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Conte e Calenda si ‘mangiano’ il Pd, Letta ci vuole fare l’opposizione insieme

Il segretario dem quasi sbeffeggiato dai leader del M5S e Azione-Italia viva che si contendono i brandelli di un partito lacerato

di Peppe Papa

L’ottimismo di Enrico Letta sulla possibilità che in parlamento si crei un fronte di opposizione unitario, come prevedibile è cozzato sui no dei suoi principali interlocutori, Cinquestelle e Terzo polo, pronti a disputarsi i brandelli di un Pd lacerato dalle sue contraddizioni.

Giuseppe Conte per bocca della vice ministra del Mise e vicepresidente del M5S, Alessandra Todde, ha fatto sapere che non se parla proprio e che l’appello all’unità andava fatto prima delle elezioni e non dopo.

 “Mi sembra paradossale – ha detto all’Adnkronosche l’attuale dirigenza dem proponga adesso un dialogo avendo capito di aver sbagliato tutte le scelte politiche negli ultimi mesi. Vogliono fare opposizione unica dopo due settimane in cui ci hanno attaccato ogni giorno preferendo parlare di agenda Draghi e di voto utile mentre noi giravamo l’Italia parlando di agenda sociale e difesa degli ultimi? Dai banchi dell’opposizione – ha concluso – non dobbiamo stringere nessuna alleanza”.

Un diniego preciso che rende esplicito il disegno del “Masaniello dei poveri” di Volturara Appula che punta a erodere consensi a sinistra dei Democratici, intestandosi la rappresentanza del disagio sociale, del lavoro e di tutti i temi di sempre della retorica massimalista. Impadronirsi, insomma, della connessione sentimentale con il suo popolo, persa dal Pd.

Ancora più caustica, ai limiti del dileggio, la risposta recapitata in diretta Tv a Omnibus su La7, dal leader terzopolista, Carlo Calenda. “Il Pd è il partito della retorica – ha esordito – Quello che si deve cominciare a fare – ha ammonito – è parlare di cose”.

Il Pd usa una quantità di chiacchiere incredibile su tutto lo scibile umano per non dire le cose – ha proseguito – a Enrico Letta rispondo: hai ricevuto il piano sulle bollette, vogliamo lavorarci insieme, avete altre idee? Facciamo una cosa concreta per una volta. Viviamo in un mondo in cui la politica parla di cose di cui nessuno capisce assolutamente nulla”.

Un richiamo chiaro alla politica del pragmatismo riformista, liberale che tanto piace a una parte non indifferente del partito che non guarda con ostilità, anzi, al passato renziano. Sarebbero in molti tentati a fare le valige, soprattutto se le cose si mettono male, per questo vorrebbero si accelerasse la pratica congressuale.

Dal Nazareno, come un pugilato suonato, nessuna reazione. Hanno ingoiato il rospo senza commentare, ma decisi a riproporre l’argomento appena la nuova legislatura entrerà nel vivo, se saranno ancora ‘vivi’. Intanto, Letta, ha convocato per mercoledì l’assemblea congiunta dei neo eletti a Camera e Senato. Per il resto, poi si vedrà.

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