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Meloni ‘ricambia’: un grazie a Mattarella e il sì a Draghi al Quirinale

Entro l’estate le dimissioni del capo dello Stato e al suo posto l’elezione dell’ex presidente del Consiglio. La nuova inquilina di Palazzo Chigi esulta

di Peppe Papa

Prima di tutto c’era da assicurare la transizione ordinata da una legislatura all’altra, soprattutto, in vista del ciclone ‘Meloni premier’, ampiamente annunciato e puntualmente arrivato, che avrebbe portato la destra al governo per la prima volta nel dopoguerra e guidato, in più, da una donna. Poi pensare come organizzare il piano per un meritato riposo.

Sergio Mattarella ha senza dubbio centrato l’obiettivo, grazie alla sua sagacia istituzionale e l’aiuto non da poco ricevuto dalla competenza tecnica e politica del presidente del Consiglio uscente, Mario Draghi.

Fondamentale è stata la difesa veemente della nuova inquilina di Palazzo Chigi, rozzamente attaccata dalla ministra francese per gli Affari europei, Laurence Boone che aveva avanzato qualche preoccupazione sulla tenuta democratica dell’Italia con l’avvento dell’estrema destra al potere.

Vigileremo”, aveva detto la Boone e il Presidente di rimando aveva immediatamente fatto sapere che “l’Italia sa badare a sé stessa nel rispetto della Costituzione”, sgombrando il campo da qualsiasi preoccupazione e lanciando un messaggio chiaro al capo dell’Eliseo che, infatti, ha immediatamente fatto recapitare le scuse.

La legittimazione di fatto e senza retropensieri, nel rispetto della Carta, del risultato sancito dalle elezioni che ha contribuito non poco a tranquillizzare la neo premier e stemperare le sgangherate ansie dell’opposizione già pronta a cavalcare il rischio della deriva autoritaria del Paese. Non sono stati pochi neanche i suggerimenti fatti arrivare alla neofita, insieme agli incoraggiamenti.

Giorgia Meloni ha ovviamente apprezzato e ha cercato per quanto possibile di non deludere le aspettative. Con il suo predecessore è stato un passaggio di consegne prodigo di consigli, indicazioni, condivisione convinta di strategie economiche e alleanze internazionali. Un rapporto prezioso, con l’ex presidente della Bce, che lei non vuole assolutamente alienarsi neanche per il futuro.

E poiché è una ragazza sveglia ha capito l’antifona e non le resta che assecondare il piano del Presidente che prevede, come raccontano le voci di dentro del Colle, dimissioni entro l’estate e Draghi al suo posto, rimediando al torto di non averlo fatto prima.

Perfetto per Meloni che, se così fosse, potrebbe godere di una guida sicura nei momenti critici che l’aspettano, oltre a uno scudo autorevole a livello internazionale e a Bruxelles in particolare, in grado di permetterle una navigazione meno travagliata.

Mattarella, intanto, si è assicurato la disponibilità dell’interessato, lo ha nuovamente invitato a colazione al Quirinale, ufficialmente per ringraziarlo ancora una volta dell’operato, ma in realtà per definire il quadro dell’operazione. Meloni ha incontrato Macron, ha ottenuto la fiducia del parlamento, e si avvia a governare, la cosa più difficile. Draghi può dare una mano e lui finalmente ritornare tra le sue cose.

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