

di Giuseppe Cioffi
Vale la pena di riflettere oggi, con maggiore attenzione di qualche tempo fa, in ragione della loro velocissima diffusione, sulle nuove tecnologie di divulgazione della verità.
Sembra che queste, infatti, possano eliminare ogni incertezza o ambiguità propria di qualsiasi divulgazione; eppure, se ci si pensa con attenzione, va rilevato che in effetti, esiste una ricchezza che deriva dall’ambiguità o dall’incertezza, e cioè la possibilità di confrontarci con gli altri e con il reale senza fermarci ad un’unica opzione.
La multiforme società in cui viviamo trova in effetti, la propria vitalità nell’ abbondanza delle soggettività, sempre diverse e nella multiforme varietà degli interessi.
Oggi invece assistiamo al perenne tentativo dell’idea divenuta maggioranza, di mortificare qualunque pensiero o riflessione che non sia in linea con la sua identità.
In buona sostanza, il ricorso acritico in ogni settore di interesse umano ai sistemi automatizzati sembra influire sui comportamenti delle persone, e dunque, sulle scelte individuali e della collettività.
Si tratta, a ben vedere, di una discriminazione a cui sempre più spesso, non è dato opporsi.
Vale invece la pena di individuare e contrastare questa idea di divulgazione della verità. Oggi sembra che non siamo più in grado di mettere in discussione il principio stesso del potere decisionale conferito agli algoritmi.
Questi ultimi ormai ci hanno tolto il potere di giudizio e di decisione sostituendosi alla nostra coscienza ed alla nostra libertà di azione e per questo andrebbero dichiarati inammissibili. La nostra umanità cosciente andrebbe dunque salvata opponendoci con forza ai meccanismi che mirano ad imporre un ordine unilaterale ed infondato delle cose.
La ricchezza e l’unicità dell’umanità si salva solo se saremo capaci di rifiutare che una formula algoritmica ci imponga i principi da seguire, anche se questi appaiano razionali e corretti.
Una società equa e giusta, proiettata ad assicurare il benessere collettivo, si deve fondare sulla capacità, tutta umana, di fare sintesi tra proposte multilaterali e diverse, che sappiano assicurare anche ai più deboli partecipazione e riparazione dei torti.