Conte, dove Renzi farà presente al premier la situazione e gli esporrà l’elenco delle cose da fare per non perdere il posto. Termine ultimo per decidere, il voto alla legge di Bilancio, poi liberi tutti.

12 Comments

  1. Salvatore Prisco ha detto:

    Commento molto fazioso di un oltranzista renziano, ossia tifoso del Giuda della politica italiana. Un ingombro per la democrazia, lui e il suo piccolo partito di ricattatori

    • Luca Menichetti ha detto:

      ..temo che siano altri a tenere sotto ricatto il paese , a vivacchiare senza decidere a provare a gestirsi il potere economico del recovery fund , a non capire la forza di una Italia che merita personaggi coraggiosi, preparati , competenti e autorevoli alla guida del governo!…quelli che oggi si vantano della loro capacità, sono coloro che frenano e tengono in scacco tutto il paese!..ci meritiamo un cambio di passo e da persona di sinistra dico, uno , cento Renzi, Bellanova, Marattini Draghi….

      • Francesco ha detto:

        Pienamente d’accordo.

      • Rita Persone' ha detto:

        Completamente d’accordo, Conte non è stato chiaro su come destinare il recovery nonostante le richieste di Renzi già dall’estate scorsa.

        • TOMMASO DELL'OSO ha detto:

          Penso che i cittadini vengano prima dei partiti. I quali hanno il dovere di amministrare. Di conseguenza in un momento così delicato per motivi sanitari per il virus ,anche per motivi economici: disoccupazione alle stelle, debito pubblico elevatissimo, imprese che chiuderemo, va trovato qualsiasi forma di governo nell’arco costituzionale. Ma i 5 stelle non hanno governato con Lega e governano con il PD ? Dove è il problema?

    • Franco Ausili ha detto:

      affermi che I:V sia ricattatora? pensa al tuo partito che x rimanere nelle poltrone ne hanno mandate giù di rospi e quante ancora ne manderanno giù se vogliono rimanere, voi siete ingombri x la democrazia altro che aprire il parlamento come le scatole di tonno

    • Mario. ha detto:

      Signor Prisco, se non si ha coraggio in politica non si va da nessuna parte. Si fa solo galleggiamento. Renzi ormai lo ha già dimostrato a quelli che se ne intendono di politica che è all’alteza di affrontare anche qquesta ingarbugliata situazione Forza Renzi vai con le tue ragioni.

    • steve costa ha detto:

      cosa non ti torna coglione?.volete la sanita’.coi parolai prestanome come conte. che sale sul palco a dire balle e raccontare la sua storia.un cialtrone da 2000euro al mese prima da professore di seconda cattedra ora si sente un imperatore…ma in europa non se lo caga nessuno… francia e germania lo considerano un imbecille..basti vedere il recovery fund . nessun piano ancora presentato in europa. ecco perche’ l’idiota vuole la task force. e’ incapace chiuso il discorso

    • Pietro Calvani ha detto:

      Il PD ha un solo giuda e non si chiama Renzi. Basta tornare al 2016 quando pur di far fuori Renzi con la sua riforma costituzionale (che avrebbe risolto molti dei problemi politici di oggi) organizzò i “comitati del NO”.

  2. Anna Rosa Calise ha detto:

    Se si ha visione politica si è chiamati Giuda.Non sono oltranzista seguo Matteo Renzi e aspiro ad una politica che non galleggia …..ma ci vuole coraggio e il PD non ha persone che ne siano dotate…

  3. Luigi ha detto:

    Fa bene Renzi a fermare il delirio di Conte che di fatto voleva esautorare i suoi stessi ministri sostituendoli con centinaia di nominati. Senza contare il colpo di mano del pdc sui servizi segreti.

  4. Francesco ha detto:

    Commento che analizza la situazione attuale per quella che realmente è. Che questo governo stia galleggiando senza decidere su niente, senza uno sguardo verso il futuro, è evidente a tutti, anche se fa fatica ammetterlo. Ben venga uno stimolo ad uscire da questa palude e magari mettere le redini del governo in mani più capaci.

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