

di Valerio Alfano
Ci siamo. L’intercalare che nelle ultime settimane sembra diventato di moda, una sorta di mantra evocato da ognuno di noi quasi a voler esorcizzare questo periodo nefasto ed accorciare i tempi per l’arrivo del nuovo anno e del vaccino, può finalmente essere adottato anche per l’atteso avvicendamento nel ruolo di sindaco.
Ci siamo. Dopo dieci anni di passione vissuti tra coup de théâtre, pista ciclabile e lungomare liberato su tutti, la città di Napoli si appresta ad assistere al cambio di guardia sulla poltrona di sindaco, sperando che stavolta i cittadini napoletani sappiano fare tesoro dell’esperienza vissuta, partecipando attivamente alle fasi che precedono il voto ma soprattutto recandosi alle urne ed evitando, come per il passato, di “delegare” la scelta al 34% degli aventi diritto, come dire alla sorte.
I buchi di bilancio e la situazione di degrado complessivo in cui versa l’intera città rendono altissimo il rischio di un fallimento istituzionale oltre che politico di chi sarà chiamato a sostituire il sindaco. Ciò nonostante già trapelano i primi nomi in città, tra conferme e smentite, nel tentativo dei partiti e dei singoli di sondare il terreno e capire quale possa essere il livello di gradimento della gente in un momento così delicato, in cui serpeggia il malumore e vi è la necessità di riportare fiducia nelle istituzioni.
Ci siamo. I tempi sono maturi perché anche ognuno di noi si attivi, quantomeno valutando capacità e competenze di coloro che si proporranno quali possibili successori di DeMa, perché Napoli non è più nelle condizioni di sostenere un altro quinquennio come quello appena trascorso.
Interessante iniziativa sul tema è stata per questo assunta da un’associazione culturale cittadina ideata e capitanata dall’ex deputato ed ex consigliere comunale Salvatore Varriale, la cui denominazione è in linea con i tempi, “Insieme ci siamo”, che si pone l’obiettivo di “contribuire allo sviluppo di Napoli sul piano democratico, culturale, sociale ed etico”. Attraverso un meeting on line gli associati, e non solo, hanno infatti avuto modo di conoscere ed ascoltare le prime idee e proposte di Catello Maresca, nome di spicco tra i papabili alla poltrona di sindaco nelle prossime elezioni amministrative.
Attualmente sostituto procuratore presso la Procura Generale di Napoli, 48 anni, quattro figli e una brillante carriera in magistratura già alle spalle, il nome di Catello Maresca non ha di certo bisogno di presentazioni sotto l’aspetto professionale, ma il ruolo istituzionale per il quale sta valutando di proporsi rappresenterebbe anche per lui una novità ed è stato quindi interessante conoscerne pensieri, programmi e competenze.
All’incontro il magistrato non si è sottratto al fuoco di fila di domande proposte dai presenti. Ha esordito sulla difensiva “devo capire se buttarmi in questo inferno”, mostrandosi ancora incerto sulla sua candidatura e consapevole della triste situazione in cui versa il Comune.
Si è espresso sull’attuale Amministrazione, “a DeMa il merito di essersi circondato di persone oneste”, non risparmiando tuttavia le critiche. “Non ha dato buona prova di sè ” ed ancora “Non è detto che se sei un buon magistrato riesci anche a fare altro”, ha detto riferendosi al primo cittadino, aggiungendo che l’idea di presentarsi nasce dalla forte volontà di risollevare le sorti di questa città e dal desiderio che i suoi figli non siano costretti a vivere altrove.
In politica solo un’esperienza pregressa quando, candidatosi a 21 anni nella natìa S.Giorgio a Cremano, fu votato ed eletto tra le fila della lista Alleanza Democratica. “Porto con me la convinzione di una strategia e metodologia adottata per la gestione di un servizio e la mia umanità” ha dichiarato, dicendosi abituato a “lavorare in squadra”.
Ad un magistrato brillante e vincente, le cui capacità nel lavoro svolto sino ad oggi non sono discutibili, il ruolo di giudice rischia paradossalmente di giocare contro proprio in questo frangente, considerata la scottante realtà che Napoli ha vissuto e sta vivendo proprio per mano di un suo collega.
A quanto sembra tuttavia, anche ascoltando le opinioni di chi ha approfittato dell’incontro tenutosi online per porgli qualche domanda, il nome di Maresca già riscontrerebbe un discreto consenso sia nell’elettorato del centrodestra che in parte del centrosinistra, motivo che potrebbe spingerlo a correre con una lista civica affrancata da simboli partitici.
Idee e volontà non mancano sui temi affrontati in pochi minuti durante la riunione tenutasi in rete; si è discusso delle potenzialità del porto, dei problemi irrisolti di Bagnoli, del turismo, del lavoro che manca in città, ormai fuori da ogni circuito decisionale. Argomenti di sicuro interesse, ma che – se non approfonditi e accompagnati da un programma concreto seguito da nomi e tempi tecnici di attuazione – rischiano di avere il sapore di aria fritta, già troppe volte propinata negli ultimi anni e non più in grado di soddisfare la fame che i napoletani hanno di buon governo cittadino.
A Maresca il merito di essersi “fatto avanti” per primo, con la speranza che nuove idee e proposte giungano presto anche da altri candidati, in modo da stimolare il dialogo e poter iniziare un primo vero confronto. Noi ci siamo.