Calenda ‘number one’, ma lasci fare a Renzi: alleanza senza alternative
Agosto 8, 2022
Via Calenda arriva Cottarelli, ma al Pd non basta: i ‘terzisti’ padroni dell’agenda Draghi
Agosto 10, 2022

“Terzo polo”, si fa all’insegna delle donne: Carfagna e Bonetti mettono d’accordo Renzi e Calenda

Resta il nodo della spartizione dei collegi: fifty fifty si chiude, nel week end l’annuncio

di Peppe Papa

Due front runner donne, due Ministre, Mara Carfagna e Elena Bonetti la chiave per dirsi sì. L’accordo tra Carlo Calenda e Matteo Renzi per dare vita al “terzo polo” dei liberali democratici e riformisti è cosa fatta, anche se restano alcuni nodi d sciogliere, come quello se dare vita a un’unica lista oppure correre ognuno col proprio simbolo e in coalizione, ma soprattutto la distribuzione dei collegi.

Intanto, va registrato l’enorme passo avanti scaturito dalla trattativa, la rimozione – vedremo poi quanto duratura – del principale ostacolo all’intesa, vale a dire la competizione personale sul piano dell’ego da parte dei due leader di Azione e Iv, è un risultato senz’altro apprezzabile e a suo modo geniale.

Cosa c’è di meglio che a mettersi in mezzo tra due prime donne, siano due donne vere, tra l’altro capaci e in grado di metterli d’accordo? E vuoi considerare il messaggio simbolico?

Le ministre del governo Draghi, hanno dimostrato qualità e concretezza, affidabilità e senso di responsabile serietà, soprattutto competenza. Saranno loro, dunque, a occupare la scena, Renzi e Calenda faranno da portatori d’acqua pur restando entrambi sotto i riflettori con l’intento di non pestarsi i piedi.

Non è il momento e le sensazioni sono buone, la mossa Carfagna-Bonetti sarà il leitmotiv del dibattito politico delle prossime settimane, c’è da giurarlo.

Su queste premesse, tuttavia, restano da mettere a punto tutte quelle cose che rendono complicato fondere “due corpi”, come li ha chiamati Calenda riferendosi al suo partito e a quello di Renzi, tra cui la difficile spartizione dei posti in lista.

Un argomento centrale in entrambe le formazioni alle prese con aspiranti parlamentari, big da riconfermare e scranni da assicurare agli alleati della Lista civica nazionale di Pizzarotti e dei moderati di Mimmo Portas.

Azione, che ha lanciato una vasta campagna di organizzazione sul territorio, come i partiti di una volta, ha già pronti ai nastri di partenza diversi esponenti locali che hanno aderito alla sua chiamata alle armi e che si aspettano considerazione. Poi c’è il problema di sistemare gente proprio come la Carfagna, Maria Stella Gelmini, Matteo Richetti, Andrea Mazziotti, Enrico Costa, Andrea Cangini.

Gli servono il 60% dei posti, questo ha calato sul tavolo Calenda. Ma lo stesso tema agita Italia Viva che ha il problema della numerosa pattuglia di uscenti da sistemare. “Con il 5%, a portata di mano – confessava oggi in Transatlantico un deputato renziano – siamo sicuri di portare in parlamento il nostro gruppo storico, ma se dobbiamo dividere con Azione, la vedo difficile”.

Questo per dire il clima che si respira nei rispettivi partiti che complica la trattativa, ma con un fifty fifty, da quel che si è capito, si può chiudere, d’altronde non serve a nessuno impuntarsi visto l’obiettivo ambizioso a cui si mira.

Gli ottimisti dicono che nel prossimo week end si troverà la quadra e verrà dato l’annuncio ufficiale del matrimonio. Poi via alla campagna elettorale dove a ognuno, compreso i due capipartito, sarà chiesto di dare il meglio per fare la differenza, consapevoli che l’impresa è molto difficile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *