

di Peppe Papa
Cercano lo scontro, ma ogni volta sono costretti a ripiegare, con la coda tra le gambe, davanti alla ferma autorevolezza di Mario Draghi che spegne in loro le pulsioni belliche che mettono in fibrillazione il governo di cui pure fanno parte.
E’ un centrodestra patetico, se non proprio ridicolo, quello che stamattina è stato ricevuto a Palazzo Chigi dal premier cui avevano chiesto un incontro urgente per rappresentare le ragioni della propria contrarietà in merito alla riforma del catasto, alla delega fiscale perché preoccupati dall’aumento delle imposte.
Il presidente del Consiglio ha per l’ennesima volta ribadito che non ci sarà nessun aumento delle tasse e che sul catasto si tratta solo di “un’operazione di trasparenza che non significa aumentare le tasse sulla casa”. E loro l’hanno presa per buona, si sono acquietati, sarebbero comunque finiti sui giornali che era la cosa, poi che più gli interessava.
Smentita, pure, la velina che dava il premier stanco della situazione e pronto a passare la mano, ringalluzzendo i partiti sotto schiaffo, pronti ad approfittare della presunta debacle per lanciare la campagna elettorale. Ad inizio del summit, invece, come raccontato da alcuni presenti, Draghi ha chiarito subito la sua posizione: “Sono qui per andare avanti”.
E per questo deciso a fare tutto quel che serve per il bene del Paese, a ogni costo, provassero loro a fermarlo. Su queste premesse, l’incontro è durato un’oretta e mezza, c’è stato poco da dire, giusto il tempo di concordare qualche dichiarazione buona per le telecamere.
“Abbiamo trovato un’ampia disponibilità da parte di Draghi a risolvere problemi – ha dichiarato a microfoni spianati, un rabbonito Matteo Salvini – E’ stato un incontro positivo, distensivo, nelle prossime ore si lavorerà per risolvere i problemi”. “Ci rivedremo dopo Pasqua” ha chiosato impettito il coordinatore di Fi, Antonio Tajani.
Consumato il loro quarto d’ora di celebrità, questione chiusa, casomai se ne riparlerà più avanti. Resta il fatto di una improvvida manovra, della peggiore propaganda elettorale, che mostra plasticamente l’inconcludenza e debolezza di un centrodestra monco, in questa occasione, della gamba principale, il partito di Giorgia Meloni.
Che ormai fa storia a sé evitando sceneggiate, premiata dai sondaggi. Non a caso l’ex capo della Bce la tiene in considerazione, riconoscendone pubblicamente coerenza e un’opposizione seria. Che è poi quello che più sconcerta e manda in tilt il “Capitano” leghista e la sua ciurma. Un imprevisto che brucia tutti i sogni.
2 Comments
Non mi meraviglio di Salvini, il quale continua nel suo spettacolo da guitto politico che si è ritagliato perfettamente, ma mi rattrista vedere Tajani, mandato dal suo capo e Mentore, speculare sulle presunte insoddisfazioni del Matteo legaiolo, per tentare di racimolare qualche voto in più, in percentuale e non sparire dal panorama politico.
” il centrodestra monco, in questa occasione, della gamba principale, il partito di Giorgia Meloni”,
Non in questa occasione ma ormai storia fissa dallo sgarro dei due per la rielezione di Mattarella.
Non c’è più il centro dx unito, Lega e FI fanno comunella e snobbano la Meloni. Si faranno del male e i sondaggi stanno già dando ragione alla Meloni.
È probabile che per le politiche tornino sui loro passi, ma politicamente la coalizione ha già preso strade diverse.