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L’alleanza romana non basta, ‘SOS’ del Pd a De Luca: su Napoli serve il suo impegno

Le fibrillazioni romane contagiano a distanza la politica locale. A Napoli il tavolo politico convocato sabato pomeriggio dal segretario metropolitano del Pd, Marco Sarracino ha fatto registrare un cambio di strategia nei confronti del governatore Vincenzo De Luca.

di Pino de Martino

La crisi a orologeria innescata da Matteo Renzi sta facendo lentamente il suo lavoro. Giuseppe Conte stenta a trovare “responsabili”. E i paletti fissati dal Presidente Mattarella per trasformare una maggioranza raccogliticcia in un pur variegato gruppo politico, somigliano ora ad enormi monoliti. Il tempo passa. E le fibrillazioni della maggioranza crescono di ora in ora. Poco spazio per un’ipotesi di rimpasto e per esaudire le tante richieste.

Pessimisti a Roma

Sabato mattina i 5S hanno fatto suonare la sveglia di buon ora. Con la convocazione dell’assemblea su Rousseau per la modifica dello statuto e, quindi, della governance, il capo politico reggente, Vito Crimi, ha voluto porre le condizione per un MoVimento 5 Stelle pronto a una eventuale campagna elettorale. I pentastellati non intendono farsi trovare impreparati in caso di voto. Altro segnale in questa direzione è la direttiva di “risvegliare” la rete sparsa in tutta Italia, in caso la situazione dovesse precipitare.

Nel Pd che finora ha mostrato sicumera e compattezza, adesso c’è preoccupazione, mentre già spunta qualche distinguo. Non tutti ora pensano che con Renzi sia chiusa. Nel frattempo Zingaretti avvia i preparativi per il voto, non si sa mai, e dà a Conte 72 ore per risolvere la crisi: se entro martedì non si trovano i numeri -il diktat – ci si dimette.

In serata arriva poi il de profundis di Bruno Tabacci. “Ho fatto quello che potevo ma i numeri restano incerti e a questo Paese non serve una maggioranza raccogliticcia. A Conte – ha aggiunto il presidente di Centro democratico – ho suggerito un gesto di chiarezza: dimettersi per formare un nuovo governo. E se non ci riesce, si va al voto. Per vincere”.

I riverberi in Campania

Le fibrillazioni romane contagiano a distanza. Cosicché il tavolo napoletano convocato sabato pomeriggio dal segretario metropolitano del Pd, Marco Sarracino registra un cambio di strategia. Soprattutto nei confronti del governatore Vincenzo De Luca. Ai toni roboanti e spicci da funzionario di partito usati fin qui dal coordinatore metropolitano (la politica non si fa con i signor sì), al garbo istituzionale e diplomatico.

All’incontro di sabato hanno partecipato i consiglieri regionali, i parlamentari, i componenti campani della direzione nazionale e Nicola Oddati. E’ stato proprio il coordinatore della segreteria nazionale a lanciare i messaggi più zuccherini all’indirizzo di via Santa Lucia. Anche questa scelta sa di saggia diplomazia, molto utile ora che il tavolo nazionale traballa.

Il perimetro delle regionali è necessario ma non sufficiente”, dice subito Oddati ricordando a se stesso gli oltre sessantamila voti raccolti da De Luca a Napoli pochi mesi fa e i tanti esponenti dem che devono molto al governatore. “Allo stesso tempo – riconosce sempre Oddati – la sola alleanza nazionale non basta. Su Napoli c’è bisogno di un grande impegno della Regione e del Governo“.

Ecco il messaggio al miele. Tutto qui. Ma basta e avanza per riconoscere la centralità della Regione nel voto per Napoli. Ora il pd napoletano liscia il pelo al governatore. Gli porge il ramoscello d’ulivo e gli riconosce un ruolo importante per le amministrative a Napoli.

Il Pd tenta di costruire una coalizione per le amministrative di Napoli che tenga insieme i partiti che sostengono il governo a livello nazionale e le forze che hanno portato alla riconferma di Vincenzo De Luca alla guida della Regione, con il partito a fare da collante.

Impresa non facile visti i difficili rapporti tra il numero uno in Regione e i 5S. Ma i Dem sottolineano che non c’è antitesi tra lo schema nazionale e quello regionale. Si vedrà.

Nel frattempo, un primo incontro è convocato per oggi. Sarà tutto interno: coalizione regionale pro De Luca, Pd cittadino, Italia Viva e vari cespugli. Il tentativo è di evitare che il fronte di sinistra si divida in tre o più rivoli: Pd, Leu e 5s da una parte; liste civiche pro De Luca dall’altra e con Antonio Bassolino terzo incomodo. Si riuscirà a fare sintesi?

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