

di Peppe Papa
Il “Patto per la Repubblica” , immaginato da Carlo Calenda per federare Azione e Italia Viva, può attendere. La famosa doppia cifra, su cui aveva scommesso il leader di Azione, purtroppo non è arrivata ed è rimasto deluso, anche se il risultato è tutt’altro da buttare.
Prendere quasi l’8%, a un’incollatura da Forza Italia e Lega, con una iniziativa nata praticamente in campagna elettorale e con la difficoltà di dover superare vecchie ruggini, è un ottimo viatico per aprire il cantiere.
Niente è cambiato, per carità, l’obiettivo resta in piedi, in entrambi i partiti tutti ne parlano apertamente come assolutamente indispensabile e auspicabile, aperto ad altri moderati che vorranno aggregarsi in corso d’opera. Insomma, un vero partito.
Intanto, Calenda, mette mano al suo, varando la nuova segreteria con l’inserimento doveroso di new entry come le due ex forziste Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna. Il segnale è chiaro: siamo una cosa seria, non ci interessano accordi al ribasso, matrimoni pasticciati. Siamo un’organizzazione strutturata sul territorio con la chiara missione di modernizzare il Paese.
In breve, serve intendersi. Renzi per il momento, fa il suo, accanendosi particolarmente su Letta e il Pd, suo vecchio partito. “Meloni ha vinto – ha scritto per esempio sulla sua e-news – deve ringraziare i suoi elettori, la sua tenacia, la sua coalizione e soprattutto Enrico Letta, sul cui disastro non insisto”, e giù l’elenco degli orrori commessi dal segretario.
E non ha mancato di cercare sollevare l’umore del suo ‘socio’. “Non siamo andati molto bene! Qualcuno sperava di più? – ha commentato – Certo, tutti sperano sempre di più, ma raggiungere quasi l’8% è un grande risultato. Bravi tutti i candidati – ha proseguito – cominciando naturalmente da Carlo Calenda”.
Lui però, “Patto per la Repubblica” o no, è già oltre, pensa alle europee del 2024, ritiene questa fase come una tappa di un progetto più ampio su cui intende spendersi in prima persona.
“Il progetto Renew Europe, in vista delle elezioni europee è partito ed è bellissimo – ha spiegato – Una grande casa per difendere e coltivare la democrazia europea con l’Italia centrale”.
Non ha mancato di precisare, giusto per non urtarne la spiccata suscettibilità, il contributo fondamentale del capo azionista. “Faremo un grande lavoro – ha sottolineato – insieme a Carlo Calenda, condividiamo entrambi che dobbiamo coinvolgere quante più esperienze possibili. Nei prossimi mesi ci sarà molto da lavorare e lo faremo insieme, senza polemiche”. Speriamo.
Di tutto questo, comunque, ci sarà modo di parlarne alla Leopolda – precedentemente prevista per i primi di settembre, quando si viaggiava da soli con l’obiettivo minimo di centrare il 3% per entrare in parlamento e per forza di cose slittata a dopo le elezioni – che per il momento resta a data da destinarsi. I militanti fremono, sicuramente è in agenda e le ‘promesse’ si mantengono. Non resta che aspettare.