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Comunali, patto intergenerazionale per rilanciare il ruolo strategico dell’arte: con Bassolino si può

Tutti i bambini e i ragazzi di Napoli dovranno accedere all’opportunità di imparare, esprimersi e confrontarsi con gli altri attraverso gli strumenti dell’arte e della cultura. La scuola al centro del progetto

di Chiara Mallozzi*

Napoli, la città che va Riparata, Ricucita e Rilanciata: non potevano essere sintetizzate meglio, con queste tre erre, le azioni necessarie per la nostra città. A farlo Antonio Bassolino, politico e amministratore locale con una esperienza di lungo corso, attitudine a dialogare con le molteplici sensibilità di una delle città più difficili del mondo.

La sua sfida è interpretare la visione di lungo periodo e la determinazione partendo dalle piccole cose, senza mai rinunciare a uno sguardo all’orizzonte. E uno degli orizzonti, da ascoltare e da concretizzare, lo offre certamente il variegato mondo delle Arti.

Ripartire dalla Cultura” è uno slogan ripetuto da qualunque candidato, di ogni colore e sensibilità. Diamogli torto! Ma cosa vuol dire concretamente? Come musicista e docente credo possa significare, in prima battuta e con sguardo oltre il breve termine, partire dai bisogni di immaginazione – quelli dei più piccoli, dei ragazzi, ma non solo – per tradurla in tessuto territoriale, in cultura, fili e cucito per fare crescere coscienze, senso civico, ma anche conoscenze e competenze, base del lavoro artistico.

A Napoli operano moltitudini di performer, formatori, associazioni, gruppi istituzionalizzati e non. Realtà non formalizzate che molto hanno da dire e da dare. In modo trasversale, questo caleidoscopio di esperienze fatica molto spesso nell’oblio, con l’aiuto di sé stessi e dei pochi che hanno le forze economiche per sostenere le loro azioni.

Spesso il volontariato assomiglia più a un club di benefattori che ad un pilastro del Terzo Settore. E chi chiede aiuto, finisce con assomigliare più a chi elemosina, che all’espressione di una fondamentale forza propulsiva per la tenuta economica e sociale del territorio, insomma qualcosa che spetta (altro che elemosina) e che si annoda quindi al concetto di solidarietà.

Credo sarà importante superare la dimensione individualistica (piccole comunità, spazi fisici o immateriale per fare ricerca, sperimentazione), come anche alcune forme di aggregazione che hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni, con centratura su un patto non sempre fino in fondo cristallino tra istituzioni e istanze espressive.

Il prossimo passo dovrà partire, a mio avviso, da un censimento delle realtà a qualunque titolo già attive in città più o meno autonome. Non si tratta di un obiettivo difficile da realizzare. Basteranno poche settimane o mesi (i fatidici primi 100 giorni?) per mappare quelle moltitudini, almeno per grandi linee, salvo poi disporre di una rappresentazione mobile, da ampliare o da restringere in ragione di un accordo limpido tra artisti con le proprie eterogenee sensibilità e istituzioni.

E poi investire il denaro proveniente dalle Istituzioni, dai privati e dai fondi del Next Generation EU sul patrimonio immateriale della cittadinanza per la formazione culturale dei bambini e dei ragazzi di ogni quartiere di Napoli, sin dalla prima infanzia, di diversa provenienza geografica ed etnica: tutti i bambini ed i ragazzi della nostra città dovranno avere la possibilità di accedere all’opportunità di imparare, esprimersi e confrontarsi con gli altri attraverso gli strumenti dell’arte e della cultura.

Perché bambini e ragazzi allenati all’atto creativo saranno adulti più liberi e quindi più felici. Naturalmente la sede ideale e reale per realizzare questo obiettivo è per definizione la scuola, centro e propulsore educativo, e le associazioni che già operano a Napoli e che devono avere la possibilità di essere messe in rete.

Il Comune si dovrà far carico quindi di ascoltare ed amplificare le attività di chi da anni lotta sul territorio per offrire servizi culturali; di costruire una piattaforma attraverso cui queste possano ascoltarsi ed essere accolte, interfacciarsi, dialogare. Insieme, per generare valore aggiunto.

Per questo, anche l’impegno formulato dal governo nazionale di intervenire nel ripianare il debito pubblico, dovrà essere valorizzato e correttamente indirizzato su una progettualità che riconosca alle arti un ruolo strategico, sinergico con quello delle istituzioni scolastiche e universitarie, per lo sviluppo dell’identità dei cittadini, specie delle nuove generazioni di co-abitanti.

L’appuntamento con le urne si avvicina, dunque, rinnoviamolo per riparare la burocrazia del Comune, ricucire il rapporto con i cittadini che si occupano di arti e di formazione con una gestione e affidamento efficace degli spazi, rilanciare chi si impegna nel quotidiano, nella scuola e nel sociale, lontano dalla vigliaccheria che distingue tra giovani e forti da un lato e vecchi da rottamare dall’altro. Sigliamo un patto intergenerazionale.

*Candidata al comune nella lista Bassolino per Napoli

1 Comment

  1. Pupa sicca ha detto:

    Ottimo, eccellente, il senso ed il contenuto della sollecitazione a “guardere”, pensare e riflettere su tutte le concrete possibilità di entrare nel problemi e risolverli. È in quest’ottica che mi associo in ogni modo al progetto ed a chi ne vorrà e potrà affrontarlo
    Io credo che Antonio Bassolino può farlo
    Pupa Sicca

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