

di Gennaro Prisco
Noto, che “Noto srl”, il sondaggista di Bruno Vespa, questa domenica del 6 giugno 2021, da alla stampa, su commissione del “Partito liberale europeo”, un sondaggio sulle intenzioni di voto dei napoletani per l’elezione del nuovo sindaco di Napoli.
Prima domanda: chi sono i liberali europei? Seconda domanda: perché questo partito è così interessato alle intenzioni di voto dei napoletani?
Affidiamoci ad internet e scopriamoli. Il “Partito liberale europeo” nasce a Roma l’8 maggio 2021, senza che nessuno se ne accorgesse. Viene eletto segretario il romano Marco Montecchi, 2289 amici su Fb, consulente per ricerche di mercato per la “Noto srl”.
La sua pagina Fb conta 136 mi piace. Dichiara all’Ansa: “Oggi nasce il Partito liberale europeo. Un partito nuovo, vicino alle partite Iva e alle imprese per un’Italia che deve rinascere sotto gli auspici dell’Ue. Siamo vicini alle aziende”.
Tutto qui? No. Perché anche a Napoli si fonda e si elegge un coordinatore regionale, Stefano Maria Cuomo, già coordinatore cittadino, già candidato alle politiche del 2013 e al comune di Napoli nel 2016 come indipendente liberale, consulente finanziario presso Allianz Bank financial Advisor.
Piace 575 persone che pensano come lui che bisogna abbattere la spesa pubblica e i cartelli, senza specificare se si tratta di cartelli autostradali o di qualcos’altro. Mentre il coordinamento provinciale viene affidato a Renato o Raffaele Scala, di cui non si hanno notizie. Quello che si sa è che il “Partito liberale europeo” sostiene Catello Maresca a sindaco.
Ricapitoliamo: il sondaggio viene commissionato dal “Partito liberale europeo”, il cui segretario nazionale lavora per la “Noto srl” e sostiene la candidatura del magistrato napoletano. Tutto lecito, per carità.
Ma sarebbe interessante sapere quanto è costato il sondaggio (dovrebbe essere all’incirca ventimila euro, senza sconto) e chiedere ragioni della finalità.
Che sembra essere quella di propagandare un dualismo che di fatto non c’è. Confondendo la realtà con l’irrealtà, sperando che le comunicazioni facciano diventare l’irrealtà, realtà.
“Noto srl” ci informa che, nei giorni 1 e 2 giugno, corrente mese, ha intervistato duemila napoletani maggiorenni, ottenendo il 92% delle risposte dagli intervistati. E che risposte!
Gaetano Manfredi e Catello Maresca in fuga sulla collina di Capodichino e gli altri distanziati, mentre i cronisti sulle ammiraglie fanno la telecronaca già scritta su una gara già decisa ai nastri di partenza.
In fuga senza squadra, senza nessuno a fare l’andatura, solo loro come Coppi e Bartali, come Gimondi e Merckx, Moser e Saronni. Con la differenza che sul percorso dei due in fuga per la vittoria non ci sono ali di folla a incitare e far sventolare il vessillo comunale.
Ma, è la notizia politica del giorno, in una città che se ne frega dei sondaggi, dei sondaggisti, dei duemila che hanno risposto, di Manfredi , di Maresca e di chiunque altro.
Due su tre non va a votare e quindi: “sciacqua Rosa e bbive Agnese”. Lo scopo del sondaggio appare, dunque – perché a pensare male in genere ci si azzecca – di tipo orientativo con la finalità di disegnare un campo di competizione bipolare, sorvolando sul fatto che l’essere bipolare porta tutti agli eccessi d’euforia o di depressione, con la conseguenza in ogni caso, di dover chiamare lo psichiatra.
Ed euforici, questa domenica di giugno, sono i partiti e i civici che sostengono l’ex Rettore, ed i civici e i partiti che sostengono il magistrato. Mentre depressi sono tutti gli altri che, “Noto srl”, afferma essere sul lungomare di San Giovanni a Teduccio, mentre i due in fuga sono verso il traguardo del Campo Marte, dove c’è l’aeroporto internazionale della città.
Diciamoci la verità: è un’operazione di deviazione della comunicazione politica che nessuno leggerà perché nessuno legge più i giornali. Ma è utile per dare il ‘la’ alla propaganda mediatica per servire una pietanza digeribile ai napoletani, chiamati non a scegliere il sindaco della città, ma altro.
Quindi, “Noto srl”, fa una domanda secca al suo date base napoletano: chi di questi candidati è il tuo preferito? Risposta: 43% Manfredi, 38% Maresca. Tirandosi dietro l’ironia del giurista Salvatore Prisco: dove l’hanno fatto il sondaggio? Fuori all’università, o al centro direzionale?
Eh sì, questo sondaggio è pieno di variabili e il clima che si respira al comitato di Antonio Bassolino, al quale viene assegnato il 6%, come a quellodi Alessandra Clemente, è di “chissenefrega, i voti si contano dentro le urna” e c’è la consapevolezza che la sfida è tra Davide e Golia. E che una fionda può sconfiggere un gigante di tre metri con un’armatura possente.
Se il “Mattino” ha fatto lo scoop della domenica, l’assenza di depressione nelle file di Bassolino è data dal polso della situazione, dalla fatica dell’impresa politica che sta compiendo, nella consapevolezza che andrà come andrà e che sulla schedina l’agognata partita secca tra il Real Manfredi e l’Atletico Catello potrebbe non essere la finale, se il patto con Napoli si consolida.
Al povero Sergio D’Angelo gli danno meno di 1% e all’avvocato Sergio Rastrelli un malaugurato 4%. E se il primo dato, ci dice che non lo votano al D’Angelo nemmeno quelli della Gesco, fa scompisciare il 4% assegnato al candidato di Fratelli d’Italia, non in linea con la cavalcata elettorale che i sondaggi (ancora loro) consegnano a Fdi e alla Giorgia nazionale.
Detto questo, Gaetano Manfredi non vuole troppe liste, i Cinque Stelle dissidenti correranno da soli, i Verdi si sono sfilati, Gennaro Migliore (Iv) si è sistemato alla presidenza dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo.
Nel frattempo Catello Maresca non vuole i simboli di partito. Forza Italia ha detto che non ci rinuncia. Fdi manco a parlarne e la Lega di Salvini propone di confederare il tutto per paura di perdere la leadership nazionale del centrodestra. Insomma, i due solisti sono due candidati di schieramento senza popolo, sondaggio permettendo.
1 Comment
Ottima osservazione interessante l articolo.